Serie A, tutti i derby di casa mia

Dal derby della Lanterna a quello della Scala, sono ben cinque le sfide stracittadine della nuova serie A. Si parte con Juventus-Torino alla sesta giornata.

“Il derby non è una partita qualunque”, “Il derby ha una storia a s锓Il derby spesso lo vince chi è sfavorito”, queste sono soltanto alcune delle frasi che  gli appassionati del campionato di Serie A sentiranno molte volte nel corso della stagione alla vigilia di una stracittadina. Infatti sono ben cinque i derby previsti per il Campionato 2017/18, ai quali si aggiungono partite molto sentite tra squadre della stessa regione, pur non essendo considerate derby nella vera accezione del termine.

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Derby della Lanterna

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Il derby della Lanterna, il più antico d’Italia, vede il Genoa contrapporsi alle altre formazioni, che nel susseguirsi dei tempi costituivano l’antagonista cittadina. In principio era l’Andrea Doria, poi la Sampierdarenese, il Liguria e la Dominante fino ad arrivare al 3 novembre del 1946 quando la Sampdoria vincendo per 3 a 0 contro il Genoa dava il via ad una serie di emozionanti sfide stracittadine disputate tra A etra le due compagini liguri. Quelli di questo anno saranno gli incontri numero 97 e 98 in gare ufficiali ed i grifoni cercheranno di invertire la tendenza che vuole i blucerchiati in vantaggio per 37 vittorie a 24, i pareggi sono invece 35. Si disputeranno alla dodicesima e trentunesima giornata, con l’andata prevista per il 5 novembre.

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Negli anni il derby della Lanterna ha visto tante storie e tanti protagonisti come quelli blucerchiati di Roberto Mancini, che ha segnato ben per quattro volte al Genoa, la prima a 18 anni, Christian Maggio, autore del gol allo scadere del derby del 2007, primo in A dal ’95, Baldini Bassetto, i calciatori più prolifici nella stracittadina di Genova con 5 reti all’attivo, Vladimir Jugovic, mattatore nei derby del ’92. La storia rossoblù dice invece Principe Milito, musica per i genoani, vero spauracchio per i doriani, unico artefice finora di una tripletta in un derby di Genova, dice Branco, capace di rovinare parzialmente lo scudetto della Samp del ’91 macchiandolo con la sconfitta nel derby, dice ancora Mauro Boselli, l’argentino che mandò i rivali di sempre nell’inferno della B nel 2011. La storia rossoblù parla anche nipponico con l’unica rete messa a segno nella stagione 94/95 da Miura al povero Zenga.

Derby della Capitale

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Il primo derby di Roma senza Francesco Totti dopo 22 anni. Sarà questo il primo pensiero alla vigilia del derby della Capitale, che il calendario ha voluto appena una giornata dopo quello di Genova, alla tredicesima il 19 novembre. La prima sfida alla conquista della Capitale si ebbe l’8 dicembre del 1929 alla Rondinella e si concluse con la vittoria della Roma per 1 a 0 con non poche tensioni in campo e fuori dovute al rifiuto da parte della Lazio l’anno prima di fondersi in un’unica squadra capitolina con i giallorossi. Da allora 168 gare ufficiali tra campionato e coppa con tante storie di intrecci scudetto e retrocessioni e la Roma nettamente in vantaggio nel computo delle vittorie, 63 per i giallorossi e 45 per i biancocelesti, 60 i pareggi.

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Da Di Canio a Cassano, da Zarate a Mexes, il derby ha consegnato tanti eroi alla storia, come Vucinic, Rocchi, De Rossi, Hernanes, Lamela, Klose ed un solo Re, Francesco Totti, autore di 11 reti ed il marcatore assoluto di tutti i tempi del derby di Roma. Sarà allora lo strano derby di Kolarov, divenuto già idolo a Roma non tanto per la prima rete e vittoria stagionale dei giallorossi contro l’Atalanta ma per le sue prime parole al ritorno in ItaliaSe segno alla Lazio, esulto“. Le premesse per i fuochi d’artificio in campo ci sono tutte, ora la parola tocca alle tifoserie, sicuramente le più calde di tutti derby made in Italy.

Derby della Madonnina

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Made in China invece sembra essere diventato il derby di Milano, colloquialmente conosciuto come della Madonnina, per la caratteristica statua della Madonna Assunta, posta in cima al duomo della città. E pensare che prima di Thohir e Yonghong Li potevi riconoscere un casciavit da un bauscia in base alla tua squadra di appartenenza. Oggi le due squadre di Milano sono in fase di rilancio, ma Inter-Milan è l’unica che vede in campo due squadre già vincitrici della Coppa Campioni/Champions League. La prima tra le due compagini fu il debutto assoluto dell’Inter, si svolse nel 1909 e si concluse con il successo rossonero, la prossima si disputerà il 15 ottobre appena all’ottava giornata con in campo finalmente due squadre che sembrano ambire alla zona Champions, se non di più.

