La campagna elettorale secondo i media europei: l’Italia avviata verso il caos

Stop ai sondaggi, a quasi due settimane dal voto del 4 marzo. Per vedere cosa è rimasto di questa campagna elettorale, basta gettare uno sguardo oltre il confine

Se in Italia la campagna elettorale si combatte ormai a colpi di populismi – gli ultimi ad essere inciampati sui propri passi sono le cosiddette “mele marce” del Movimento 5 Stelle, eliminati senza troppe questioni non appena lo scandalo dei rimborsi elettorali destinati al microcredito ha minacciato la patina di onestà che i pentastellati speravano ancora di adottare come cavallo di battaglia -, per un’idea chiara ed edulcorata delle questioni più vicine (e quindi sensibili) agli italiani sarebbe il caso di volgersi alla stampa estera.

I titoli dei principali quotidiani stranieri forniscono una panoramica di quanto, nei fatti, resterà di queste elezioni. Se le soluzioni proposte per risanare l’economia interna destano ben poco interesse oltralpe (tutt’al più perplessità: che si riesca o meno a risollevare l’economia italiana resta affar nostro… fermo restando, ovviamente, il messaggio tra le righe: faremmo meglio a restare all’interno dei parametri europei sul rapporto deficit/Pil), a preoccupare è ben altro: le intenzioni dei partiti in lizza sull’immigrazione, ad esempio, o il fatto che in testa ai sondaggi vi sia la coalizione di centro-destra, seguita con poco scarto dalla controparte italiana del movimento populista per eccellenza, ovvero i 5 Stelle.

 

Nel regno Unito

I media britannici sembrano particolarmente divertiti soprattutto da Berlusconi e dal fatto che, a 81 anni, questi continui ancora a prodigarsi per il bene del Paese. L’effetto è amplificato dal contrasto che si crea quando, subito dopo il leader di Forza Italia, viene ricordato il 31enne Luigi Di Maio, capo politico dell’M5s. Sono loro a detenere l’attenzione dei media stranieri: il Partito Democratico, insieme con l’intera coalizione di centro-sinistra e con Liberi e Uguali, vengono ormai dati per spacciati. L’avanzata della destra attira l’attenzione soprattutto per quanto riguarda il tema dell’Europa: nella patria della Brexit, l’Independent osserva con attenzione le dinamiche interne alla coalizione di centro-destra, soprattutto quelle tra le Lega di Matteo Salvini e il partito di Silvio Berlusconi.

Il Movimento 5 Stelle? Ha un programma troppo vago. Eppure una ipotetica vittoria delle istanze sovraniste in Italia sarebbe una novità di cui i britannici farebbero bene a tener conto, con i negoziati per la Brexit ancora aperti e l’EFDD (European Freedom and Direct Democracy Group) attualmente composto per la maggior parte da parlamentari pentastellati, oltre che da quelli dell’UKIP (United Kingdom Independence Party).

 

In Francia

Volenti o nolenti, i cugini francesi non possono non leggere le imminenti elezioni attraverso gli occhi del nuovo corso, fortemente europeista, impresso dal presidente Macron. E nell’Europa del leader francese, proiettata verso un’imponente riforma dell’Eurozona (che potrebbe includere una vera e propria unione bancaria, data la predisposizione della Germania), l’avanzare tanto del centro-destra (soprattutto della Lega) quanto del Movimento 5 Stelle potrebbe essere cruciale. Forse sarebbe il caso, in Italia, di tenere in considerazione il ruolo sempre più predominante che la Francia sta assumendo in Europa, soprattutto in previsione dell’uscita del Regno Unito: quanto margine d’azione sarà possibile ritagliarsi, se le priorità a livello europeo così come propugnate dai due programmi in testa (rispettivamente, quello del centro-destra e quello dell’M5s) vanno a cozzare con questo grande progetto?

I francesi stanno a guardare. E si stupiscono anche loro del redivivo leader di Forza Italia:

“Berlusconi è stato in grado di ricostruire la sua alleanza di destra, il che vuol dire che è a capo della stessa coalizione dal… 1994!”

 

In Germania

Neanche i tedeschi sono andati troppo per il sottile: “Il Bunga-Bunga è tornato“, titola Die Welt, commentando anche loro “scioccati” il fatto che, a 81 anni, Silvio Berlusconi sia ancora non solo alla guida, ma ora anche in testa a tutti i sondaggi (ormai non più disponibili) di questa campagna elettorale. Nel frattempo, ieri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha incontrato la Cancelliera tedesca Angela Merkel, nel tentativo di rassicurare l’economia trainante dell’eurozona. “Un’Europa capace di una difesa comune, di politiche migratorie comuni è un’Europa capace di battere le pulsioni populiste e anti-europee“, ha dichiarato infatti durante l’incontro di ieri. Eppure, a giudicare dai titoli dei principali quotidiani tedeschi, l’idea che la Germania sembra essersi fatta è quella di una campagna elettorale permeata di vera e propria violenza: i fatti di Macerata hanno contribuito a sollevare anche a Berlino il tema dell’immigrazione, non a caso tra quelli discussi dai due capi di Stato durante l’incontro di ieri.

“Odio e violenza”, dunque, mentre dall’altro lato si assiste al disfacimento del centrosinistra. E proprio lì, nella patria della Grosse Koalition (a dir la verità non scevra di mal di pancia, come è stato chiaro negli ultimi giorni con le dimissioni del ministro degli Esteri, Martin Schultz), si osserva l’Italia avviarsi verso una situazione di caos totale, con l’intransigenza dei due blocchi in testa alle preferenze degli italiani (ma soprattutto i 5 Stelle) davanti alla prospettiva di ciò che all’estero si chiama coalizione e in Italia prende il nome di inciucio.

Liliana Farello

Aquilana, classe '93, attualmente studio Relazioni Internazionali alla Sapienza di Roma. Nel mio futuro mi piacerebbe vedere cosa c'è dall'altra parte del mondo, ci sto lavorando.

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