Renzi segretario bis

Un capitano coraggioso con una grande squadra al suo fianco, così lo definiscono il 70% dei votanti alle primarie

Le primarie del Partito Democratico 2017 hanno decretato la netta vittoria di Matteo Renzi. Ex segretario uscente del pd ed ex Presidente del Consiglio. Ha infatti ottenuto una percentuale di voti oltre il 70% con una grande partecipazione dei votanti, contro ogni previsione, nonostante ci fosse il ponte e qualche malumore interno al partito, circa 2 milioni hanno speso il loro tempo per recarsi ai seggi. La maggior parte dell’establishment vicino a Renzi ha aspettato con lui i risultati delle primarie al Nazareno, sede nazionale del Partito Democratico. E proprio da lì ha pronunciato il suo primo discorso da segretario bis, circondato dai giovani e meno giovani attivisti di partito e dai dirigenti di questo come Gennaro Migliore, Lorenzo Guerini, Maurizio Martina, Matteo Ricci, Maria Elena Boschi. Un discorso dove Renzi ha ribadito che:

“il congresso segna l’inizio di una fase nuova, non è la rivincita, ma una storia nuova, un foglio bianco”.

La presa di coscienza che per poter vincere c’è bisogno di fare squadra. Il segretario ha la necessità di lasciarsi alle spalle l’etichetta del capo del Giglio magico ed essere il leader di tutto il partito democratico. Del resto eleggendolo ed avendolo fatto fare sia agli iscritti che agli elettori, è stato legittimato anche per la futura premiership del Paese. Il partito aveva bisogno di un candidato forte, in grado di fronteggiare l’avanzata del Movimento 5 stelle e di Salvini. Lui stesso ha dichiarato:

“voglio fare una grande coalizione con i cittadini, non con i partiti che alla fine non rappresentano nemmeno se stessi. Abbiamo il compito storico di non lasciare l’Italia nella palude”.

Per questo motivo cercherà di cambiare, anche se non più al Governo, la legge elettorale. Il Renzi del 2017 è sempre lo stesso politico di alcuni mesi fa, con la stessa voglia di fare i fatti piuttosto che parlare ma con un atteggiamento più inclusivo e incline al fare squadra.

La sua mozione sarà una chiave di svolta per il Paese?

All’interno della sua mozione Avanti ci sono tanti punti che riguardano il futuro del Paese. Un’attenzione particolare al partito, ai suoi militanti, ognuno con le sue competenze da valorizzare all’interno di questo. I circoli che devono diventare centro di aggregazione e punto di riferimento per le zone in cui sono. Rendere l’Europa più vicina ai cittadini europei, dandole quell’anima che purtroppo spesso le è mancata. Rimettere al centro l’orgoglio di essere italiani, la sfida sarà la ricostruzione delle zone terremotate introducendo anche un bonus fiscale per la messa in sicurezza degli edifici privati o per lo svolgimento delle attività agricole, con la possibilità di poter detrarre fino l’85%. Valorizzare le eccellenze e le personalità che fanno del Made in Italy ,fiore all’occhiello del Paese, puntare sulla Green Economy. Portare il reddito di inclusione a regime, introducendo servizi per l’inserimento sociale e lavorativo. Matteo Renzi, nella sua mozione, punta ad una formazione del lavoratore sia dentro che fuori il posto di lavoro. Attenzione particolare per i giovani e le donne. Previsto l’esonero dei contributi fino a tre anni per chi assume i primi mentre per le donne ci saranno forme di flessibilità oraria sul luogo di lavoro e sui servizi pubblici, possibilità di asili aziendali e l’abbattimento del costo degli asili nido.

Jessica Belpassi

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