Corri Stephan, corri.

L'ex giocatore laziale da anni al centro del progetto bianconero, ma che negli ultimi tempi fatica (senza apparente motivo) a trovare spazio tra le grazie di Allegri

Stephan Lichtsteiner è sempre stato un calciatore di basso profilo, il meno patinato, quello meno celebrato dai follower per il gossip, probabilmente il meno amato dalla folla e anche dai tifosi. Questo almeno fino allo scorso anno, quando dopo 6 anni di onorato servizio in maglia bianconera, è stato messo al centro di una telenovela di mercato che lo ha portato tra i top trend delle chiacchiere da bar. Giocatore ormai anziano, inutile per il gioco di Allegri, stanco e da rottamare. Chiacchiere da bar, appunto.

L’uomo in più

Lichtsteiner è sempre stato l’uomo in più anche quando il tabellino ne indicava uno di meno, l’uomo che sulla fascia corre. Lo sapeva bene Antonio Conte quando chiese di averlo con se alla Juventus, sottraendolo così alla Lazio per poco più di 10 milioni. L’uomo dell’inaspettato 3-5-2, il treno ad alta velocità che, insieme ad un instancabile Asamoah, ha coperto chilometro per chilometro la fascia di quella squadra che iniziava la cavalcata verso i sei scudetti consecutivi e lo ha fatto a dovere, senza sosta, come un operaio in catena di montaggio.

L’uomo che corre e corre, ad un certo punto si ferma contro il Frosinone, mostrando a tutti la sua fragilità, anche se dietro quel visibile affaticamento c’era molto più della stanchezza di uno sportivo; c’era un’aritmia cardiaca che avrebbe fermato chiunque, perché di cuore si trattava e pur sempre di uomini stiamo parlando. Ma così come si è fermato, l’espresso svizzero in un mese si rimette in moto, perché l’elvetico non conosce la parola convalescenza, perché lui corre, corre sempre.

Ed è proprio in occasione del suo rientro, annunciato un po’ per scherzo da Allegri in conferenza stampa, che l’esterno svizzero bianconero mette a segno non solo un gol importantissimo per il cammino della sua squadra in Europa ma decisivo per lanciare un messaggio “sono qua e sto continuando a correre”. Quel tiro al volo al 44′ contro il Borussia Mönchengladbach verrà poi eletto come il più bello della Champions 2015-2016.

Passano gli anni; ormai lo svizzero non è più giovane, è un dato di fatto, e con l’arrivo di De Sciglio verrà sicuramente messo da parte in un meccanismo di turnover, fondamentale per il proseguo della stagione in Italia e in Europa. Ed ecco spiegato, seppur in parte, il motivo dell’esclusione dalle coppe per il secondo anno di fila, discutibile se pensiamo a Lichtsteiner come un giocatore di esperienza che ha nella sua indole la caratteristica di “sgomitare” senza mollare mai un centimetro.

Rimandato a gennaio? Forse, nel frattempo continua ad andare su e giù per quella fascia. A rilento? Forse. Ma intanto continua ad andare e trascinare con se tutta la squadra, da capitano quando ce n’è bisogno, dimostrando a società e scettici che il numero ventisei bianconero ha ancora parecchi chilometri da fare e, perché no, togliendosi qualche sassolino dalle scarpette potrebbe andare ancora più veloce lungo il binario destro, perché lui anche oggi, nonostante l’età, è l’uomo in più di questa Juventus che corre, respira e ricomincia a correre.

Maria Luisa Spera

Esteta, ricercatrice del bello inteso non come esercizio di stile, ma piuttosto come ispirazione. Da grande vuole diventare monotasking, visto che oggi non riesce ad andare a dormire prima di averne fatta una in più del necessario.

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