Consultazioni, round finale: mandato esplorativo al centrodestra

Alla terza settimana dall'elezione dei presidenti di Camera e Senato, le trattative per la formazione di un governo ancora non escono dallo stallo. I rapporti di forza all'interno della coalizione di centrodestra scricchiolano, mentre il M5s non accenna a indietreggiare di un passo: e ora?

Terza settimana dall’inizio delle consultazioni, ancora nessuna proposta di governo all’orizzonte. Oggi il Presidente Mattarella ha preso in mano la situazione, ordinando un mandato esplorativo: al leader della Lega Matteo Salvini? No, lui si era già tirato fuori, intuendo il rischio che un fallimento in tal senso porterebbe con sé e battendo sul tempo il capo del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio; la palla resta allora al Presidente del Senato, Alberti Casellati di Forza Italia.

A chi, da fuori, chiede cosa stia succedendo in Italia, è difficile rispondere con qualcosa che non inizi per “è complicato”. Lo è infatti: a rendere il tutto ancora più critico è la situazione internazionale sempre più tesa, a cui invece ora come ora l’Italia offre un fianco scoperto. Se le contingenze non fossero quelle che sono, infatti, aspettare non sarebbe poi un problema così grave: i tedeschi hanno dovuto attendere quattro mesi per avere un governo, dopo le elezioni di settembre 2017; gli spagnoli addirittura dieci, nel 2016. Se il problema fosse solo interno, potrebbe per lo meno essere sostenibile: il governo tedesco, tra l’altro un’ennesima Große Koalition Cdu-Csu/Spd, avrà pur visto la luce solo a gennaio: ma, nel frattempo, ha potuto e continua a poter contare su un tasso di crescita economico che, per il 2018, è stato calcolato in crescita del 2.2 per cento.

Se c’è qualcosa che in Italia proprio non possiamo permetterci, invece, è proprio temporeggiare. Si continua a giocare a braccio di ferro invece, con i leader vincitori (non importa se tali perché a capo di un interno partito, come il M5s, o perché parte di una coalizione che solo unita ha ottenuto il risultato sperato, ovvero quella di centrodestra) fermi ognuno sulle proprie posizioni. Peggio ancora: si continua a giocare, fino ad arrivare a una vera e propria pantomima, quella del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi durante l’esposizione del programma della coalizione di centrodestra da parte del leader (accreditato) della coalizione stessa, Matteo Salvini. Uno spettacolo indecente per un leader politico, ma anche semplicemente per un uomo ottuagenario, talmente tanto che è difficile non pensare vi sia stato un ragionamento dietro.

Proprio Berlusconi è il pomo della discordia: è il motivo per cui il MoVimento 5 Stelle chiude a ogni proposta di governo con la coalizione di centrodestra. Abbastanza, insomma, per sentirsi importante – se c’è un campo in cui nessuno può insegnargli nulla, d’altra parte, è proprio quello dei riflettori. All’indomani del fallimento del secondo giro di consultazioni, dunque, quale occasione migliore per ristabilire i ruoli? Salvini leggeva, Berlusconi mimava. In altri termini: Salvini ripeteva quanto stabilito insieme, Berlusconi si faceva beffe (o forse no? Il bello del sarcasmo ben riuscito è proprio non riuscire a capire dove finisce la simpatia e inizia la furbizia) del “suo” giovane capo-coalizione. In breve: Salvini è stato sconfessato e forse neanche se ne è ancora accorto.

Speculare ora sulle prossime mosse dei nostri leader politici sarebbe solo un divertente esercizio di chiaroveggenza. Gli elettori hanno ormai fatto tutto quello che era in loro potere: ora tocca alle alte sfere. Alte sfere che, presumibilmente, vorranno agire prima che la palla torni proprio agli elettori (nello specifico, quelli di Friuli e Molise, chiamati al voto rispettivamente il 29 e il 22 del corrente mese). Pendiamo dalle labbra di Mattarella, dunque, certi ormai che i leader per cui abbiamo votato il 4 marzo hanno finito per scontrarsi sul serio con quanto avevano finto fino ad allora di non voler vedere. Di nuovo: non sarebbe stato un problema, se fossimo stati in Germania: invece siamo in Italia e allora, forse, per un volta gli appelli ad “agire con responsabilità” non sarebbero dovuti restare solo parole vuote.

Liliana Farello

Aquilana, classe '93, attualmente studio Relazioni Internazionali alla Sapienza di Roma. Nel mio futuro mi piacerebbe vedere cosa c'è dall'altra parte del mondo, ci sto lavorando.

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