Alla scoperta della Roma di Eusebio Di Francesco, tra concretezza e speranza

Alla scoperta della nuova Roma di Eusebio Di Francesco

Di Francesco: “Dove arriveremo non lo so ma conosco le speranze della gente: viviamo di speranza ma anche di concretezza“. A Pinzolo, Van Rendena, sta nascendo la nuova AS Roma di Eusebio Di Francesco. L’ex allenatore del Sassuolo ha iniziato la settimana scorsa a plasmare la sua nuova squadra. Ovviamente in ritiro non ci sono tutti i titolari, è così per tutti i club. Qualcuno ha detto: “ma che lo fanno a fare?”. La risposta si trova nei convocati delle altre big. Inter e Juventus su tutte, basta guardare i convocati di queste due squadra.

Eusebio Di Francesco si giocherà la propria grande chance in Giallorosso. Si giocherà tutto con la maglia della squadra che tifa. Una grande gioia, ma anche una grandissima responsabilità. Il tecnico se la sta godendo, ma sta anche mostrando tutto il proprio carattere. Lo sanno i giovani della Roma, lo sanno tutti i ragazzi che stanno seguendo il ritiro da vicino. Di Francesco non fa passare nulla, letteralmente. Si arrabbia per i passaggi sbagliati, si esalta quando uno schema riesce secondo copione, si infastidisce se vede qualcuno impegnarsi sotto il 100%.

LA TATTICA

La Roma si sta allenando moltissimo nella costruzione dal basso, spesso 11 vs 0, con tocchi rapidi e movimenti a incrociare. Andiamo a vedere nel dettaglio.

Regista basso per la mezzala, ancora il regista che allarga per l’esterno, appoggio alla punta che scarica sulla fascia per il terzino per il cross in area. E’ l’azione su cui sta insistendo il tecnico, sia in una manovra ragionata, sia nella preparazione del contropiede più classico. Durante il test match di ieri contro il Pinzolo, Di Francesco si è arrabbiato moltissimo con chiunque giocasse individualmente. La squadra è importante, i movimenti del team, non del singolo. Ogni giocatore deve mettersi a servizio della squadra, tutti tranne i tre attaccanti. Al massimo i due esterni, che devono accentrarsi e duettare tra le linee con la mezzala. E’ già cult una frase di Di Francesco a Sadiq: “Che ci vai a fare nella zona di Antonucci a riprendere palla? Poi chi ci va in profondità? Tua sorella?!“. Tutt’altro che tenero.

Pochi volti nuovi a Pinzolo, anzi a dirla tutta uno solo, ma di livello. Maxime Gonalons, l’unico nuovo acquisto in ritiro, si sta allenando duramente. E’ lui il metronomo della squadra in attesa di Daniele De Rossi. In forma smagliante, sta studiando molto l’italiano. L’ex capitano del Lione vuole diventare un pilastro della sua nuova squadra. Non è un caso che Di Francesco lo stia sollecitando così tanto. Nel calcio del nuovo tecnico della Roma il regista è fondamentale. Deve recuperare quanti più palloni gli è possibile, accorciando sulla destra o sulla sinistra del campo per tagliare le linee di passaggio. Questo in fase difensiva. Nella fase offensiva, invece, l’azione parte da lui. Pochi tocchi, rapidi e verticali. Di Francesco non ama palleggi in orizzontale.

IL MERCATO

L’AS Roma può contare sul lavoro di Monchi, il nuovo direttore sportivo della Roma. Il d.s. sta lavorando duramente, quasi 24 ore al giorno, per migliorare la rosa. In questo senso va fatta chiarezza.

La Roma ha perso Ruediger, Salah e Paredes, oltre al flop Mario Rui. Tre su quattro sono state dolorose, soprattutto due di queste. Nel frattempo la Roma ha comprato Rick Karsdorp, Hector Moreno, Maxime Gonalons, Cengiz Under, Lorenzo Pellegrini e nelle prossime chiuderà altri due acquisti. La velocità con cui sono partiti Ruediger, Salah e Paredes fa sembrare tutto nero, ma se si va nel dettaglio le cose cambiano.

