La nuova strategia di Trump in Afghanistan. Annunciato l’invio di 4.000 militari

''Non lasceremo l'Afghanistan in mano ai terroristi'' ha dichiarato il Presidente degli Stati Uniti

Dietrofront di Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato l’invio di nuove truppe USA in Afghanistan.
Trump avrebbe firmato per l’invio di altri 4.000 uomini, che vanno ad aggiungersi agli 8.800 soldati USA già sul terreno, insieme ai 6.500 degli alleati e della NATO.
“Non lasceremo l’Afghanistan in mano ai terroristi e all’Isis” ha dichiarato Trump, “in quest’area vi sono le più alte concentrazioni di terroristi al mondo” ha proseguito.

Dalla base militare di Fort Myers, in Virginia, il Presidente rende nota la nuova strategia per l’Afghanistan e lascia carta bianca ai suoi generali sul campo.
Stando alle parole di Trump, abbandonare l’Afghanistan sarebbe un errore fatale, perché lascerebbe un vuoto di potere, come avvenne in Iraq, in cui i militari si ritirarono troppo presto, che sarebbe immediatamente riempito dai terroristi, siano essi di Al Qaeda o dello Stato islamico o talebani. Per Trump significherebbe inoltre disonorare la memoria dei numerosi caduti.

Trump ha lanciato anche un durissimo monito al Pakistan, reo di continuare ad ospitare terroristi e cellule di al Qaeda.
Nel suo discorso il Presidente degli Stati Uniti avrebbe inoltre dichiarato di non voler seguire le orme di Bush ed esportare la democrazia, ma il suo obiettivo primario consisterebbe nell’ eliminazione definitiva del terrorismo.

La nuova strategia dimostra l’importanza del ruolo dei militari nelle scelte di politica estera ed un decisivo passo indietro di Trump che in passato aveva annunciato di volere il ritiro del contingente in Afghanistan.
Non si sono fatte attendere le minacce. “L’Afghanistan diventerà il cimitero degli Stati Uniti”, ha tuonato il portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid.

 

È la guerra più lunga nella storia degli Stati Uniti, che dura da ben 16 anni.
Il  7 ottobre del 2001, a seguito degli attacchi alle Torri Gemelle, gli USA  invasero l’Afhanistan  lanciando l’operazione Enduring  Freedom.
Lo scopo ufficiale dell’aggressione militare era quello di catturare ed uccidere Osama bin Laden, accusato dall’amministrazione di Bush di essere il mandante degli attentati dell’11 settembre, ed eliminare i due gruppi a lui strettamente collegati: i talebani ed Al Qaeda.

Si è trasformata in una guerra infinita quella che doveva essere una rapida operazione per trovare bin Laden e smantellare il regime talebano in carica, nell’ ambito della strategia della guerra al terrorismo.

 

È una polveriera in cui anche l’ Italia è coinvolta.
Secondo i dati forniti dall’ONU, il 2016 è stato l’anno con il più alto numero di morti civili dall’inizio della guerra in Afghanistan. Una notizia che sembra essere passata inosservata. E come sempre sono i civili a pagarne il prezzo più alto.
Inoltre il business del traffico dell’oppio nelle loro mani, da cui si ricava l’eroina, resta un mercato florido, in continua crescita, con una produzione che continua ad aumentare e che la guerra non ha intaccato minimamente.

 

È giusto proseguire con una linea politica che si è rivelata già fallimentare in passato?
A 16 anni dal suo inizio questa assurda guerra non ha portato benessere alle popolazioni locali, che versano in condizioni sempre più povere, e non è servita a sradicare un regime additato come uno dei principali sostenitori del terrorismo neosalafita.
In compenso ha fruttato enormi benefici per i trafficanti di droga e,  pure se non fa notizia, è un problema che ci riguarda da vicino, perché l’eroina finisce anche in Europa.

 

Federica Antonecchia

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