Venezuela: Maduro convoca una Costituente.

Il presidente del Venezuela vuole riformare la Costituzione ma l'opposizione non ci sta:

A oltre un mese dall’inizio dei violenti scontri in Venezuela, durante la sfilata del Primo Maggio, Maduro ha annunciato, in un comizio, di voler formare un’ “Assemblea Costituente del popolo” in grado di riformare la Costituzione anzitutto dal punto di vista giuridico e, secondo le parole del presidente, “portare la pace al nostro Paese”.

Ma non è una Costituente quello per cui sta lottando l’opposizione: piuttosto, i manifestanti e il Parlamento venezuelano premono per un referendum popolare, l’unico mezzo con cui sarebbe possibile liberarsi di Maduro. Il presidente del parlamento (controllato dall’opposizione), Jorge Borges, l’ha infatti definita “una Costituente truffa, inventata solo per distruggere la Costituzione attuale e cercare di fuggire così all’inesorabile verdetto delle elezioni”.

Henrique Capriles, il principale sfidante di Maduro nel 2013, ha definito il progetto “una frode”, proposta da “un dittatore”. Stesso tono tenuto dall’Osa, l’Organizzazione degli Stati Americani che il Venezuela ha annunciato di voler lasciare: nel comunicato seguito alla notizia della convocazione di un’Assemblea Costituente, infatti, gli Stati dell’Osa ritrovano proprio nella Costituzione attuale il diritto per i cittadini di eleggere un’assemblea, passando proprio per le urne.

Tutt’altro, rispetto a quanto presentato da Maduro durante il suo comizio:

“Non sto parlando di una Costituente dei partiti o delle elite, intendo dire una Costituente femminista, giovanile, studentesca, una Costituente indigena, ma anzitutto una Costituente profondamente operaia, decisamente operaia, che appartenga profondamente alle comune”.

Eppure il modo esatto in cui questa Costituente dovrebbe funzionare ancora non è chiaro. Di sicuro c’è che non si passerà per il voto, perché qualunque ipotesi, in questo senso, equivarrebbe a una sconfitta quasi certa per il Partito Socialista Unito del Venezuela. Né è stato definito chiaramente quali parti della Costituzione saranno toccate dall’Assemblea: alcuni esperti legali ritengono però che potrebbe diventare uno strumento per controbilanciare il Mud (le forze riunite dell’opposizione). Nel frattempo anche la comunità internazionale continua a tenere un occhio sulla situazione. Otto stati dell’America latina (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay e Uruguay) si sono allineati con la posizione di Papa Francesco, per cui la soluzione della crisi è necessaria ma a determinate condizioni, le stesse che chiedono i manifestanti nelle strade:

“Che cessi la violenza, si ripristini la piena funzionalità dello Stato di diritto, si liberino i prigionieri politici, si restituiscano le prerogative dell’Assemblea Nazionale e si definiscaun calendario elettorale”

si legge nel documento rilasciato dagli otto stati.

Liliana Farello

Aquilana, classe '93, attualmente studio Relazioni Internazionali alla Sapienza di Roma. Nel mio futuro mi piacerebbe vedere cosa c'è dall'altra parte del mondo, ci sto lavorando.

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