Calcio e tecnologia, se mi lasci non VAR

Nella semifinale di Confederations Cup tra Portogallo e Cile ancora una prova negativa del VAR, ma Tavecchio insiste sull'utilizzo in Italia subito

E’ il secondo tempo supplementare della semifinale della Confederations Cup che si gioca alla Kazan Arena tra Portogallo e Cile, sono i minuti finali prima di andare ai calci di rigore quando a gran voce dalla panchina cilena si invoca l’intervento del VAR per un fallaccio in area di rigore non sanzionato ad un difensore portoghese ai danni di Silva. L’arbitro fa cenno al sudamericano di rialzarsi più che convinto della sua simulazione e non ravvisando gli estremi né  per concedere un il calcio di rigore né per rivedere l’azione con l’ausilio appunto del VAR.

Il Cile andrà in finale battendo il Portogallo ai calci di rigore grazie al portiere Bravo che ne parerà tre di fila. Meno bravo l’arbitro che con la sua decisione mette in luce falle in un sistema che andrebbe quanto meno ancora sperimentato prima di essere ufficializzato in campionati più importanti della Confederation Cup.

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Un anno di VAR

Dopo l’ennesimo tentativo con il Var, il mondo del calcio si è nuovamente spaccato in due e se da una parte c’è chi vuole dare ancora un’altra possibilità al Video Assistant Referee dall’altra c’è già chi ha bocciato l’innovazione. Approvato appena un anno fa, il Var è stato introdotto per la prima volta nell’agosto del 2016, durante la partita di USL Pro fra New York Red Bull II e Orlando City B. 

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Lo storico arbitro dell’incontro, Ismail Elfath, in due differenti episodi, decise di consultare il VAR, Allen Chapman, prima di eseguire un’espulsione ed un’ammonizione. Un mese dopo, il VAR è stato utilizzato durante un amichevole della nostra nazionale contro la Francia. E’ stato poi ancora sperimentato in ambito internazionale durante la Coppa del mondo per club FIFA 2016, permettendo agli arbitri, grazie ad un monitor situato a bordo campo, di rivedere alcuni filmati degli incontri sui quali vi erano dei dubbi da parte del giudice di gara. Favorevoli all’innovazione VAR saranno stati, almeno la sera del 28 marzo 2017, i tifosi della Spagna che hanno dapprima esultato per un gol in fuorigioco annullato alla Francia, in prima battuta convalidato dall’arbitro, e poi quando hanno visto assegnarsi un calcio di rigore solo rivedendo le immagini attraverso il monitor.

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La svolta il 16 aprile di quest’anno quando durante la 67a assemblea generale della CONMEBOL, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha ufficializzato l’uso del VAR durante il Campionato mondiale di calcio 2018, non prima però di averlo messo prima a puntino con il Campionato mondiale di calcio Under-20 2017 e la FIFA Confederations Cup 2017.

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Così non VAR

Proprio durante queste due competizioni sono sorte le prime polemiche sull’utilizzo del VAR, con gli arbitri che hanno preso decisioni errate nonostante l’aiutino dal monitor. Il neo sembra essere la non ancora perfetta comunicazione tra il direttore di gara che giudica in mezzo al campo e gli arbitri che, davanti alla tv, devono aiutarlo a prendere la decisione giusta.

Lo sa bene la nostra under 20 che si è vista concedere un rigore contro dal VAR. L’arbitro, infatti, contro l’Uruguay in una gara dei recenti Mondiali coreani under 20, ha concesso un penalty ai sudamericani quasi un minuto dopo l’azione, giudicata fallosa solo dalla moviola esterna.

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Altra competizione, questa volta la Confederation Cup, altra perplessità, legata al match tra i tedeschi, freschi campioni in terra russa, e i leoni africani del Camerun. Colpa delle incomprensioni tra l’arbitro colombiano Roldan, che ha dovuto visionare due volte il monitor per capire chi espellere tra i camerunensi Mabouka e Siani, e il Var, giudice davanti il monitor, che dopo aver segnalato il fallo, inizialmente giudicato da giallo da Roldan, con quest’ultimo che si è dimenticato di indicare l’esatto numero di maglia del calciatore colpevole del fallo.

Insomma, tanto caos e interruzioni, ben quattro i minuti di sospensione in Camerun-Germania, che non fanno bene allo spettacolo per un pubblico che esige sempre più un calcio veloce e dinamico.

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Per migliorare la comunicazione tra giudice di campo e quelli del monitor, Pierluigi Collina, nuovo numero uno degli arbitri mondiali, sta studiando formazioni di arbitri della stessa nazionalità. In Italia in particolare, in pole per i prossimi mondiali di Russia 2018 ci sono Rizzoli, Orsato e Rocchi, con gli ultimi due reduci dalle prove generali dei Mondiali Under 20 e Confederations Cup. 

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Tavecchio e il VAR

Intanto Tavecchio, non curante dei primi approcci negativi della tecnologia con il pallone, spiazza tutti e conferma il VAR in campo da subito “La Fifa non ha ancora comunicato la decisione ma tutti i segnali sono chiari. Si comincerà da inizio campionato (20 Agosto 2017). Abbiamo chiesto alle società comprensione poiché in ogni stadio dovrà essere allestita una sala interna dotata di 8 telecamere.” Gli addetti ai lavori si auspicano il doulby-sorround e tanto pop-corn. Il Presidente Federale Carlo Tavecchio ha inoltre annunciato l’abolizione degli arbitri di porta, divenuti lo scorso anno praticamente quasi del tutto obsoleti grazie all’utilizzo della gol-line technology line, il gol non gol.

fonte photo: ww.ulwtimavoce.it

Tavecchio le sta provando veramente tutte per convincere che in Italia il VAR è la soluzione a tutti i problemi, anche scomodare l’immenso Julio Iglesiassi, perché “se mi lasci non Var“.

fonte photo: http://biografieonline.it

Giovanni Arrotino

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