La serie A dei numeri 10, da Dybala al Papu Gomez

Il numero-simbolo intramontabile anche in questo un calcio moderno sempre più vincolato alle leggi di mercato.

Nella la smorfia napoletana il dieci sta per ‘e Fasule ( i fagioli ), nel calcio è fantasia.
Non è riservato ad una punta o trequartista ma ad un giocatore con tecnica e piedi buoni, uno che in mezzo al campo può fare la differenza in ogni occasione, trascinando la squadra con le sue traiettorie e con il suo carisma, un uomo alla Riquelme per dire.

I nuovi 10 della Serie A

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Via instagram.com/paulodybala/

In grande stile, sotto i riflettori di mezza Europa, la numero dieci bianconera viene riassegnata e consegnata proprio al giocatore più di fantasia della Juventus: Paulo Dybala.
Un messaggio chiaro al mercato, uno di fiducia e carico di responsabilità al giocatore da parte di una società che lo considera al centro di un progetto ancora in evoluzione. Aspettiamo la sfida ai calci di punizione con Del Piero annunciata in tempi non sospetti ai microfoni di Sky, ci sarà sicuramente da divertirsi.

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Via acmilan.com

Cambio numero anche per Inter, Crotone e Sampdoria con Joao Mario, Barberis e Djuricic che abbandonano le precedenti casacche per indossare la maglia numero dieci del fantasista per lasciare la loro impronta nei rispettivi club, vinceranno la scommessa?
Ben diverso il discorso per Chievo (Gaudino), Genoa (Lapadula), Fiorentina (Eysseric), Verona (Cerci) e Milan, con i diavoli che con il mercato estivo hanno dimostrato di saper dare i numeri, quelli giusti, rifondando una squadra alla deriva, assegnando alla promessa Calhanoglu la numero dieci, quella che un tempo era stata onorata da un Rivera, un Gullit, un Boban e Rui Costa. Una maglia difficile insomma, come il cammino per l’Europa che attende la truppa di Vincenzo Montella.

Le conferme

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Via instagram.com/papugomez_official

Destro al Bologna (più un numero 9 che 10), Ljajic a Torino, De Paul all’Udinese, Joao Pedro al Cagliari, Felipe Anderson alla Lazio, Matri al Sassuolo e Gomez all’Atalanta sono quelli che hanno confermato il loro status da numero dieci la scorsa stagione, trascinato le loro squadre in campionato (non solo a ritmo di musica) e che vestiranno anche quest’anno la maglia più prestigiosa.

Conferme importanti arrivano anche dalle neo promosse Benevento e Spal. Ciciretti, l’uomo delle promozioni e Floccari strappandola a Grassi interpretando così il ruolo da centravanti di fantasia.

Le non assegnate

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Via LaPresse

Due sono le squadre che hanno deciso di tenere in magazzino la numero dieci per eccesso di pesantezza. Maglie che scottano quelle di Roma e Napoli. La capitale, dopo aver salutato in grande stile il suo ultimo imperatore, si appresta a scovare un giovane talento degno di un unico e solo Francesco Totti.
I partenopei invece hanno ritirato la casacca tanto ambita come tributo a Maradona e poi, diciamolo, visto il calcio spettacolo di quei quattro là davanti, sarebbe difficile anche assegnarla una maglia così. Quello che non tutti ricordano però è che il Pibe de Oro non aveva espresso la volontà di ritirare la maglia, atto dovuto secondo la società solo successivamente, tutt’altro, fu proprio Maradona a volere come suo simbolico erede un giovane Gianfranco Zola, notato sul campo di allenamento, in una mattinata qualunque. Il primo intento a dare spettacolo coi piedi, il secondo a provare fino allo sfinimento un tiro impossibile del primo. Fu proprio in quel momento che Maradona si avvicinò a lui per rassicurare il ragazzo sulla normale difficoltà del tiro e per dare qualche piccolo suggerimento, un bel gesto che poteva rimanere nel cassetto dei ricordi dei presenti se solo quel piccolo ragazzo, dopo qualche minuto non avesse gridato “goool”.

La Serie A 2017/2018 sta per iniziare e sulla carta di numeri 10 ne abbiamo in abbondanza quindi non ci resta che aspettare e confidare sullo spettacolo di tiki-fantasia che questi signori potranno regalarci ogni “maledetta” domenica.

Maria Luisa Spera

Esteta, ricercatrice del bello inteso non come esercizio di stile, ma piuttosto come ispirazione. Da grande vuole diventare monotasking, visto che oggi non riesce ad andare a dormire prima di averne fatta una in più del necessario.

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