Digitimes: nel 2019 uno smartphone su due con doppia fotocamera

La tendenza è chiara

Le previsioni Digitimes

Ormai è una caratteristica tecnica sempre più frequente sugli smartphone di fascia alta, e in futuro la doppia fotocamera sarà sempre più comune, passando da essere una novità alla normalità. Ad avvalorare questa previsione c’è quella che, nelle ultime ore, è stata pubblicata da Digitimes. La pubblicazione taiwanese ha affermato come, basandosi su proprie ricerche, nel 2019 la penetrazione della doppia fotocamera potrebbe arrivare al 50 percento. Ciò significa, concretamente, che tra qualche anno potremmo trovarci in un panorama in cui uno smartphone su due tra quelli commercializzati è dotato di questa funzionalità.

doppia fotocamera

Fonte immagine: lethanhtritoan https://pixabay.com/it/users/lethanhtritoan-4776905/

Attualmente, sempre stando ai dati Digitimes, le fotocamere dual-lens avrebbero una diffusione di circa il 16 percento, e la previsione è che tale numero cresca sino al 30 percento di penetrazione nel 2018, per poi arrivare al 50 percento nel 2019. In soli due anni dunque, il numero di smartphone con doppia fotocamera potrebbe più che triplicare, rendendo la caratteristica sempre più comune e, soprattutto, non esclusiva dei dispositivi top gamma. In questo modo si tratterebbe di una diffusione anche su smartphone di prezzo inferiore, e quindi di una democratizzazione della tecnologia stessa, processo fisiologico con il passare degli anni dalla prima introduzione di una tecnologia, dovuto all’abbassamento progressivo dei prezzi di produzione, parallelamente ad un aumento della qualità del prodotto iniziale.

Doppia fotocamera: a cosa serve?

A questo punto però diventa interessante cercare di capire concretamente a cosa serve la doppia fotocamera su uno smartphone. Cercando di fare un passo indietro la funzionalità tecnica è da collocare nel contesto della mobile photography, in quel fenomeno cioè che, con gli smartphone soprattutto, consente agli utenti di scattare foto – e registrare video – di alta qualità, senza bisogno di costose e ingombranti reflex. In questo senso, abbiamo assistito per una serie di fattori (gli smartphone ma anche le piattaforme, su tutte Instagram, in quanto considero Flickr più di nicchia) ad una democratizzazione della fotografia, che ora è più che mai alla portata di tutti, in alta qualità, ad un prezzo tutto sommato accessibile se paragonato a quello di macchine, obiettivi e accessori fotografici.

Qui si inserisce la doppia fotocamera sugli smartphone. Le aziende cercano di fornire sempre più strumenti – e sempre di maggiore qualità oltre che stimolanti della creatività – agli utenti: così la doppia camera consente, per esempio, di scattare in modalità ritratto sfocando lo sfondo, evidenziando quindi solo il volto della persona o l’oggetto in primo piano che stiamo catturando (questo è il caso di iPhone 7 Plus e di OnePlus 5). Altre camere invece puntano a risolvere un’altra problematica, quella della luce: una delle pecche delle fotocamere per smartphone è quella di essere mediocri scattando in condizioni di scarsa luminosità ambientale (al buio, ndr). Perciò alcuni smartphone presentano nella doppia fotocamera due lenti indipendenti, una che scatta in bianco e nero ed una a colori, e quella in bianco e nero riuscendo a individuare con maggiore precisione luci ed ombre riesce a garantire scatti di qualità anche a colori, in scene buie.

Ieri erano i lettori di impronte digitali

Il parallelo che mi viene in mente con maggiore immediatezza, pensando alla diffusione della doppia fotocamera prevista da Digitimes, è quello con i lettori di impronte digitali. Era il 2013 quando Apple presentava iPhone 5s, il primo smartphone di un’azienda leader con tale tecnologia, chiamata Touch ID. Negli anni successivi, sino ad oggi, tale tecnologia si è ampiamente diffusa, passando prima per i soli smartphone top di gamma, e poi anche su quelli di fascia media e quindi prezzo inferiore.

Lo schema di diffusione di una tecnologia vincente è sempre il medesimo, e parte dall’esclusività e dalla novità, per poi arrivare tramite la diffusione alla sua democratizzazione, parallelamente all’abbassamento nei costi per la sua produzione ed alla moltiplicazione dei produttori della tecnologia stessa. La doppia fotocamera non poteva che seguire questo stesso schema.

Andrea Careddu

Ho 22 anni e studio Comunicazione alla Carlo Bo di Urbino. Scrivo di Tech e Social Media. Racconto gli eventi dall'interno. Amo la fotografia. Studio Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono @acareddu ovunque o quasi.

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