Lettera aperta a un elettore pentastellato

La difficoltà nell'esprimere il dissenso all'interno del MoVimento 5 Stelle

Caro elettore che il quattro marzo hai barrato sulla scheda il simbolo pentastellato almeno una volta,

come te la passi? Cosa pensi? Sei soddisfatto? Ti riconosci nel modo in cui il partito MoVimento a cui hai accordato la tua fiducia ha gestito questi ormai cinquanta lunghi giorni? Ti aspettavi che le cose andassero diversamente? Continui a sostenere Luigi Di Maio e la sua candidatura a premier? Ti rispecchi nelle scelte che si stanno portando avanti?

Ti faccio tutte queste domande, che a un occhio disattento potrebbero sembrare vuote o addirittura faziose, perché lo stallo che si è verificato negli ultimi due mesi è anche conseguenza di una campagna elettorale pentastellata volta a sfiduciare, scoraggiare, prendere le distanze da quelle che venivano definite “forze di sistema” e il cui sostegno, oggi, sembra proprio indispensabile per poter governare. Essendo il MoVimento 5 Stelle un movimento, appunto, che nasce “dal basso” e che ha fatto della democrazia e della trasparenza i propri pilastri portanti, mi domando con quale spirito l’elettore a cinque stelle stia assistendo a tutte queste numerose evoluzioni, se si aspetti qualcosa di diverso, se provi insofferenza per le scelte che si stanno compiendo ultimamente.

Il 32% è una percentuale notevole per un partito MoVimento che ha scelto di concorrere da solo, è vero, eppure nel nostro sistema non è abbastanza per poter dettare legge, specialmente con un polo – a destra – che ha ottenuto sei punti percentuali di più. Di Maio ha ripetuto spesso il refrain “non si può fare un governo senza di noi”, il MoVimento ha ottenuto la Presidenza della Camera dei Deputati, ma ad oggi – correggimi se sbaglio – non è il leader a cinque stelle a stringere nel pugno il manico del coltello. Ha bussato alle porte del vituperato PD, ora che questi si è liberato dallo scomodo Renzi, ma le divisioni interne al Partito Democratico non hanno condotto ad alcun risultato concreto. Ha bussato alle porte della coalizione di centrodestra, trovando un attento interlocutore in Matteo Salvini, ma non disponibile – almeno sul breve periodo – a sciogliere il patto di fratellanza stretto prima delle elezioni con Silvio Berlusconi.

L’essere stati in lizza per anni per il premio “Più Puri della Politica” non ha giovato ai 5 Stelle, che si trovano ora a dover affrontare il machiavellico dilemma della conquista del potere e del mantenimento di questo. Lega, Forza Italia no. Partito Democratico, Renzi no. L’unico compromesso che il MoVimento è disposto ad accettare si muove all’interno di uno spazio delimitato da paletti precedentemente fissati a terra, un comportamento molto lineare a un primo sguardo, ma controproducente dal momento che non può portare a un esercizio reale del potere attribuito da quel 32% di elettori.

Inoltre, mio caro elettore a 5 stelle, mi domando che idea tu ti sia fatto della querelle avvenuta tra Il Foglio e il MoVimento. Il 17 aprile è uscito sul quotidiano un dettagliato articolo del giornalista Luciano Capone che, andando a scartabellare nei misteriosi archivi della rete, ha messo a confronto il programma effettivamente votato sulla piattaforma Rousseau dai sostenitori a 5 Stelle e il programma inserito il 7 marzo, tre giorni dopo le elezioni. Volendo leggere i due testi con gli occhi dell’innocenza, si può constatare quantomeno una differenza dei toni, molto più smorzati ed accomodanti nella seconda e definitiva versione, specialmente per quanto riguarda temi di politica estera ed europea, l’euro, i rapporti con la NATO, la collocazione anti-imperialista del MoVimento. E sebbene “Il Blog delle Stelle”, organo di stampa del MoVimento 5 Stelle, abbia risposto alle accuse derubricandole a “piccole modifiche di forma, una cosa normalissima”, il blog di debunking “Bufale un tanto al chilo” fa notare che, piccoli o grandi che siano, questi cambiamenti non sono stati votati dalla base.

Stiamo parlando di te, elettore pentastellato. Parliamo di te e di quelli che come te hanno giustamente creduto in un progetto, nuovo, vero, trasparente, onesto, un progetto che – divenuto realtà – si è andato poi a scontrare con la dura realtà. Come reagirai? Cosa farai? Come esprimerai, eventualmente, il tuo dissenso? Rimarrà confinato alla rete, ai gruppi chiusi su Facebook, o sarà capace di valicare i confini del virtuale? È una prova difficile, questa, elettore pentastellato, perché ciò che c’è in gioco è la capacità del MoVimento di creare se stesso: è dare prova in maniera definitiva e inequivocabile di prendere parte al processo decisionale, di essere davvero quella ventata fresca di novità, di non rappresentare solo l’ennesima formazione politica in cui la dirigenza prende decisioni senza renderne conto all’elettorato.

Camilla Eva Trotta

Dal 1993 con furore, sulla mia tomba scriveranno "Qui giace colei che non era d'accordo".

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