L’Onu approva nuove sanzioni contro la Corea del Nord

Mentre vengono approvate le nuove misure, Seoul prepara la ''Decapitation unit''contro Kim Jong-un

A poche ore dalle commemorazioni per la ricorrenza dell’11 settembre, Pyongyang provoca nuovamente gli Stati Uniti minacciando: “Vi faremo soffrire”. A quanto pare il gioco di nervi continua e la provocazione in questione è solo l’ultima di una lunga serie. Non si tratta certo di minacce sottovalutate dalla comunità internazionale, così come quelle dei mesi precedenti ma è certo che arrivano in un momento abbastanza cruciale. Talmente cruciale che Seoul ha pensato di organizzare una task force dal nome decisamente altisonante: “Decapitation Unit” che avrà il solo scopo di eliminare Kim Jong-un. E talmente cruciale da far prendere al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una decisione molto importante, in una settimana.

Le sanzioni: cosa sono e perché sono così rilevanti?

La risposta ai nuovi test nucleari di Kim Jong-un da parte degli USA, dei Paesi Europei, Russia e Cina comprese, è stata una nuova tornata di sanzioni che colpiranno dal prossimo 31 ottobre la Corea del Nord. Sanzionare un Paese significa sciogliere alcuni legami economici saldi e redditizi: l’impatto delle conseguenze colpisce l’economia proprio per indebolire il potere di un governo o di un leader. A questo proposito la nuova tornata di sanzioni prevede lo stop alla fornitura di gas naturale e derivati del petrolio oltre la soglia di 500mila barili per tre mesi. Per non palare poi del divieto dell’export di prodotti tessili. La guerra ha un costo, abbattendo le fonti di guadagno, si scoraggiano le ingenti spese.

Cos’è la Decapitation Unit?

Forse i Paesi contro Pyongyang ci stanno già pensando da un po’ ma il primo a ufficializzare l’intenzione di voler eliminare Kim Jong-un è stato la Corea del Sud. Si tratterebbe di una unit di 1.500 uomini addestrati con il solo scopo di fermare il dittatore della Corea del Nord, con incursioni nel Paese, raid notturni e tutto quanto possibile per perseguire l’obiettivo. Chiaramente il significato della task force non è letterale ma il messaggio che vuole dare attraverso di esso sta nel dichiarare tutta l’ostilità possibile e rendere la Corea del Nord quanto meno nervosa. Secondo quanto dichiarato dal governo di Seoul, il miglior deterrente in questo momento è far sentire Kim Jong-un il meno sicuro possibile.

Le sanzioni dell’Onu dovrebbero privare Pyongyang di circa 1,3 miliardi di dollari. Il colpo e le conseguenze a lungo tempo potrebbero essere determinanti. Sebbene edulcorate rispetto a quanto richiesto dal governo americano, che avrebbe voluto far approvare dal Consiglio di sicurezza dell’Onu l’embargo totale del petrolio, queste nuove sanzioni dimostrano che a distanza di una sola settimana dall’ultimo test nucleare della Corea del Nord, il fronte oppositore è compatto. Ci si aspetta solo che la Cina mantenga quanto promesso, visto che essa stessa ha legami commerciali con Pyongyang. Presto sarà possibile capire se la compattezza è stata e sarà sufficiente.

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

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