Digital Summer Camp, i campi estivi per i lavori del futuro

La creatività va stimolata all'aria aperta, al contatto con la natura, lì dove c'è del sano sole, la giusta compagnia e il wifi free

Il 65% dei bambini di oggi farà un lavoro che ancora non esiste.

Secondo il World Economic Forum i nostri bambini svolgeranno lavori che oggi ancora non esistono. Sarà, dunque, la generazione, quantomeno professionalmente parlando, che necessiterà più di tutte di una grande capacità di adattamento e che si dovrà confrontare con metodi e tecnologie mai viste prima.

I nativi digitali, oggi

Li vediamo manipolare aggeggi elettronici come fossero niente: i ragazzi di oggi passano da un tablet ad un pc di ultima generazione, con una naturalezza data esclusivamente dal fatto che loro, in questa era digitale, ci sono nati. È, dunque, intriseco il gesto di far scorrere le dita su uno schermo per poter passare da una home page all’altra. Lo fanno in modo inconsapevole e, quindi, vanno spronati, così come va alimentala la loro capacità di approccio a strumenti che – oggi come oggi –  rappresentano il tasso di espressone creativa assoluta. Un po’ come accadeva quando negli anni ’50 si consigliava di stare a contatto con la natura, oggi per stimolare l’intelletto di questi ragazzi si consiglia, invece, il digital camp.

Le colonie estive non sono più quelle di una volta

Innegabile l’importanza dello stare all’aria aperta. Il sole, i giochi in acqua ed il contatto con la natura restano beni di primaria necessità anche per i nostri ragazzi: purché ci sia il wifi free. I loro obiettivi si sono evoluti e se oggi chiedessimo ad un adolescente di fare una partita a calcio balilla, con molta probabilità ci guarderebbe perplessi. Proviamo, invece, a chiedere loro se sono in grado di editare un video in 3D.

Questo è l’obiettivo principale Digital Summer Camp: seguire un vero e proprio programma di formazione che vada ad implementare quello scolastico, ancora troppo poco al passo con i tempi, rispetto ai bisogni personali e professionali di una generazione priva di futuro lavorativo. Vanno dalla robotica al video editing, dal 3D printing agli smart objects al digital storytelling gli argomenti trattati duranti i summer digital camp, a compenso delle competenze richieste dalle imprese che fanno parte della rivoluzione digitale e lamentano l’assenza di personale competente, a discapito di un tasso di disoccupazione giovanile pari al 35% della popolazione.

Resistere al cambiamento

Le istituzioni scolastiche, soprattutto quelle italiane, non sono ancora pronte ad abbracciare un tale cambiamento socioculturale. La mancanza è data soprattutto dai fondi monetari insufficienti e dal fatto che gli ordinamenti tutti, anche quello scolastico, sono per antonomasia quelli che più cercano di resistere al cambiamento. Ma, a quanto pare, la necessità di un matrimonio tra le imprese e le istituzioni scolastiche ed universitarie inizia a dilagare anche in Italia, così come il bisogno di saper raccontare una storia non solo attraverso la narrativa e la retorica, ma anche attraverso i mezzi digitali acquisendo le giuste competenze di digital storytelling.

Francesca Viviana Pagano

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