Aquila Trento, ancora un volo per lo Scudetto

Dopo poco più di un ventennio di storia, l’Aquila Basket Trento è pronta a mettere gli artigli su quello che sarebbe il primo storico Scudetto. Stasera, infatti, la Dolomiti Energia scenderà sul parquet del Taliercio per disputare Gara-1 delle Finali che assegneranno il titolo nazionale contro l’Umana Reyer Venezia. Quella della Dolomiti Energia Trento è la classica favola sportiva: un roster rivoluzionato durante la stagione, numerosi infortuni che limitano le rotazioni e un’avversaria in semifinale da far tremare i polsi. La formazione di Buscaglia ha accettato la sfida e sfoderando grinta e una difesa da urlo ha conquistato, dapprima, il quarto posto in campionato e, poi, la possibilità di giocarsi il titolo eliminando la Dinamo Sassari e la corazzata EA7 Milano.

Dalle palestre di Serie D alla A Dilettanti con Vincenzo Esposito

Vincenzo Esposito, il Diablo ha esordito sulla panchina di Trento – Fonte: legabasket.it

L’Aquila Basket nasce dalla fusione di Dolomiti Sport B.C. Trento e Pallacanestro Villazzano che, nel 1998, si mettono insieme per creare un polo giovanile della pallacanestro trentina e per porsi obiettivi di sviluppo a medio termine. Così, nell’arco di sette stagioni, passate nelle palestre e nei palazzetti delle categorie inferiori, l’Aquila Basket Trento approda al campionato di B2 nella stagione 2005-2006 dopo aver conquistato, nella stagione precedente sia la promozione sia la Coppa Italia C Dilettanti. Alla fine del decennio, forte anche del rapporto con lo sponsor Bitumcalor, la squadra trentina sbarca nel terzo campionato nazionale (la A dilettanti) e lancia la carriera del neo allenatore Vincenzo Esposito che, però, non ottiene ottimi risultati concludendo settimo in Regular Season. In ogni caso, Trento si assicura la permanenza nella terza serie nazionale (diventata Divisione nazionale A) grazie ad una wildcard richiesta dalla società.

L’arrivo di Buscaglia, si gettano le fondamenta per il grande salto

Maurizio Buscaglia, il direttore d’orchestra che ha portato Trento al sogno Scudetto – Fonte: legabasket.it

Il campionato in DNA 2011/2012 inizia con l’arrivo di Maurizio Buscaglia a sostituire il “Diablo” Esposito e l’affidamento della cabina di regia a Toto Forray, scartato dalla Fulgor Forlì. La stagione è una cavalcata verso la Legadue conclusasi con il trionfo in finale playoff contro la Proger Chieti. Dopo neanche quindici anni di storia, la pallacanestro trentina può contare su di una squadra di primo livello inserita nel secondo campionato nazionale. Alla prima partecipazione in A2 i ragazzi di Buscaglia guidati da Forray, BJ Elder, Micheal Umeh e un giovanissimo Davide Pascolo portano a casa la Coppa Italia di categoria mandando in visibilio i tifosi che affollano il Palatrento di domenica in domenica. L’annata si chiude con l’eliminazione in semifinale dai playoff promozione, ma già ci si prepara al grande salto. Nell’estate 2013, l’Aquila Basket Trento diventa di proprietà di un Consorzio di Aziende (C.A.S.T.) in costante crescita e rafforza il proprio roster con gli innesti di Brandon Triche e FIlippo Baldi Rossi che completano insieme ai confermati Forray-Elder e Pascolo, con quest’ultimo che sta assumendo connotati da leader e fenomeno per la categoria di appartenenza. Trento durante tutta l’annata impone il proprio gioco

Un match da psicodramma, l’Aquila vola in Serie A

Davide Pascolo, mattatore della serie con Torino del 2014 – Fonte: aquilabasket.it

