Oreste Vigorito e il suo Benevento dei miracoli

Gli stregoni compiono l'impresa: dopo 88 anni di storia e un solo anno di permanenza in Serie B ora volano in Serie A

Occhi lucidi, abbracci sinceri che farebbero commuovere chiunque e un entusiasmante giro di campo, correndo. Si, correndo. Perché la gioia è immensa per quell’uomo che è riuscito a portare i suoi ragazzi per la prima volta in Serie A. È lui forse il primo vero protagonista della storica promozione del Benevento, neopromosso in Serie B solo un anno fa. Un vero e proprio salto doppio, considerando che i campani in 88 anni di storia non avevano mai neanche visto il campionato cadetto. È lui il vero top player. È lui il tredicesimo uomo in campo. Oreste Vigorito.

Andiamo in A per restarci, non certo per tornare indietro. Non abbiamo gente come Higuain o Dybala, ma giocatori con un cuore grande, ha detto. Già, perché quel cuore si è visto tutto durante l’intero campionato. Due sole sconfitte in casa la dicono lunga. Ha provato a bloccarlo il Bari e il Trapani. E qualche momento di buio in campo l’hanno visto pure questi ragazzi che ci hanno messo davvero l’anima. E si, perché questa cavalcata ha i colori della passione e di un’ottima e solida gestione societaria. E c’è poco da dire: la progettualità ha il sapore della vittoria. E il Benevento ha dovuto attendere 88 anni per vivere le emozioni di questa notte in uno stadio gremito di tifosi giallorossi come mai prima.

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Oreste Vigorito per gli stregoni è l’uomo della salvezza, oltre che della prima presenza nel campionato di massima categoria, dove forse sarà una voce fuori dal coro perché negli ultimi anni rare volte si sono viste scene di un presidente così innamorato della propria squadra.

Nel 2006, infatti, acquista lo Sporting Benevento insieme al fratello Ciro, a cui è stato intitolato lo stadio subito dopo la sua scomparsa nel 2010, e porta la squadra campana prima in serie C1 e poi a disputare la semifinale dei playoff per salire in serie cadetta. Ma l’impresa non riesce.

Non solo un uomo di calcio, ma un imprenditore. Oreste Vigorito ai registri della camera di commercio risulta presente in 23 società, in diversi ruoli, ed è considerato uno degli imprenditori più ricchi della Campania. Dominus della Ivpc, la Italian Vento Power Corporation, con un gruppo che fattura 250milioni di euro l’anno (dati 2010) con 420 dipendenti e un altro migliaio di posti nell’indotto. Grandi affari, dunque, con l’energia eolica e la green economy, ma anche qualche problema giudiziario. Ma questa è un’altra storia. Perché agli occhi degli stregoni Vigorito è un eroe. E come dargli torto?

A Benevento società e tifoseria sono una famiglia. Da sempre. Nel calcio di belle storie se ne vedono sempre meno e le emozioni, quelle vere, quelle sentite, impressionano tutti. Come quando morì Ciro Vigorito: tutta la città e la provincia hanno invocato l’intitolazione dello stadio al compianto dirigente, avvenuta con delibera della giunta comunale il 2 novembre, a distanza di soli sette giorni dalla scomparsa. L’antistadio invece è stato intitolato alla memoria di Carmelo Imbriani, ex giocatore, capitano e poi allenatore dei sanniti.  Insomma una tifoseria certamente fiera, grata e che sa voler bene a chi ha dato tanto per il bene dei colori giallorossi. E non si può non tener conto di mister Baroni che ha reso la squadra uno spettacolo sportivo.

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La Serie A non è un campionato semplice, ma di sicuro da questa squadra c’è da aspettarsi di tutto.

 

Maria Stefania Di Michele

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