Bufera su Trump tra WikiLeaks e minacce di morte dalla Corea del Nord

Dopo il viaggio asiatico, il presidente americano deve fare i conti con il figlio maggiore e con le provocazioni rivolte a Kim Joung-un

Il grand tour asiatico del presidente Trump si è concluso, non senza qualche polemica scappata tra un aereo e l’altro. È sicuramente tempo di bilanci, a poco più di un anno dalla vittoria alle elezioni presidenziali e indubbiamente il viaggio diplomatico appena intrapreso verrà elaborato e darà i suoi frutti (se acerbi o maturi, sarà il tempo a decretarlo). Ma da buon provocare quale è, il presidente Trump ha pensato di concludere in bellezza il suo viaggio con un messaggio sibillino: “Farò un annuncio importante dalla Casa Bianca quando rientrerò a Washington D.C. Data e luogo da decidere“. Cosa avrà voluto dire?

Asia sinonimo di business

L’annuncio, volutamente monco di informazioni, è stato dato in seguito alla partecipazione alla sessione plenaria del vertice dell’Asia orientale nell’ambito della riunione ASEAN. Qui si è parlato del programma nucleare della Corea del Nord, della lotta all’Isis e al terrorismo in generale, prendendo le misure per una prossima azione comune ed efficace. Ma nel viaggio di Trump è innegabile che l’economia abbia avuto un ruolo di primo piano: sono gli accordi commerciali che interessano di più il tycoon americano. Ecco quindi che il tweet vago ma interessante, potrebbe avere come raggio d’azione il mercato proprio dei Paesi asiatici.

Donald Trump Jr. e l’imbarazzante corrispondenza con WikiLeaks

Nel frattempo però in patria, nuove nubi nere si addensano sulla Casa Bianca. È di questi giorni infatti la notizia che, ad aggiungersi al favoloso libro sul Russiagate, seppur indirettamente, si aggiunge un altro capitolo questa volta con protagonisti il figlio maggiore del presidente, Donald Jr. e WikiLeaks. Ebbene si, oggetto del nuovo scandalo sono le relazioni intercorse fra Donald Jr e la redazione del progetto di Assange, proprio durante la campagna elettorale dell’anno scorso. L’indiscrezione è nata dal The Atlantic e coltivata su Twitter dal figlio di Trump che ha pubblicato screenshot della corrispondenza intercorsa a suo tempo. Consiglio questo che pare  essere stato ricevuto dallo stesso Assange.

Sembrerebbe emergere un ruolo importante di WikiLeaks nel corteggiamento di Trump a scapito di Hillary Clinton. Il tutto comunque sarà sottoposto al controllo di Robert Mueller, procuratore speciale ed ex capo Fbi, nominato per seguire le indagini sul Russiagate, che presto potrebbe ricevere rinforzi. Ma un’altra boutade del “vecchio” Trump potrebbe di nuovo disturbare il gioco di equilibrio diplomatico con la Corea del Nord: la stessa ha dichiarato pubblicamente che il presidente americano merita la pena di morte per aver infangato il nome di Kim definito “basso e grasso”. Insomma, come sempre la stabilità della leadership di Trump si dimostra precaria sia in politica interna che estera.

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

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