Editoria: il cartaceo assume un nuovo valore esperenziale

I limiti dell'editoria digitale diventano le armi per la nuova editoria cartacea

Per diversi anni si è parlato di declino dell’editoria, di morte dell’editoria e di sostituzione radicale del libro con l’ebook mantenendoci in costante tensione. Come se stessimo osservando un bicchiere di vetro in bilico sul bordo di un tavolo e aspettassimo trepidanti la sua caduta o salvezza. Molti articoli inerenti il campo hanno assunto un carattere decisamente apocalittico ed avvilente, ma di recente gli scenari sono cambiati. Si comincia a sentire aria di primavera anche tra i polverosi scaffali del mercato editoriale, a quanto pare.

L’editoria non morirà

Non si può certo negare che il modo di fare editoria è decisamente cambiato negli ultimi dieci anni. Abbiamo nuovi mezzi di comunicazione e di pubblicizzazione dei prodotti, abbiamo nuove tipologie di contenuti da diffondere ed abbiamo, soprattutto, nuove idee da utilizzare in comunione con i nuovi mezzi a nostra disposizione. Ormai è retorica: abbiamo i social con i loro post, i video, le dirette, i sondaggi lampo, gli acquisti rapidi e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia con “nuove idee da utilizzare in comunione con i nuovi mezzi” si fa riferimento a qualcosa di specifico che verrà chiarito maggiormente nel seguente esempio con l’aiuto di J.J. Abrams.

Il 29 ottobre 2013 viene pubblicato un eversivo ed enigmatico libro dal titolo S. La nave di Teseo, nato da un’idea di J.J. Abrams, trascritta da Doug Dorst. Eversivo perché è un esperimento letterario, non solo dal punto di vista della struttura narrativa. Enigmatico perché non è un libro comune, non lo sarebbe stato neanche se si fosse trattato di un volume di narrativa contemporanea.

La parola chiave è esperimento letterario. In cosa consiste?

Credit Photo: Vanity Fair

Si tratta di un libro multimediale: un ipertesto cartaceo. Una versione tridimensionale, reale, di ciò che tutti i giorni migliaia di utenti cliccano.All’interno del volume, infatti, sono presenti dei pop-up cartacei, inseriti in pagine specifiche in relazione agli accadimenti della storia, che aiutano il lettore ad addentrarsi ancor di più nella vicenda vivendo, indagando ed analizzando insieme ai protagonisti.

Editoria: il cartaceo assume un nuovo valore esperenziale

Credit Photo: Cronache di un disadattato

Se si pensasse di dover leggere un libro su uno dei principali dispositivi in circolazione, si potrebbero avere dei pop-up cartacei? Si potrebbe girare la ruota di carta? O toccare il fazzoletto del bar? Sarebbe difficile ricrearne l’esperienza, ma si potrebbe cliccare su dei link ipertestuali collegati alla rispettiva parola che rimanderebbero ad un’immagine o ad un video o ad un altro pop-up. Però cosa rimarrebbe da tale esperienza di lettura? Non corrisponderebbe semplicemente alla lettura di una pagina di Wikipedia?

 

Una tipologia di libro così strutturata potrebbe rappresentare una nuova frontiera tutta da scoprire. Potrebbe definire la nuova editoria cartacea perché non sarebbe riproducibile in digitale. O meglio, parte dai limiti del digitale stesso e ne crea dei vantaggi propri. Infatti tale opera potrebbe comunque vedere una sua trasposizione in e-book, pur rischiando la perdita del proprio valore esperenziale.

A tal proposito da recenti studi sull’andamento degli acquisti di libri in Italia è emerso che sono sì diminuiti da un punto di vista numerico, ma leggermente in meno dal punto di vista del valore. Tradotto, ciò vuol dire che anziché acquistare quattro libri e più, ora si effettua una maggiore ponderazione che porta ad una riduzione dei volumi acquistati ma quantitativamente più validi. In questo modo si ha una sorta di bilancio che mantiene in equilibrio il mercato.

Se tra i problemi del mercato editoriale, inteso come mercato librario e non della giornalistica periodica, vi era la digitalizzazione di ogni cosa possibile e immaginabile, allora proviamo a de-degitalizzare creando nuovo valore.

Come diceva Lavoisier:

nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Annalaura Ruopolo

Maniaca dello scrivere corretto, intercettatrice di punteggiatura allo sbaraglio, ormai ho capito che il cambio di rotta è sempre in agguato. Motto? Certezze sempre da capovolgere, perché quando pensi che sarà A invece è M!

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