Tony Robbins: Life Coach, profeta personale o solo ricercatore di business?

Tony Robbins è uno dei più ricchi Life Coach nel mondo, con le sue tecniche è riuscito ad aiutare tantissime persone. Uomo grintoso in cerca di successo o che segue la propria passione?

Viviamo una vita frenetica, piena di impegni e in cui il mondo pretende il massimo da noi. Una vita in cui non ci si sente mai realmente all’altezza e non c’è tempo per curare i sentimenti, ma sono fondamentali i fatturati. La Cina conta la più alta percentuale di morti per stress lavorativo: si chiama guolaosi la morte causata dai troppi straordinari. Al lavoro si aggiungono le preoccupazioni per la famiglia, per la salute e per il futuro che ci aspetta e tutto ciò condiziona la nostra autostima, che a mano, a mano va sparendo.

Negli ultimi anni, infatti, per affrontare i problemi personali, ma anche aziendali, sono nate delle nuove figure, come il Life Coach o formatore personale. Questo permette di aiutare singolarmente una persona o un nucleo lavorativo, migliorandone la qualità della vita privata e professionale. Il Coaching aiuta a diventare consapevoli dei propri obiettivi, a migliorare i rapporti con gli altri ed a scoprire le strategie più adeguate per realizzare il proprio potenziale.

Tra i motivatori più conosciuti c’è sicuramente Tony Robbins ( Glendora, 29 Febbraio 1960), che usa ed insegna tecniche di programmazione neuro linguistica e l’ipnosi di tipo ericksoniano. Tony dichiara di esser stato consulente personale dell’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e l’attuale presidente e imprenditore Donald Trump e molti altri. Netflix gli ha perfino dedicato un documentario “Tony Robbins: I Am Not Your Guru” e pur di partecipare ai suoi eventi, ci sono persone che si indebitano. Quello di Tony, dunque, deve essere uno spettacolo che ti cambia davvero la vita.

“Abbiamo tutti bisogno di qualcosa che ci spinga ad andare avanti, senza ci accontentiamo delle cose così come stanno.”

Anthony viaggia in 12 nazioni ogni anno incontrando oltre 200.000 persone, ha un esperienza di 30 anni di lavoro. Una volta all’anno organizza negli Stati Uniti un evento di sei giorni da dodici ore l’uno, si chiama “Appuntamento col destino” e per potervi partecipare ha un costo di $4,995. Il primo giorno il life Coach attraverso la sessione individuale esprime i suoi principi, questo permette di condividere altre esperienze e di conseguenza si aprono altre sessioni individuali. Se non siete persone curiose e che vogliono qualcosa in più nella vita, vi consiglio di lasciar perdere. Tony trasmette molta energia e dallo schermo si percepisce che ha delle capacità nell’interagire e riuscire a percepire le emozioni. Durante l’evento i partecipanti sono divisi in gruppi e gli vengono dati dei compiti precisi, personali, da poi poter condividere nella sala grande.

Il documentario a lui dedicato è una carica di adrenalina, motivante e dalla visione piacevole e positiva. Ma, come in ogni cosa, c’è chi resta ancora contrariato di fronte a questo genere di professioni, ritenendo inopportuno il guadagnare sulle sofferenze e sui problemi delle persone. Quindi dove sta il confine fra aiutare e guadagnare? È un po’ come quando trovi il lavoro dei tuoi sogni, quello per cui sembra che non fatichi mai perché mosso dalla passione. È sbagliato? Queste strategie comunicative funzionano? Sono utili? O è solo un grande business d’affari?

Luana Cadeddu

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