Italia: parte la rivoluzione informatica

Per la prima volta l'Italia si dota di un piano triennale per la digitalizzazione. Tra visioni strategiche e risparmi

Il governo ha approvato il Piano Triennale per la Trasformazione Digitale della Pubblica AmministrazioneDiego Piacentini, il Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale che ha lasciato il ruolo di Senior Vice President International di Amazon per occuparsi dei destini informatici del Paese, lo ha definito un documento strategico che guida e supporta tutta la Pubblica Amministrazione in un processo organico e coerente di trasformazione digitale in linea anche con la maggior parte degli obiettivi del nuovo Piano d’azione dell’Unione Europea per l’eGovernment 2016–2020.

Il documento è complesso e articolato, lo scopo, sempre secondo le parole di Piacentini è quello di porre le basi per la costruzione di una serie di componenti fondamentali su cui le amministrazioni pubbliche possono realizzare servizi più semplici ed efficaci per i cittadini e le imprese, adottando metodologie agili, un approccio mobile first, architetture sicure, interoperabili, scalabili, altamente affidabili, e basate su interfacce applicative (API) chiaramente definite. Open source e collaborazione diventano il nuovo paradigma.

Parole d’ordine un po’ ostiche per i non addetti ai lavori, che però rappresenta una vera e propria rivoluzione per l’Italia, la cui pubblica amministrazione sconta ritardi atavici, in buona parte dovuti proprio alla mancanza di una visione strategica unitaria.

No all’informatizzazione fai da te

Uno degli obiettivi primari, infatti, è quello di uniformare i servizi e le piattaforme utilizzate dalle pubbliche amministrazioni. Nel mirino ci sono le voci di spesa non centralizzate e per unificare ed elevare gli standard le p.a. vengono pian piano obbligate ad accedere ai servizi già sviluppati a livello nazionale. Parliamo dei data center (per i quali c’è il divieto di costituirne di nuovi), dei servizi per l’identificazione digitale del cittadino (l’obiettivo è di implementare l’identità digitale SPID) e dei servizi per il pagamento (dove è già pronta la piattaforma PagoPA), ma anche di font, layout, pulsanti, grafica, brand e identità del servizio. Una Pubblica Amministrazione, quindi, in grado di presentarsi al cittadino con una serie di servizi standard e una veste riconoscibile, ma anche proiettata verso i risparmi e le economie di scala.

Un Piano dinamico

Altro punto di forza del Piano triennale appena presentato è la sua non staticità. Le singole pubbliche amministrazioni sono chiamate ad interagire e collaborare con il team nazionale per la trasformazione digitale. La piattaforma individuata per dare attuazione al processo continuo di revisione del piano è GitHub, attraverso la quale sarà possibile chiedere chiarimenti, discutere, e proporre modifiche. L’utilizzo di GitHub dovrebbe garantire celerità al processo e risposte immediate, come la materia richiede.

Le risorse

L’investimento complessivo ammonta ad oltre 4 miliardi e mezzo di euro. Attraverso l’attuazione del Piano Triennale il Governo, però, conta di risparmiare a regime oltre mezzo miliardo l’anno. Una strategia, quindi, che si paga da sola e che, soprattutto, promette di rendere molto più efficiente ed efficace l’azione amministrativa.  Simone Piunno, uno dei responsabile del Team per la Trasformazione Digitale, ha le idee chiare: “Finora le amministrazioni hanno speso in autonomia. Il nostro piano coordina per la prima volta questa materia, che oggi vale circa 6 miliardi di euro l’anno, ossia i 5 miliardi di euro che di solito la PA spende in informatica, più gli 800 milioni di euro annui che vengono dal piano Crescita Digitale concordato con la Commissione europea“.

 

Fabio Avallone

Napoletano, classe 1975. Cresciuto tra i King Crimson, Maradona e Jorge Luis Borges. Laurea, Master e Dottorato di Ricerca in giurisprudenza, oscillando tra diritto del lavoro e diritto pubblico. Mi diverte scrivere, soprattutto di politica, ma anche di sport, comunicazione e nuovi media. Ho una miriade di passioni dietro le quali ogni tanto mi perdo.

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

<

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.