Il Giro d’Italia presentato da Valerio Agnoli

Intervista esclusiva al numero due della formazione di Vincenzo Nibali, favorito per la vittoria finale della Corsa Rosa che prenderà il via ad Alghero venerdì

Il Giro del centenario

Il logo ufficiale del Giro d’Italia 2017

L’edizione numero cento del Giro d’Italia prenderà il via venerdì 5 maggio in Sardegna, con la prima tappa che per 203 km porterà i corridori da Alghero a Olbia. In questi giorni il tema e l’enfasi del centenario sono stati decisamente messi in secondo piano nelle cronache per far spazio alla figura di Michele Scarponi, il ciclista tragicamente scomparso la mattina del 22 aprile scorso, investito da un furgone mentre era in bicicletta per preparare proprio la Corsa Rosa. Scarponi aveva vinto il Giro nel 2011, dopo la squalifica di Alberto Contador, e gli organizzatori della corsa hanno deciso di intitolare alla sua memoria il Mortirolo, una delle ascese più temibili e leggendarie, che verrà battezzata “salita Scarponi”: punti doppi per il vincitore del Gran Premio della Montagna a 1854 metri e menzione speciale durante la premiazione di Milano. Michele

L’Astana, squadra della quale Scarponi era il capitano, ha deciso, per rendergli omaggio, di non sostituirlo nella lista di corridori che ha iscritto per la corsa a tappe e, quindi, parteciperà con otto ciclisti, invece dei nove delle altre squadre.

L’intervista a Valerio Agnoli

Valerio Agnoli non guida solo biciclette! (dal profilo Twitter del ciclista)

Valerio Agnoli, classe 1985, prenderà parte al Giro d’Italia indossando la maglia numero due, dopo il primo della lista degli iscritti, il campione in carica (nonché uno dei favoriti per la vittoria finale di quest’anno) Vincenzo Nibali che lo ha voluto fortemente con lui nella sua nuova avventura con la Bahrain-Merida. Abbiamo intervistato in esclusiva l’uomo di fiducia di Nibali per farci presentare questa edizione del Giro d’Italia.

Partiamo dal Giro d’Italia che prenderà il via il 5 maggio da Alghero: che corsa ti aspetti?
La partenza in Sardegna ha un sapore diverso dal solito, perché questo il Giro del centenario è sicuramente un’emozione unica per tutti noi che ne prenderemo parte e per tutti gli appassionati. Sono sicuro che questa corsa unirà ancora di più l’Italia per tre settimane: partendo dalla Sardegna, passando alla Sicilia e salendo fin su verso lo Stelvio. Come ogni anno il Giro presenta un percorso unico e allo stesso tempo intenso, da affrontare tappa dopo tappa: è una corsa in cui l’arrivo sulla carta più facile in volata sarà un duro banco di prova per tutti.

Nibali e Quintana sembrano i grandi favoriti di questa corsa: che ne pensi?
Penso Vincenzo Nibali e noi abbiamo una grande responsabilità al Giro: onorare al meglio la sua prestazione dell’anno passato. Ovviamente oltre a lui ci sono molti altri contendenti alla vittoria finale, ma noi del Team  Bahrain-Merida lotteremo fino alla fine per raggiungere il nostro sogno: vincere.

Hai un nome che puoi suggerirci di tener d’occhio? Una possibile sorpresa?
In un giro di tre settimane possono esserci delle sorprese, ma io, personalmente, terrei attentamente controllo un certo Nibali.

Quali sono le tappe più dure del percorso?
La terza e ultima settimana è da sempre caratterizzata per la presenza di tappe molto dure e di salite stellari: credo che potremo abbassare la guardia solamente 10 minuti dopo aver tagliato il traguardo dell’ultima tappa di Milano.

Domanda più personale: come vivi l’attesa di questo Giro? E come vivi, in generale, le grandi corse a tappe: le giornate sempre in giro, le serate, il gruppo?
Vivo questo Giro d’Italia, come faccio con ogni altra gara, come parte della mia vita. Le altre persone la mattina vanno a lavoro e producono dei risultati per l’azienda: allo stesso modo io vivo il mio essere ciclista. La bicicletta e questo tipo di routine rappresentano la mia vita quotidiana da quando avevo 7 anni. Essere in giro per l’Italia o per il mondo comporta chiaramente dei sacrifici, poiché ogni volta che parto lascio sempre a casa un pezzo del mio cuore che sono mia moglie e i miei figli: ma mi reputo una persona molto fortunata per ciò che ho e, soprattutto, per quello che mia moglie fa per la crescita dei nostri figli quando io non ci sono.

Coffee Break in Sardegna per la squadra (dal profilo Twitter ufficiale della Bahrain-Merida)

Ci racconti com’è nata la scelta del Bahrein, di una formazione nata nell’emirato solamente quest’anno: ce la racconti?
Quello di andare a correre per la Bahrain-Merida è un progetto che, come l’Astana, Vincenzo Nibali ha sposato in pieno e mi ha chiesto di seguirlo in questa nuova avventura che spero possa essere emozionante e avvincente, giorno dopo giorno.

Personalmente che obiettivo hai in questo Giro?
I miei obiettivi personali sono di mettermi al servizio del mio team al cento percento. Voglio provare a vincere in qualche tappa se avrò la possibilità e il via libera dalla mia squadra.

Tu sei chiaramente l’uomo di fiducia di Vincenzo Nibali, il numero due che quest’anno hai, ironia della sorte, anche sulla maglia. Che rapporto hai con lui? Ci racconti Nibali visto coi tuoi occhi?
Vincenzo è una persona molto semplice, di sani principi: è uno che ama vivere la vita con la sua bella famiglia. Quando può, gli piace staccare dalla quotidianità andando a farsi un giro in moto o in automobile.

Cosa significa essere un gregario? Come si vive questo ruolo e il gioire della vittoria di un altro, che è un tuo compagno ma che non sei tu?
Un gregario, o collaboratore, chiaramente vive sempre nel riflesso di quella luce che si chiama vittoria o sconfitta del proprio capitano. Ma ho sempre la consapevolezza che, dopo aver superato la linea di arrivo, tutti noi compagni di squadra abbiamo dato tutto per il nostro leader.

Il Giro prenderà il via senza Michele Scarponi, che tu conoscevi bene. Puoi raccontarci lo Scarponi che hai conosciuto tu?
Quella di Michele è stata un’enorme una perdita per tutto il movimento ciclistico mondiale, perché la sua devozione e determinazione erano da esempio per tutti noi, giovani o vecchi. Voglio ricordarlo però soprattutto come un esempio di vita nella famiglia, padre e marito devoto e affettuoso verso i suoi figli e verso una moglie che lo porterà per sempre nel suo cuore. Come tutti noi.

Emanuele Giulianelli

Emanuele Giulianelli

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