iPhone X: il volto è la nostra nuova password

Il nuovo iPhone e il ricordo di Steve Jobs

Da diversi anni seguo i keynote dei più importanti brand del mercato della telefonia, per conoscerne i nuovi smartphone top gamma. Ad essere sincero, seguo solo quelli di Apple e Samsung. Negli ultimi 4 anni ne ho saltati alcuni di Samsung, ma credo di non aver mai perso un Apple Event. Ieri però, purtroppo, mi sono perso quel keynote, quella atmosfera, il nuovo arrivato iPhone X.

Stamattina ho recuperato, nonostante gli inevitabili spoiler mi avessero già portato a conoscenza delle principali novità, e ho guardato integralmente la presentazione dal sito ufficiale Apple. Avrei potuto non farlo e guardare un riassunto di 10-15 minuti (ce ne sono diversi su YouTube), ma ho voluto passare due ore in quell’ambiente, e gustarne tutto: dalle battute alla cura dei dettagli, sino agli spot dei nuovi dispositivi mostrati in anteprima. Credo che i keynote siano parte integrante dell’alone di classe e prestigio intorno al brand Apple.

iPhone X: nel ricordo di Steve Jobs

Il keynote comincia con un video dell’Apple Park, la nuova casa della Mela, dove software e hardware lavorano fianco a fianco, e il video stesso finisce con un fermo immagine sul nome della sala in cui il keynote si tiene: Steve Jobs Theatre. Dopo alcune informazioni sull’Apple Park (alcune rilevanti, come il fatto che la struttura è alimentata per il 100 percento da energie rinnovabili) è il momento del ricordo di Steve Jobs. Una figura controversa e da molti non proprio apprezzata ma, innegabilmente, un personaggio dall’enorme spessore, ricordato con tanto affetto, in una giornata particolare come quella in cui, ieri, è stato presentato iPhone X, lo smartphone che segna il punto di svolta dal primo iPhone presentato, 10 anni fa, proprio da Steve Jobs. Nel corso della presentazione i riferimenti al fondatore della Mela sono stati diversi, apprezzabili, sinceri, doverosi. Come già detto, credo che i keynote Apple vadano oltre la semplice presentazione dei dispositivi. Sono uno show, puro intrattenimento, come un film.

apple park

Fonte immagine: Apple

Sono stati tanti i dispositivi presentati allo Steve Jobs Theatre dal CEO Tim Cook e colleghi (da Apple Watch Serie 3 a iPhone 8, passando per Apple TV 4K), ma il protagonista indiscusso è iPhone X. Partiamo però dal dire – qualora non aveste visto la presentazione – che non si chiama iPhone ex ma iPhone Ten. X come 10 in numeri romani, così lo hanno chiamato tutti i dirigenti durante la presentazione, iPhone dieci in chiaro riferimento ai 10 anni dal primo, storico, melafonino. Un periodo in cui le novità sono state diverse, una più forte dell’altra: dal display touchscreen multitouch all’App Store, fino al Touch ID ed alla doppia fotocamera.

Il futuro dello smartphone

Oggi siamo davanti ad un altro passo avanti, a quello che a più riprese viene definito “The future of the smartphone…”. Con iPhone 5s le impronte digitali sono diventate fondamentali per la nostra sicurezza con iPhone, ma da oggi abbiamo con iPhone X qualcosa di più avanzato e smart, il nostro volto. Sì, perché il volto è la nuova password per sbloccare iPhone, è la nuova password per autorizzare un acquisto con Apple Pay, la nuova password per scaricare un applicazione. Si chiama Face ID, ed è la più grande novità della presentazione di iPhone X. Non la doppia fotocamera esterna posizionata verticalmente – per inciso, a me posizionata così non piace – e nemmeno la scomparsa del tasto home e dunque del lettore di impronte digitali.

iphone x

Fonte immagine: Apple

Da oggi, o meglio dal 3 novembre, data in cui cominceranno le spedizioni del dispositivo (preordini dal 27 ottobre) potremo sbloccare il nostro iPhone con uno sguardo. Come è possibile, vi chiederete giustamente, perciò scopriamolo. Nella parte superiore del nuovo Super Retina display da 5.8 pollici, edge-to-edge e top-to-bottom, è presente una sezione chiamata TrueDepth Camera System, in cui troviamo diversi elementi, tutti utili al riconoscimento del volto (ma non solo). Da SX a DX, come nell’immagine di seguito, troviamo: camera infrarossi, luce di flusso, camera interna e proiettore di punti. Tutti questi elementi hardware lavorano insieme al software ed alla IA Apple, creando una mappa del nostro volto, una mappa che studia e impara a conoscere il nostro volto nel tempo, funzionando anche se facciamo crescere la barba, portiamo gli occhiali, un cappello, una sciarpa, ecc. La sicurezza dichiarata è rassicurante: i dati non vengono inviati ai server Apple e sono criptati, le probabilità che un’altra persona sblocchi iPhone X usando il suo volto sono 1 su 1 milione.

face id

Fonte immagine: Apple

Apple guida il mercato

Prima di iPhone il touchscreen esisteva già, ma Apple lo ha reso una componente essenziale. Così anche per il lettore di impronte, e così, molto banalmente, prevedo sarà per questo tipo di tecnologia. Da utente Apple da diversi anni, ammetto che immaginare un iPhone senza tasto home fisico è difficile. E in parte mi trovo d’accordo con Foster Kamer che, su Mashable, afferma l’importanza dello stesso tasto home e come – secondo me anche in maniera provocatoria – iPhone 6s sia il migliore iPhone esistente.

D’altra parte però ricordo lo scetticismo verso il touchscreen, verso l’abbandono della telefonia mobile. C’è sempre paura per la novità, ma la semplicità con cui è stato presentato e mostrato il funzionamento di iPhone X senza tasto home (in poche parole direi che basta uno swipe) mi fa essere abbastanza fiducioso. Forse potrei abituarmi ed essere ancora più veloce senza tasto home, e soprattutto con il Face ID. Ciò che sembra destare scalpore è il prezzo del nuovo iPhone: sarà disponibile in due versioni da 64 e 256 GB di memoria, rispettivamente a 1189 e 1359 euro. Trovo questo prezzo normale, considerando le tante e grosse novità di iPhone X rispetto al predecessore: schermo OLED, Face ID e ricarica wireless, su tutte. Non dimentichiamo, per esempio, che l’ultimo top gamma Samsung, Galaxy Note 8, costa 999 euro.

E poi, come si può non amare le Animoji, le emoji che parlano e si muovono seguendo i nostri movimenti? 

animoji

Fonte immagine: Apple

Andrea Careddu

Ho 22 anni e studio Comunicazione alla Carlo Bo di Urbino. Scrivo di Tech e Social Media. Racconto gli eventi dall'interno. Amo la fotografia. Studio Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono @acareddu ovunque o quasi.

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