Addio a Gero Caldarelli, il mimo che animava il Gabibbo

Dal 1990 riempiva il pupazzo rosso più amato e famoso della televisione italiana

Se n’è andato anche Gero Caldarelli che ai più, anzi a quasi tutti, non dirà nulla ma che di fatto animava una delle figure più conosciute della televisione italiana: il Gabibbo. La morte di Caldarelli non arriva inaspettata, soffriva infatti da tempo di un male incurabile e negli ultimi tempi si alternava al suo allievo, Rocco Gaudimonte. Un allievo e non un sostituto, già perché contrariamente a quanto si possa pensare, chi sta dentro a un pupazzo del genere, ha studiato e può regalare qualcosa a quella scatola in cui è completamente immerso e segretamente nascosto. Sono molti i messaggi dei personaggi della televisione che hanno collaborato con lui a riempire nelle ultime ore le pagine dei social, che colpiscono per l’affetto e la riconoscenza.

Fonte foto: televisionando.it

Non sono tanti i casi di pupazzi così celebri e amati in tv e che hanno avuto una vita lunga come quella del Gabibbo, che continuerà a vivere nonostante tutto. E sicuramente non è un caso che il pupazzo rosso sia diventato un simbolo, un paladino delle ingiustizie e un segno distintivo di una certa televisione, quella targata Antonio Ricci che in alcune occasione lo ha promosso addirittura conduttore come in Paperissima Sprint. Il caso del Gabibbo non è insomma fatto di semplice fortuna visto che Caldarelli studiò al Piccolo Teatro di Milano e fondò nei primi anni Settanta la compagnia e scuola di teatro Quelli di Grocke. Dal 1988 però si mise in proprio per creare un teatro per i bambini, il suo pubblico prediletto.

“Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia”.
Antonio Ricci

Ricci conobbe Caldarelli in Drive in e collaborò con lui diverse volte, fino a volerlo nella squadra di Striscia la notizia nel 1990. Da qui l’inizio di una collaborazione indissolubile. Caldarelli ha regalato o forse prestato un pezzo della sua anima di artista al Gabibbo, rendendolo più umanamente arrabbiato ma empatico e vicino alle persone, conquistando i bambini grazie al suo modo di fare e di essere un pupazzo pronto a scherzare. Lo spazio concessogli nei programmi di Antonio Ricci se lo è guadagnato creando qualcosa di nuovo in televisione.

Fonte foto: lastampa.it

È strano pensare che ad animare il Gabibbo siano ben tre persone, Caldarelli certo ma non sono da dimenticare la voce di Lorenzo Beccati e per il cantato lo stesso Antonio Ricci: sarà forse questa la formula segreta di tanto successo? Forse si o forse no, ma è certo che a riempire il pupazzo rosso non c’era e non ci sarà solo una comparsa, una persona scelta a caso: Caldarelli ha dato forma, vita e personalità al Gabibbo che era nato per essere un contestatore pieno di rabbia e che invece si è evoluto a qualcosa di più, quasi una figura paterna e bonaria, pronto a combattere le ingiustizie e a dare voce ai più deboli.

 

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

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