Genitori aggressivi con gli insegnanti? È ora di smetterla

Sempre più spesso i genitori difenderono a spada tratta i loro figli, divenendo aggressivi con gli insegnanti

La scuola volge  al termine, ed anche quest’anno, sono stati tanti i casi in cui i genitori hanno varcato la soglia delle scuole per difendere a spada tratta i loro figli, divenendo aggressivi con gli insegnanti. Non ci sono più i genitori di una volta e siamo ben lontani da quell’epoca in cui gli stessi, costringevano i propri figli a chiedere scusa all’insegnante, per una parola detta fuori posto o per un comportamento non consono alle regole scolastiche.

Come sempre la parola “regola“, sancisce la linea netta tra comportamenti leciti e quelli meno, tra modalità di espressione consono al ruolo di studente e intercalari che spesso vanno ben oltre la buona educazione. Ma i giovani d’oggi sono ormai poco avvezzi alle regole, pensano di potere tutto, di possedere non si sa quale potere, forti anche della superficialità che i genitori intraprendono nel gestire alcune situazioni, e la diatriba tra insegnante e alunno, è una di quelle.

Ormai i genitori non ascoltano più quello che un insegnante ha loro da dire, perché significherebbe fare i conti con alcune personali mancanze. Ormai tutti presi da chissà cosa, tutti sempre di corsa, non ci si sofferma più su quelle che sono da sempre le responsabilità genitoriali, così come le necessità di bambini e adolescenti, sempre più spesso abbandonati a passatempi che li distraggono da quelle che sono le buone maniere e le sane abitudini.

E così, difendendo i propri figli da accuse di piccoli crimini come un atto di bullismo, un linguaggio poco adeguato o un atteggiamento di sfida, mamme e papà aggrediscono gli insegnanti, “minacciandoli” di adire le vie legali, di portar via il proprio figlio da quel distretto scolastico. Che poi ci si chiede come faccia un ragazzino ad assumere un comportamento consono alla sua età e al suo ruolo di studente, se lo stesso genitore assume comportamento di sfida.

Non si sa neanche più ascoltare. Perché prima si ascolta, poi si riflette, ci si fa un bell’esame di coscienza e in ultimo si prova ad aggiustare il tiro. Educare oggi è una delle imprese più ardue. Ci sono troppi nemici che mettono fuori fuoco la gestione della vita di famiglia, le empatie tra genitori e figli sono sempre più rare e questi ultimi si rifugiano sempre più spesso in un mondo caotico e rumoroso che li isola dalla realtà che a volte sa essere crudele solo perché non la si conosce bene.

Anche Papa Francesco è intervenuto recentemente su questa situazione. Durante un’udienza a San Pietro il Pontefice ha redarguito i genitori da comportamenti del genere, e lo ha fatto raccontando di quando lui, bambino di quarta elementare aveva detto una brutta parola alla maestra e l’indomani la sua mamma era stata convocata a scuola. La mamma e la maestra parlarono da sole, dopo di che la mamma gli ordinò di chiedere scusa alla maestra. Lui lo fece, ma il peggio arrivò dopo, tornati a casa quando la mamma aprì quello che Papa Francesco chiamò “secondo capitolo”.

I bambini, i ragazzi, hanno bisogno di sbagliare per imparare, ma per imparare hanno bisogno di riconoscere di aver sbagliato e se i genitori li confondono, difendendoli anche quando andrebbero rimproverati, allora ci si avvia verso un periodo che sarà una grande babele, senza regole, senza modus vivendi, senza distinzione tra bene e male.

Seminare nel tessuto sociale per avere dei frutti, significa prima di tutto estirpare ciò che soffoca la buona riuscita di un raccolto. Collaborare con il mondo della scuola, per restituire le regole alle nuove generazioni, è un passo fondamentale verso un futuro che abbia il profumo di cose buone.

 

 

 

 

Simona Stammelluti

Scrittrice prestata al giornalismo, vivo in bilico tra la notizie in tempo reale e la necessità di raccontare storie. Sempre con la valigia pronta. La vita mi ha concesso così tanto, che forse dovrei voltarle il resto.

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

<

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.