28 maggio 2014, una data da ricordare per tutti i tifosi trentini per il raggiungimento di una storica promozione in Serie A, dopo la semifinale di DNA Gold vinta con la PMS Torino (ai fini della promozione la finale fu una formalità, in quanto entrambe le finaliste vennero promosse nel massimo campionato). Data, invece, da dimenticare per chi come me si era mosso da Torino per andare ad assistere alla decisiva Gara-5 della serie al Palatrento per sostenere i colori gialloblù. La cronaca della partita si inserisce alla perfezione nella definizione di favola introdotta sopra. Partita controllata da Torino che con Mancinelli e Amoroso vola sino al +15 del terzo quarto. All’ultimo intervallo il tabellone segna -12 per i padroni di casa ma, a un certo punto, qualcosa cambia: Pascolo sale in cattedra, Baldi Rossi domina i suoi ex compagni, la difesa trentina annulla l’attacco gialloblù e compie il miracolo; risultato finale 69-67 per Trento. A fine partita, il saluto della tifoseria casalinga a noi, 200 torinesi che sarebbero tornati a casa con le pive nel sacco, accomuna in qualche modo i due gruppi di supporters; molti tifosi torinesi (tra cui il sottoscritto, nda), infatti, guardano con passione alla cavalcata che sta compiendo Trento in questi giorni. Come detto, la finale vinta con Capo d’Orlando è una formalità: per il palmares Trento porta a casa il titolo e festeggia, insieme ai siciliani, la promozione nella massima divisione.

Il debutto in Serie A, subito i playoff, poi la semifinale Eurocup

Tony Mitchell in mezzo alla difesa veneziana – Fonte: aquilabasket.it

Pronti via e Trento è subito protagonista anche in Serie A grazie anche all’abilità dello scouting della società nel pescare e portare nel nordest gente come Tony Mitchell, Jamarr Sanders e Josh Owens. Il trio americano, insieme agli eroi della promozione Forray, Pascolo e Baldi Rossi conquistano dapprima la qualificazione alla Coppa Italia e, al termine dell’annata, ai playoff Scudetto. La stagione è un trionfo: Tony Mitchell, Maurizio Buscaglia e Salvatore Trainotti vengono rispettivamente premiati come MVP, miglior allenatore e miglior dirigente. Il 2015/2016 segue le orme della stagione precedente con un’insidia in più: l’EuroCup. Al debutto sul palcoscenico europeo, la Dolomiti Energia brilla eliminando Milano ai Quarti di Finale e raggiungendo una storica semifinale, persa con Strasburgo. Anche in questa stagione, Trento pesca dal mazzo ottime carte: alle partenze di Mitchell e Owens sopperiscono gli arrivi di un dominante Julian Wright, Trent Lockett, Dominique Sutton e Peppe Poeta. Ai playoff, Milano si vendica della sconfitta in Europa regolando i trentini con un secco 3-0 al primo turno playoff.

Quattro vittorie per il sogno Scudetto

La gioia di Trento dopo la vittoria su Milano nelle semifinali Scudetto – Fonte: aquilabasket.it

Il cammino che ha portato Trento alle finali di questa sera è storia recentissima, figlia di una stagione che ha visto, nel massiccio giro di addii, Dada Pascolo volare a Milano. Ancora una volta la dirigenza bianconera ha fatto faville, affidando un gruppo rinnovato alla direzione d’orchestra di Buscaglia, con gli innesti di Craft, Hogue e Gomes. Il coach trentino ha poi avuto il merito di far rendere al massimo una squadra che durante l’anno si è trasformata, salutando Lighty e Jefferson, integrando Shields, ricontrattualizzando Sutton, aumentando i minutaggi di Flaccadori, Forray e Gomes per sopperire agli infortuni a lungo termine di Baldi Rossi e Moraschini, giocando lo “Small Ball” con Hogue unico centro, elevando l’intensità difensiva e i cambi sistematici a filosofia di vita sul parquet, affidandosi alle mani d’oro di Craft. Questi sono stati i punti di forza di Trento durante tutta la stagione e dovranno esserlo anche all’ultimo atto, quello decisivo, se vorranno mettere le mani su quello che sarebbe uno Scudetto da leggenda. I principali scogli che la squadra trentina dovrà sormontare riguarderanno un fattore campo da ribaltare e un roster “corto” che potrebbe soffrire il ritmo forsennato che impongono playoff che prevedono una partita ogni 48 ore.
#Wediehard è l’hashtag lanciato dalla società bianconera in occasione della finale e rappresenta in toto lo spirito dai ragazzi di Buscaglia durante tutta la stagione esoprattutto durante i playoff.

Enrico Ropolo

Torinese, 32enne, amante della sua città, dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Interessi....tanti; passioni.....pure: attualità, sport, musica arte, etc. Laureato in Cooperazione Sviluppo e Mercati Transnazionale, giornalista pubblicista.

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