Behind the music: ‘Futura’ e il 1989

L'amore ostacolato dalla guerra, Berlino e Lucio Dalla. La storia dietro 'Futura'

La canzone “Futura” del grande cantautore italiano Lucio Dalla (1943-2012) venne pubblicata alla fine dell’album Dalla (1980) ben nove anni prima dell’anno in cui avvenne la Caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989).

Infatti, se è vero che ogni testo ha la sua storia dietro, nel caso specifico Futura nasce come canzone di speranza nel delicato momento storico della guerra fredda e racconta la storia d’amore tra due ragazzi, ostacolata proprio da quella divisione fisica, nonché politica, rappresentata dal muro che divideva la Berlino est (sovietica) dalla Berlino ovest (statunitense). La loro immaginaria storia corrisponde alle numerosissime vicende reali di separazioni familiari dovute alla costruzione della cortina di ferro, che alimentarono il dramma già evidente della guerra.

Credits photo: socialsud.it

Ed è proprio Lucio Dalla che, in una delle sue interviste, racconta “l’occasione”, straordinaria e quasi cinematografica, da cui è nata Futura:

«Il testo di Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Check Point Charlie, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. Chiesi al tassista di aspettare qualche minuto. Mi sedetti su una panchina e mi accesi una sigaretta. Poco dopo si fermò un altro taxi. Ne discese Phil Collins che si sedette nella panchina accanto alla mia e anche lui si mise a fumare una sigaretta. In quei giorni a Berlino c’era un concerto dei Genesis, che erano un mio mito. Tanto che mi venne la tentazione di avvicinarmi a Collins per conoscerlo, per dirgli che anch’io ero un musicista. Ma non volli spezzare la magia di quel momento. Rimanemmo mezz’ora in silenzio, ognuno per gli affari suoi. In quella mezz’ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti, uno di Berlino Est, l’altro di Berlino Ovest che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura

Futura è una promessa, il simbolo di una speranza forte perché alimentata dall’amore, unica certezza nell’incertezza di una realtà che si sgretola. La fiducia nel domani è tutto ciò che rimane ai due giovani amanti che scelgono un nome, per la loro futura figlia, che detto questa notte mette già paura per la portata rivoluzionaria del messaggio. Un figlio che nascerà senza paura.

Così il testo cresce d’intensità, insieme alla musica, seguendo il ritmo dell’amplesso dei due amanti, che fa accelerare i battiti del cuore fino alla luna (orgasmo) e poi, dopo, rallenta, pian piano, riportando i due giovani ragazzi alla dura realtà della guerra. In attesa del domani.

 

FUTURA

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani…

I russi, i russi, gli americani…
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio

e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani, le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella…

e se è una femmina si chiamerà
Futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura

ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.

Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna, sì la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana

Allora su mettendoci di fianco, più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c’è il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio questo sole
è una catena di ferro senza amore,
amore, amore, amore.

Lento lento adesso batte più lento…
ciao, come stai?
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai

ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura,
domani.

https://youtu.be/JGmPdb0wjQc

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

<

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.