Juventus, meriti il Triplete. Lettera di un Interista

Ancora una volta è l'anno della Juventus, ed è un anno da chiudere al meglio

Io sono Interista. Non è un errore, la I maiuscola, è volutamente maiuscola, come l’affetto che ogni tifoso prova nei confronti della propria squadra. Un affetto che anche negli anni peggiori non si riesce a mandare via (un sacco di volte ho pensato di non guardare più l’Inter negli ultimi anni, ma il mio pensiero la domenica poi è sempre lì), un affetto che è frutto del tempo, della passione, delle delusioni e delle gioie.

Gioie come quella del 22 maggio 2010, una data indimenticabile per un tifoso dell’Inter, la data che ha consegnato ai Nerazzurri il Triplete, la sera in cui è arrivata la vittoria di quella Champions League che mancava da decenni, che ha dato ai tanti Interisti (spesso tristi e raramente vincenti) qualcosa per cui sono unici, l’unica squadra in Italia ad aver vinto il Triplete: Serie A, Coppa Italia, Champions League. Non dimenticherò mai la prestazione, non dimenticherò mai il cinismo di Milito, la sua cavalcata in occasione del secondo gol, la sua esultanza a braccia aperte, come al solito, come nessuno quell’anno.

triplete milito

Fonte immagine: Calcioweb.eu http://www.calcioweb.eu/wp-content/uploads/2014/12/inter-milito.jpg

Oggi però è il giorno di un’altra italiana, un’altra squadra che può conquistare il tanto desiderato Triplete, ma ancora di più la tanto attesa Champions League (che sinceramente mi piace molto chiamare ancora Coppa dei Campioni): la Juventus. Una Coppa dei Campioni che manca ai Bianconeri dal 1996. E oggi, più che mai, più di 2 anni fa in finale con il Barcellona, è una finale che la Juventus merita di vincere. Non saranno mai paragonabili con le emozioni che l’Inter del 2010 è riuscita a trasmettere a tutti i tifosi Nerazzurri, ma le emozioni che questa Juventus sta facendo provare, a tutti, sono altrettanto intense. Sono due squadre totalmente differenti, due situazioni societarie differenti, due organizzazioni tattiche completamente differenti, ma oggi la Juventus non ha eguali.

Triplete: una splendida favola, un percorso perfetto

Chiamatemi nostalgico, accusatemi di vivere nel passato, ma ogni tanto – e non credo di essere l’unico – non riesco a non guardare i video dell’Inter di quell’anno, l’anno di Mourinho, l’anno della squadra perfetta, da Julio Cesar a Milito, da Lucio a Sneijder, da Maicon a Eto’o. La notte in cui il ho visto il Capitano Javier Zanetti esultare con la stessa faccia, la stessa felicità di un bambino che ha vinto il torneo dell’oratorio: un campione che realizzava il sogno di una carriera, con la maglia della sua vita. Quella era una squadra vincente, quello era l’anno in cui l’Inter doveva vincere, potesse anche cascare il mondo. La Juventus è diversa.

La Juventus è una squadra che, dalla società all’allenatore, ha fatto un percorso coi fiocchi. Non è un anno, non è l’anno in cui i suoi giocatori sono all’apice della carriera e della forma, anzi. È questa la differenza tra l’Inter (del 2010) e la Juventus di oggi, la Juventus è arrivata al Triplete sapendo di giocare per arrivare, anno dopo anno, al Triplete: sono stati spesi tanti soldi si potrà dire, ma raramente negli ultimi anni la Juventus ha speso in maniera avventata, senza fare l’acquisto giusto. Dybala, Alex Sandro, Mandzukic, Dani Alves, Cuadrado, Pjanic. Un tassello dopo l’altro, la Juventus sapeva che sarebbe arrivata qui, e ora non può fallire di nuovo l’appuntamento con la storia. L’appuntamento con un sogno da coronare.

Ci sarà tempo e modo per le analisi tecniche, ci sarà tempo per trovare il giocatore migliore in base al rendimento, al numero di gol, ai giocatori più decisivi. Io credo che il giocatore simbolo della Juventus di oggi sia Mandzukic. Un giocatore che, mi si passi il termine, si fa il mazzo dal primo all’ultimo minuto, dalla difesa all’attacco. Un giocatore che versa – spesso letteralmente – il sangue per la maglia, per i suoi compagni. Magari non fa gol come in passato, ma fa fare tanti gol, fa respirare la squadra, aiuta a salire, aiuta a difendere. Spero che stasera faccia gol, spero che sia lui a decidere una finale di Champions che, guarderò sperando di vedere la coppa a tinte bianconere.

Lo spero, di cuore

Qualcuno mi potrebbe accusare di gufare la Juventus con le mie parole, ma chi quest’anno ha seguito con me la stagione sa come io speri che la Champions questa notte, a fine partita, parta per Torino. È troppo meritata per non essere vinta nemmeno questa volta. È una stagione in cui la Juventus è stata troppo superiore, in un percorso che stagione dopo stagione dalla 2011-2012 ad oggi è ogni anno vede il confronto più schiacciante con le altre “grandi”.

Un altro livello, un altro calcio, un altro organico, un altro progetto societario e tattico: un altro pianeta. Una squadra, la Juventus, che oggi più che mai merita il Triplete. Parola di Interista. In bocca al lupo, di cuore.

Andrea Careddu

Ho 22 anni e studio Comunicazione alla Carlo Bo di Urbino. Scrivo di Tech e Social Media. Racconto gli eventi dall'interno. Amo la fotografia. Studio Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono @acareddu ovunque o quasi.

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