Federico García Lorca: Serenata (Omaggio a Lope de Vega)

In occasione dell'anniversario della nascita di Federico García Lorca il 5 giugno 1898, lo ricordiamo con una delle sue più belle poesie d'amore

Federico García Lorca (1898-1936) nasce il 5 giugno in Andalusia da una benestante famiglia di proprietari terrieri. Il suo destino sarà quello di un esordio e un grande successo, raggiunto già in vita (cosa piuttosto rara, all’epoca), accompagnato da lunghi periodi di sconforto e di profonda crisi, dovuta principalmente alla sua omosessualità e al rapporto conflittuale con essa.

Tuttavia Federico García Lorca non è soltanto uno tra i più grandi poeti del secolo scorso, ma anche un artista completo in quanto drammaturgo, scrittore e attore teatrale delle sue stesse opere. Il suo progetto più ambizioso, in tal senso, coincide infatti con la fondazione di un teatro ambulante di poesia popolare, anticlericale e zingaresca chiamato La Barraca che girava per i villaggi, rappresentando soprattutto opere del repertorio tradizionale. Sebbene tale scelta di repertorio avesse riscontrato le critiche da parte di insigni artisti e intellettuali (tra cui Salvador Dalì di cui Lorca fu anche giovane amante) per il ricorso alla tradizione, controcorrente rispetto alle avanguardie, essa rappresentava la volontà del giovane poeta di aderire al progetto di alfabetizzazione portato avanti dai repubblicani. Proprio la sua adesione alla causa repubblicana sarà, durante l’avvento della dittatura di Franco, il motivo del suo omicidio da parte dei militanti del movimento politico CEDA. Egli verrà accusato e fucilato, all’alba del 19 agosto 1936, perché di sinistra, omosessuale e massone. Ancora le modalità della sua esecuzione e persino il luogo della sepoltura del suo corpo (gettato in una fossa comune) sono oggetto di indagini e il fascicolo sulla sua morte è stato riaperto recentemente a seguito di una concreta possibilità di aver trovato la tomba sconosciuta del poeta.

Credits photo: en.wikipedia.org

I suoi versi agitavano e alimentavano la passione libertaria diffusa in tutto il mondo. Il suo omicidio politico, un mese prima che si affermasse definitivamente la dittatura franchista, rappresenta la volontà di mettere a tacere lo spirito laico, sognatore e rivoluzionario della Repubblica.

Un attivista politico che si batteva per la libertà e i diritti dell’uomo: a 35 anni è il primo firmatario di un manifesto contro Hitler ed i fascisti e fa un viaggio in Argentina dove viene accolto entusiasticamente e dove le sue conferenze hanno un successo strepitoso, qui stringerà amicizia con Neruda e Borges che come altri grandi artisti del Novecento, ammiravano i suoi versi e la sua sensibilità.

La sua poesia è caratterizzata da temi quali il destino, l’amore doloroso e la morte. Essi si manifestano nei suoi versi riflettendo lo spirito andaluso delle sue origini, un misto di cultura araba e gitana con l’animo spagnolo (ricordiamo la lunga dominazione araba dell’Andalusia, con capitale Granada).

Federico García Lorca racconta con semplici parole le passioni umane in un’atmosfera a metà strada tra la realtà e il sogno che ricorda proprio quel realismo magico sposato dalla letteratura sudamericana, come mostra la poesia che ho scelto di pubblicare oggi Serenata (Omaggio a Lope de Vega), dove la natura notturna sembra partecipare alla passione del canto di Lorca, carico di malinconico desiderio, attraverso una prosopopea (personificazione) della notte che  nuda canta sui ponti di marzo, accompagnando una misteriosa figura femminile intenta a lavare il suo corpo (nudo come la notte), simbolo di un erotismo atavico, naturale e irrealizzabile.

Credits photo: papale-papale.it

Serenata (Omaggio a Lope de Vega)

Lungo le rive del fiume

la notte si sta bagnando
e sui seni di Lolita
muoiono d’amore i rami.

Muoiono d’amore i rami.

La notte nuda
canta sui ponti di marzo.
Lolita lava il suo corpo
con acqua salmastra e nardi.

Muoiono d’amore i rami.

Luccica in alto sui tetti
la notte d’argento e d’anice.
Argento di rivi e specchi.
Anice di cosce candide.

Muoiono d’amore i rami.

(Federico García Lorca, da Eros con bastone, 1925)

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

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