Gianfranco Fini, l’indagine per concorso in riciclaggio

Sequestrate due polizze vita per un valore di un milione di euro

L’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini è indagato per concorso in riciclaggio. La Direzione distrettuale antimafia di Roma, tramite decreto, ha ordinato alla Guardia di Finanza un sequestro preventivo corrispondente a un milione di euro. Il sequestro concerne due polizze vita, il cui valore di riscatto è pari a 495 mila euro ciascuna.
Esso si colloca all’interno dell’indagine che ha condotto in carcere Francesco Corallo, il “Re delle Slot machine”.

Fini, per la Guardia di Finanza, avrebbe avuto un ruolo centrale nella vicenda.
Nei confronti della famiglia Tulliani, erano stati sequestrati beni per un valore di sette milioni di euro. I Tulliani (Elisabetta la moglie del leader di An, il fratello Giancarlo e il padre Sergio) erano stati accusati dei reati di riciclaggio, reimpiego e auto-riciclaggio. La vicenda, risalente al 2008, non si è conclusa con alcun dissequestro, secondo la decisione del Tribunale del Riesame di Roma.

Gianfranco Fini è accusato da alcuni per mesi per complicità in riciclaggio: già a partire dall’episodio riguardante la casa di Montecarlo. Il tesoro sarebbe stato intestato ai suoi tre congiunti. Un totale di circa 6 milioni di euro, sarebbe stato versato attraverso anonime società offshore da Francesco Corallo.

Le parole di Storace

Dure, le parole sui social contro il leader di Alleanza nazionale.
“Se l’induzione al suicidio non fosse reato, suggerirei a Fini di spararsi”, dichiara Francesco Storace su Twitter.

Le indagini

L’imprenditore Francesco Corallo, titolare del gruppo Global Starnet, aveva ottenuto nel 2004 la concessione statale a gestire il business delle macchinette ora presenti in tutta Italia. Il Re delle Slot machine, era però stato arrestato insieme ai suoi collaboratori, per aver sottratto allo Stato più di 250 milioni di euro. I profitti, riscossi illegalmente con le macchinette, erano stati trasferiti all’estero, tramite società anonime offshore.

Dal 2008, una ingente somma di denaro è finita nelle mani dei tre Tulliani: si tratta di circa sette milioni di dollari.
Gianfranco Fini si è dichiarato fin da subito estraneo ai fatti, nonostante una serie di documenti e indizi che, secondo quanto dichiarato dall’accusa, sono una prova della consapevolezza dell’ex presidente della Camera.

In questo scenario si colloca lo scandalo politico dell’appartamento di Montecarlo. La casa, appartenente ad Alleanza nazionale, era stata venduta a due società offshore, con l’autorizzazione di Fini. Ma dietro la maschera delle due società si celava il volto di Elisabetta e Giancarlo Tulliani.  L’appartamento è stato pagato dalle società di Corallo. Sono stati i Tulliani, in seguito, a rivenderlo guadagnandovi un altro milione di euro.

La Procura di Roma in questi mesi ha sequestrato appartamenti e box, acquistati con una parte di questi guadagni illeciti.

L’accusa di auto-riciclaggio è riconducibile al ruolo di Sergio Tulliani, che ha girato ai figli la somma versata nel 2009 su un conto estero dalle società offshore, in modo tale da essere riutilizzata negli investimenti immobiliari.

La difesa

Gianfranco Fini è assistito dagli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno. I legali hanno annunciato un ricorso al Tribunale del Riesame, sottolineando l’estraneità ai fatti del loro cliente. Affermano inoltre che le polizze sarebbero state create tramite i risparmi dell’ex presidente della Camera e non con il denaro illegale versato da Corallo

 

Deborah Talarico

Sono nata a Torino l'ultimo giorno d'estate del 1990 e da quando, per la prima volta, ho preso in mano una penna non ho mai smesso di scrivere. Da sempre affascinata dalle parole, sogno un futuro nel loro mondo: fra i libri, il giornalismo, la comunicazione e la filosofia. Sul blog personale deborahtalarico.wordpress.com racconto pensieri, momenti e persone.

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