Charles Bukowski: “I potenti” e il suo realismo sporco

Una poesia di Bukowski per inaugurare l'odiosa routine settimanale: proprio quel sistema che, secondo il poeta, ci rende prigionieri come 'uccelli in gabbia'

Charles Bukowski (1920-1994) scrittore e poeta statunitense ma di origini tedesche, è stato uno degli intellettuali che più ha dato adito alla critica con la sua scandalosa produzione letteraria che ancora oggi, tuttavia, gli assicura un grande successo di pubblico.

Dopo un’infanzia difficile segnata da timidezza e bullismo (veniva emarginato ad esempio per i vestiti di tradizione tedesca che i genitori lo costringevano ad indossare e per una  grave forma d’acne che lo vide sottoporsi a dolorose cure), a tredici-quattordici anni ebbe la prima esperienza con il vino che diverrà il compagno fedele di tutta una vita da alcolista

Se succede qualcosa di brutto/ si beve per dimenticare;
se succede qualcosa di bello / si beve per festeggiare;
e se non succede niente / si beve per far succedere qualcosa

(Women-Donne)

Spesso associato alla corrente poetica della beat-generation, per il suo essere rivoluzionario, per lo stile informale e per il suo essere sempre contro il sistema, in realtà la sua produzione letteraria è ascrivibile all’interno della corrente del realismo sporco. Nato negli USA tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, il realismo sporco è una tendenza letteraria di tipo minimalista, caratterizzata dalla sobrietà, dalla precisione e dalla stringatezza estrema nell’uso delle parole per le descrizioni, perché è il contesto che deve suggerire il significato profondo dell’opera. Si tratta di uno stile in cui non manca l’uso del turpiloquio e di un realismo graffiante, senza filtri e censure, dove i temi del sesso e dell’alcool sembrano essere dominanti.

Accusato di esser vicino a movimenti di estrema destra nazista (soprattutto durante il periodo del college), in realtà Charles Bukowski non si mostrò mai seriamente interessato alla politica

“non ero schierato con nessun gruppo o ideologia. in realtà nell’insieme l’idea della vita e della gente mi ripugnava ma era più facile scroccare da bere a quelli di destra che alle vecchie nei bar

Come mostra la poesia scelta oggi “I potenti” la sua è una critica tout-court al sistema e alla politica, ed è proprio il suo essere sempre così politically incorrect a determinare il successo, vivo e attualissimo, della sua poetica e dei suoi racconti, sempre sull’orlo della censura, sempre scandalosamente vivi.

 

I potenti

C’era una tavolata a questa cena.

tutti raccontavano storielle
di un genere o di un altro,
alcuni erano attori
di talento, registi di successo, scrittori,
e mi dava un lieve
fremito essere in tale
distinta compagnia.
infine, ci fu una pausa,
e ne approfittai per raccontare qualcosa
che non era esattamente una storiella.
qualcosa che è capitato a me.
non facevo sul serio
ma al tempo stesso lo facevo,
cercando di spiegare
cosa mi era accaduto, cosa
può accadere
all’improvviso nellal vita di ciascuno,
qualcosa che fa pensare,
qualcosa su cui meditare.
immagino che fosse
una specie di parabola
ispirata dai decenni
della mia vita in strada.

Poi, terminai.
ci fu silenzio.
nessuno assentì o dissentì.
e quindi, di colpo, ricominciarono
tutti insieme
straparlando
di miserie,
il cameriere appariva
e scompariva,
dessert e libagioni,
ulteriori storielle
allusive e no,
le candele tremolavano
sotto vetro,
sguardi fissi e sperduti,
labbra spalancate,
bocche sorridenti,
mani gesticolanti,
queste erano le menti di talento
che istruivano la nostra società,
queste le menti di talento
che istruivano la loro società.
ero circondato da merda
di talento.

(Charles Bukowski)

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

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