In difesa l’anno scorso la Roma contava: Bruno Peres (titolare), Ruediger, Vermaelen, Fazio, Manolas, Jesus, Palmieri e Mario Rui. Si giocava con il 3-5-2. Due sono partiti. Si sono aggiunti Karsdorp (il titolare dell’anno scorso, quindi, diventa riserva), Moreno, arriverà Nastasic e un terzino sinistro. Si può dire che la difesa sarà più completa e più forte. Ora si gioca con il 4-3-3. Un esterno destro titolare, alla fine ci saranno tre centrali mancini e due destri. Curiosità per il terzino sinistro, che avrà il compito di sostituire Emerson fino al recupero del numero 33. Il nome caldo è quello di Barreca, uno dei giocatori rivelazione della scorsa stagione.

A centrocampo la squadra è migliorata in maniera esponenziale. Uscito Leandro Paredes, sono arrivati Lorenzo Pellegrini e Maxime Gonalons, uno dei migliori centrocampisti della scorsa Serie A e l’ex capitano del Lione. In prospettiva l’argentino è da considerarsi un potenziale crack, oltretutto già ora era in grado di fare la differenza. Il centrocampista francese, però, ora come ora, rappresenta una certezza. Esperienza, geometrie, personalità. Ad averne, penseranno molti tecnici di Serie A. L’anno scorso molti top team erano pronti a spendere dai 25 in su. Per lui il cuore diceva Lione. Quest’anno era arrivato il momento di cambiare e la Roma si è fatta trovare pronta.

Impossibile discutere un centrocampo formato da Daniele De Rossi, Kevin Strootman, Radja Nainggolan, Lorenzo Pellegrini, Maxime Gonalons e Alessandro Florenzi. E’ senza dubbio il miglior centrocampo d’Italia, tra i migliori in Europa, per completezza e possibili combinazioni. Fortunato Di Francesco, bravo Monchi, felici i tifosi della Roma. L’anno scorso la riserva era Gerson. Ecco, appunto.

Discorso diverso, invece, in attacco. La partenza di Salah è stata molto dolorosa, un po’ perché era un gran professionista, un po’ perché aveva numeri da capogiro, da incedibile. Oggi come oggi, però, gli incedibili sono pochi. Partito l’egiziano, 19 gol e 15 assist in 41 presenze, Monchi dovrà sostituirlo nel modo giusto. Si parla di molti giocatori, alcuni di questi sono top player. Per ora, Monchi ha chiuso per Cengiz Ünder, 15 milioni tra fisso e bonus, sul quale c’erano Juventus, City e altri top team. L’ha spuntata l’AS Roma. Considerato il “Dybala turco”. L’anno scorso è risultato essere il miglior giocatore della lega turca. Se si considera la giovanissima età, i tifosi della Roma possono essere felici. In Turchia ne parlano benissimo.

Di Francesco aspetta anche il vice-Dzeko, oltre un altro esterno (titolare) ovviamente. Dovrebbe essere Gregoire Defrel, per cui Roma e Sassuolo stanno trattando da settimane. Squinzi chiede 25 milioni. Uno sproposito, cifra sproporzionata e fuori dalla realtà. Monchi sta lavorando per abbassare i costi, quantomeno sotto i 20 milioni di euro. Il “botto” del mercato sarà fatto sull’ala destra, ruolo per cui si sono fatti nomi importanti, tra cui quello di Lucas Moura e Riyad Mahrez, primo obiettivo. In ogni caso, al finire di queste operazioni, l’attacco dell’AS Roma sarà più completo. L’anno scorso non c’era un sostituto di Dzeko, c’era un solo esterno destro (Salah). Quest’anno ci saranno El Shaarawy, Perotti, Dzeko, Defrel (probabilmente), Cengiz e un altro esterno titolare. Come possibilità, molto meglio di quell’anno scorso.

Eusebio Di Francesco ci dirà la sua a fine mercato, con grande schiettezza, come sta facendo dal primo giorno Romanista da allenatore. Sta nascendo la nuova AS Roma, tra concretezza (gli acquisti) e speranza (di vincere un trofeo).

Matteo Vitale

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