Biotestamento, arriva l’ok della Camera. No all’emendamento 5 Stelle sull’eutanasia

Passa alla Camera dei Deputati la proposta di legge sul Biotestamento. Numerose le polemiche per un provvedimento atteso da anni

326 Sì, 37 No e 4 Astenuti: la Camera dei Deputati ha approvato la legge sul biotestamento. Il provvedimento, a lungo discusso, concederebbe ai pazienti il diritto di rifiutare le cure, vietando di fatto l’accanimento terapeutico. Tante le controversie sugli articoli discussi a Montecitorio, per un voto che ha diviso non poco e per il quale si è resa necessaria una maggioranza anomala.

In cosa consiste il biotestamento e cosa cambia

Il biotestamento (o testamento biologico) garantisce al paziente la scelta anticipata e in piena autonomia sulle terapie da rifiutare qualora in futuro non fosse in grado di farlo. Tante le implicazioni etiche nei confronti di un percorso il cui confine con l’eutanasia è spesso labile.

Nel concreto la proposta di legge, adesso passata in Senato, prevede una serie di punti fondamentali che ruotano attorno al consenso informato, introducendo la necessità del parere favorevole del paziente per effettuare una cura e la possibilità di compilare un DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), documento col quale attestare la volontà di cessare ogni forma di cura qualora ci si trovasse in stato vegetativo.

Un percorso travagliato

Otto anni di accese discussioni, a partire dal triste caso di Luana Englaro, giovane ragazza costretta a 17 anni di coma e deceduta in seguito all’interruzione della nutrizione artificiale. Dopo di lei la cronaca ci ha raccontato le storie di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e tanti altri, fino al recentissimo caso di Dj Fabo. Anni di infinite polemiche, per una legge tanto urgente quanto scomoda nel fragile equilibrio parlamentare.

L’intesa Pd-M5S

L’approvazione del provvedimento alla Camera è avvenuta grazie alla strana alleanza tra Pd e M5S. Un’intesa tanto inedita quanto indispensabile che ha visto dividersi la maggioranza che regge il Governo Gentiloni, con Alternativa Popolare e l’area cattolica contrari alla legge.

Anche PD e M5S, però, si sono divisi sulla votazione degli emendamenti, i primi, infatti, erano favorevoli alla libertà di scelta del medico di rifiutarsi o meno di staccare la spina al paziente, mentre i secondi hanno spinto per un emendamento, poi bocciato, che legalizzasse il trattamento eutanasico.

Il nodo eutanasia e i risvolti sull’obiezione di coscienza

L’eutanasia è il nodo più complesso della discussione. Le resistenze più grandi vengono dai parlamentari che accusano la proposta di legge di “mascherare” dietro al testamento biologico una forma di trattamento eutanasico legalizzato. Il pericolo sarebbe quello di lasciare morire un paziente di fame o di sete, visto che il provvedimento equipara a tutti gli effetti nutrizione e idratazione artificiale alle cure mediche.

C’è poi la questione dell’obiezione di coscienza da parte del medico. Anche sulla scia di quello che è recentemente accaduto per quanto riguarda l’aborto, ci si interroga sui limiti di questa facoltà e sulla effettività sostanziale del diritto.

Roberto Accurso Tagano

Nata a Catania, laureato in Scienze Politiche, provo a fare della mia grande passione per la scrittura un lavoro. Perennemente annoiato, rifiuto ogni forma di innovazione e originalità fine a sè stessa. Su News and Coffee mi diletto a parlare di politica

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