Dal Bayern al Benevento, le panchine più calde del momento

Il Bayern apre la stagione degli esoneri salutando Ancelotti. In Italia sono cinque le panchine bollenti, decisivo il turno prima della sosta

E’ proprio vero che non esistono più le mezze stagioni, e lo sanno bene alcuni degli allenatori della nostra Serie A, che sperano di potersi godere il famoso panettone nel freddo di Natale sedendo intanto su panchine a dir poco bollenti. Da Verona a Benevento, passando per Genova e Milano i termometri di alcune panchine salgono giornata dopo giornata sempre di più, mettendo a serio rischio il posto dei Mister che li occupano.

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Carletto dà il via al valzer delle panchine

La notizia dell’esonero di Carlo Ancelotti dal Bayern di Monaco ha subito fatto il giro del mondo fino ad arrivare nella Milano sponda rossonera, dove il tecnico del Milan Vincenzo Montella non sta vivendo sogni molto tranquilli. La camomilla per l’ex aeroplanino è arrivata in settimana con la vittoria all’ultimo respiro del suo Milan in Europa League contro i croati  del Rijeka, che se è vero ha spazzato via la bruttissima prestazione di Genova ha anche mostrato i tanti limiti di una squadra costruita per stravincere.

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Fatale invece per Ancelotti proprio il turno infrasettimanale di coppa, con la sonora sconfitta subita dal Bayern sul campo del Psg per tre reti a zero. “Le prestazioni della nostra squadra sin dall’inizio non sono state all’altezza delle aspettative che avevamo riposto. La partita di Parigi ha dimostrato che dovevamo prendere delle decisioni“, spiega il club bavarese nella nota con la quale comunica l’esonero del tecnico emiliano. “Mi dispiace per Carlo, che rimarrà sempre mio amico, ma abbiamo dovuto decidere per il bene del Bayern“, chiude Karl Heinz Rummenigge.

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Le panchine d’Europa

Intanto lo spettro di Carletto si affaccia sulle panchine di mezza Europa, in particolar modo sulla Premier League. Il West Ham di Bilic se la sta passando peggio del Milan di  Montella conquistando appena 4 miseri punti in ben 6 partite e sarebbe seriamente intenzionato a mandare via il tecnico croato in cambio proprio di Ancelotti, in pole insieme a Benitez, attualmente in bilico al Newcastle, e all’ex allenatore del Borussia Dortmund Tuchel. Difficile comunque che l’ex Bayern scelga gli Hammers, squadra che nonostante una forte disponibilità economica non è tra le prime prestigiose di Inghilterra. L’effetto domino per ora sembra solo un’ipotesi, anche se suggestiva, vincolata al volere di Carletto l’emiliano di mettersi in discussione o meno da subito.

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La quiete dopo Zamparini

Da quando Zamparini non è più in giro la Serie A è diventata un posto più tranquillo per gli allenatori, che alla vigilia della settima giornata di campionato siedono ancora tutti al loro posto. Lo scorso anno di questi tempi il patron rosanero ne aveva già fatti fuori due con un totale finale di cinque cambi alla fine del campionato. L’Inter di Mancini aveva fatto addirittura di più sostituendo l’allenatore marchigiano a pochi giorni dall’esordio in campionato con l’olandese De Boer, sostituito a sua volta da Vecchi a sua volta da Pioli e poi ancora da Vecchi. Nella stagione 2011/12 Preziosi si improvvisò Zamparini e con i suoi 5 cambi contribuì ai 18 totali di tutta la Serie A, record per la Serie A.

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Da eroi a condannati

Lo scorso anno furono artefici di imprese storiche, oggi in discussione già dalle prime giornate. Questa è la sorte di Baroni e Pecchia e loro panchine, traballanti più che mai, dopo l’avvio di stagione a dir poco disastroso. Il Benevento è ancora alla ricerca dei primi punti storici in Serie A, il Verona alla ricerca della gloria perduta. L’appuntamento prima della sosta sembra essere l’ultima spiaggia per i due tecnici, e mentre Baroni sarà chiamato alla dura prova tra le mura amiche con l’Inter di Spalletti, il Verona di Pecchia andrà a Torino per affrontare l’undici granata. Il problema per i due allenatori sembra avere più origini, i campani infatti hanno subito 16 reti mentre i gialloblù 14, media di quasi tre a partita, ed entrambe le compagini hanno messo a segno un solo gol.

Mentre l’ambiente giallorosso sembra avere più pazienza nei confronti del Mister che a Benevento ha scritto già una pagina importante conquistando la prima promozione tra le grandi, a Verona l’ex centrocampista di Napoli e Juventus sembra non godere per niente della simpatia dei suoi tifosi che già pensano al dopo-Pecchia chiedendo a gran voce il ritorno di Mandorlini, mai dimenticato dalla sua gente.

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Primi scricchiolii per le panchine di Sassuolo, Genoa e Udinese, in cerca di continuità di risultati. I Pozzo, forse, si aspettavano di più dalla gestione Del Neri, chiamato lo scorso anno come traghettatore ad Udinese e confermato ad inizio campionato, che nelle prime sei giornate ha conquistato solo 3 punti, frutto della vittoria casalinga ai danni del Genoa. Troppi gol presi e un modulo poco adatto agli uomini in rosa le accuse mosse a Del Neri, che cerca il riscatto nell’anticipo con la Samp. Il calendario proibitivo sembra essere invece la causa del penultimo posto occupato dal Genoa di Juric, che ancora deve vincerne una ma sembra sulla strada giusta dopo le prestazioni con Lazio e Inter. Il futuro dell’allenatore rossoblu sembra comunque legato al secondo anticipo contro il Bologna e alla finestra intanto già si affaccia Massimo Oddo, lo scorso campionato esonerato a Pescara.

Dulcis in fundo la difficile situazione della panchina neroverde di Cristian Bucchi dopo la sconfitta subita nel finale nel derby con il Bologna. I punti conquistati finora dall’ex bomber sono quattro, ma a confortare l’ambiente è un principio di gioco che si inizia ad intravedere.

Giovanni Arrotino

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