Assistente vocale: come scegliere tra Apple, Google e Amazon

Quale dispositivo scegliere tra Apple HomePod, Google Home e Amazon Echo?

L’arrivo dell’assistente vocale sul mercato

L’assistente vocale è entrato da qualche anno sul mercato e viene utilizzato per riprodurre musica, collegarsi ad internet e controllare gli elettrodomestici quando serve. A tal proposito i più grandi colossi del mondo della tecnologia si sono interessati alla costruzione di almeno un altoparlante intelligente introdotto poi sul mercato. Tra di loro sono presenti Apple, Google e Amazon.

I dispositivi ufficialmente annunciati dalle varie case produttrici sono Amazon Echo, entrato sul mercato dal 2014, il recente Google Home e Apple HomePod, che debutterà entro la fine dell’anno in corso. Il sito Wired.it mette a confronto i vari servizi offerti da ogni altoparlante per fornire, all’utente interessato, una panoramica più ampia per procedere all’acquisto.

Il design esterno degli altoparlanti

Sul design dei tre smart speaker la scelta è esclusivamente personale. L’utente può scegliere in base ai suoi gusti o in base all’arredamento della casa. Il look non influisce comunque sui servizi offerti da questi ultimi anche se quello di Google Home risulta essere molto interessante: esso si presenta come un cilindro sezionato in diagonale, dal quale è possibile personalizzare la base scegliendola tra diversi colori e materiale. Apple HomePod risulta essere più neutro e minimale: vanta di un design piuttosto asettico ma comunque gradevole. Amazon Echo invece mostra linee più audaci: un semplice cilindro snello capace di dare un certo tono all’ambiente.

Assistente vocale

Fonte immagine: https://c1.staticflickr.com/6/5663/30498692180_9934cb3cb7_b.jpg

Il confronto sulla riproduzione musicale

Apple HomePod vince subito il confronto effettuato sulla riproduzione musicale. L’assistente vocale di Apple è pensato per questo, infatti è dotato alla base di sette tweeter, disposti lungo la circonferenza, e di un potente woofer rivolto verso l’alto. Inoltre integra un chip pensato per far capire allo speaker in quale punto della stanza si trova, in modo da far arrivare musica, e di conseguenza suoni forti e chiari, nei vari punti della stanza. Amazon Echo dispone invece di un woofer abbinato ad un singolo tweeter, mentre Google Home integra due driver e due diffusori passivi. Ognuno dei tre assistenti vocali integra il supporto al proprio catalogo digitale, ossia iTunes, Google Play Music e Amazon Music, ma solo Google Home e Amazon Echo permettono l’uso di servizi streaming esterni come Spotify e Pandora. Il possessore di un Apple HomePod dovrà farlo invece tramite un accessorio compatibile con AirPlay.

Le espansioni che ogni dispositivo offre

I tre altoparlanti sono studiati e prodotti per integrarsi con gli altri gadget dell’abitazione, sfruttando comunque il proprio ecosistema del prodotto. Attualmente però solo Amazon offre più possibilità di acquisto, infatti recentemente è stato svelato lo speaker con schermo touch Echo Show e la commercializzazione degli Echo Dot, dei mini altoparlanti che si interfacciano tra di loro aumentando così la portata di ascolto di Amazon Echo, e la soluzione portatile di Echo Tap. A seguire abbiamo Google Home, che offre compatibilità con l’intero sistema Google Cast e può inviare musica e vari input a tutti gli impianti Hi-Fi e i TV che lo supportano o che utilizzano una chiavetta ChromeCast. Apple HomePod è il dispositivo che offre meno opportunità rispetto agli altri due, infatti può interagire con prodotti compatibili con AirPlay e non è ancora ben chiaro se potrà dialogare con Apple TV.

L’interazione con la domotica

Riguardo la domotica sia Amazon Echo e Google Home supportano già molti prodotti riguardo il sistema di illuminazione, sensori, termostati, serrature e sistemi di sicurezza. L’assistente vocale di Amazon però offre una vantaggio in più rispetto agli altri: può abilitare anche altri speaker e i principali produttori di gadget per la domotica possono essere portati a privilegiare questo tipo di sistema, offrendo quindi più scelta a chi si trova un Amazon Echo nella propria abitazione. D’altra parte Apple ha ufficialmente dichiarato che HomePod sarà compatibile con tutti i prodotti HomeKit già dal primo giorno.

L’intelligenza di ogni assistente vocale

All’interno di ogni speaker altoparlante è presente un assistente vocale, ossia Alexa per Amazon Echo, Google Assistant per Google Home e Siri per Apple HomePod. Ognuno di essi offre riconoscimento e sintesi vocale, ma anche comprensione del significato di quello che si pronuncia e risposte approssimative. Essi possono comunque controllare la riproduzione musicale, impostare le sveglie, segnare gli appuntamenti in un calendario e svolgere funziona basilari di assistenza. Ognuno di loro però funziona meglio quando ci si collega ai servizi del produttore, come Apple Maps, Gmail o Amazon Prime, ma quello migliore risulta essere Google Home. Google Assistant è infatti in grado di rispondere a domande generiche pescandole dalla rete meglio degli altri due, riconosce utenti diversi nella casa semplicemente dall’impronta vocale e offre aggiornamenti proattivi come fa Google Now su smartphone. Mentre per quanto riguarda Amazon Echo può leggere ad alta voce gli eBook Kindle e fare shopping tramite il servizio Prime di Amazon.

homepod

Fonte immagine: Apple

Gli assistenti vocali Siri, Google Assistant e Alexa

Gli assistenti vocali Siri, Google Assistant e Alexa si basano tutti su un sistema modulare e aperto. Gli sviluppatori esterni sono dunque liberi di modificare le proprie app per farle funzionare con l’assistente vocale che preferiscono, anche se il riconoscimento vocale e le funzioni di base pongono i tre speaker nell’ordine Amazon Echo, Google Home e Apple HomePod. Oltre alle azioni, per le quali sono stati progettati, i tre dispositivi possono imparare con il tempo a svolgere varie funzioni, come ad esempio ordinare una pizza a domicilio, allestire mini qui per i presenti e altre varie attività. La prima ad avere questo tipo di intuizione è stata Amazon, infatti dopo poche settimane le app di supporto per l’assistente vocale di Alexa hanno toccato quota 10 mila. Google e Apple a riguardo hanno ancora molto lavoro da fare, ma già su decine di milioni di smartphone gli assistenti sono interpellati e gli sviluppatori non vedono l’ora di far parlare le app con Siri o Assistant.

Prezzo e disponibilità degli altoparlanti

Riguardo il prezzo quello più economico, in territorio statunitense, è Google Home con 99 dollari. A seguire si presenta Amazon Echo al prezzo di 179 dollari e, per finire, Apple HomePod si annuncia il più costoso. Il prezzo di quest’ultimo infatti sarà di circa 349 dollari (l’arrivo in Italia è previsto non prima del 2018).

Quale scegliere?

Il futuro risulta essere ancora incerto, se Amazon Echo si propone come il gadget più pratico, Google Home lo sta colmando il divario rapidamente e, in base alle abilità offerte dall’assistente vocale Google Assistant. Google Home si sarà però verosimilmente diretto a chi è già ben inserito all’interno dell’ecosistema Apple, sottraendo quindi gli utenti ad Apple interessanti ad uno speaker intelligente. Aspettiamo nuovi sviluppi riguardo la lotta fra i vari smart speaker di Apple, Google e Amazon.

Antonio Galasso

Puglia, 1998, studente di Informatica e Telecomunicazioni, amante dei videogiochi e della tecnologia.

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

<

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.