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Tutti i derby sono avvincenti, ma ci sono derby che non si scordano mai, come il 6 a 5 del 6 novembre del ’49, giorno in cui un giovanissimo Massimo Moratti diventa tifoso nerazzurro o come quello del 24 febbraio del ’63, uno dei tanti che vide contro Mazzola e Rivera, capitani ed eterni rivali in Nazionale. La spuntò Mazzola dopo appena 13 secondi con il gol più veloce della stracittadina milanese. Nella memoria rimarrà la vittoria dell’innovatore Arrigo Sacchi del 24 aprile del ’88 ai danni del tradizionalista Trapattoni con Gullit protagonista e ancora il derby del ’98 con il Fenomeno Ronaldo protagonista e l’Inter che abbatte il Milan per 3 a 0 e l’11 maggio del 2001 che gli interisti stanno cercando ancora di dimenticare con il 6 a 0 per il Milan e la sconfitta più umiliante di sempre nella storia del derby per i nerazzurri. La madre di tutti i derby però si ebbe il 13 maggio del 2003 e non si svolse in campionato, ma in semifinale di Champions League che consegnò poi il trofeo a Manchester ai rossoneri. I soldi spesi sul mercato dalle due società milanesi filo asiatiche sono la base perché il derby della Madonnina torni a splendere al più presto in Italia e non solo.

Derby della Mole

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Il derby di Torino, conosciuto anche come quello della Mole, in riferimento alla Mole Antonelliana, è il primo svolto in Italia ed è il più antico tra squadre ancora esistenti. Si svolse ufficialmente per la prima volta nel 1907 con un successo del Toro e fin da allora la sfida tra le due squadre ha da sempre rappresento la contrapposizione di due classi sociali opposte, la borghesia dei bianconeri e il mondo operaio dei granata. La stracittadina confronta due idee di calcio che riflettono lo stile di gioco caratteristico della regione, l'”orgoglio gobbo” contro il “cuore” o “tremendismo” granata, dato dalla grande aggressività messa in campo e un misto tra forza e grinta sia dei giocatori in campo che dei tifosi sugli spalti. Tipico esempio è quello del 27 marzo 1983 quando il Torino, sotto di 2-0, rimontò intorno al 75′ il risultato segnando tre reti in poco più di tre minuti. La Juventus rimane comunque in vantaggio nelle 193 gare ufficiali disputate tra campionato e coppa, avendo vinto per ben 82 volte contro le 56 del Toro, 55 i pareggi.

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Juventus-Torino in questa stagione sarà il primo derby della serie A, in programma appena alla sesta giornata, il 24 settembre e chissà se i vari Belotti, Higuain e Dybala riusciranno ad emulare i loro predecessori come Boniperti, autore di 14 reti con la maglia bianconera in stracittadine ufficiale o come Gabetto che ha ben distribuito il suo bottino di 12 reti con entrambe le maglie.

Derby della Scala

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Il derby di Verona è la partita di calcio che mette di fronte le due principali squadre della città veneta, il Chievo e il Verona. È conosciuto anche come derby della Scala, in relazione alla famiglia scaligera che governò sulla città dal 1262 al 1387, o come derby dell’Arena, in riferimento all’anfiteatro romano simbolo della città. Il primo derby tra Chievo e Verona si disputò il 10 dicembre 1994 e terminò con il punteggio di 1-1. Il più recente è del 20 febbraio 2016, 26ª giornata di Serie A 2015-2016, terminato 3-1 per l’Hellas. La sera del 18 novembre 2001 andò in scena allo stadio Bentegodi di Verona, per l’11ª giornata di campionato, la prima stracittadina scaligera giocata in Serie A. Verona divenne così la quinta città italiana ad ospitare una stracittadina nel massimo campionato italiano. Fu il giorno in cui la profezia dei mussi volanti trovava realizzazione e fu una partita carica di tensione e di notevole interesse mediatico, che si risolse con la vittoria in rimonta dell’Hellas festeggiata animatamente dall’allora tecnico scaligero MalesaniNella sfida di ritorno, andata in scena il 24 marzo 2002, il Chievo si prese però la rivincita battendo i rivali per 2-1, ribaltando il gol iniziale di Mutu grazie alla doppietta di Federico Cossato.

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Storia contemporanea quindi per il derby di Verona che si ripeterà, grazie al ritorno in A dei gialloblù di Pecchia, il 22 ottobre in occasione della nona giornata di campionato. Ritorno fissato per l’11 marzo. In campo le due squadre si incontreranno per la diciassettesima volta tra A e B con i precedenti che dicono perfetto equilibrio con 6 vittorie a testa e 4 pareggi. Curiosità, il destino ha voluto che il cammino del Chievo in Coppa Italia si incrociasse per la prima volta nella competizione proprio con il Verona per il quarto turno previsto per il 29 novembre.

I derby non derby

Ci sono poi i derby che non sono derby nel vero significato del termine che prevede sfide tra squadre della stessa città, che però sono sentiti con la stessa intensità dai tifosi. Il caso lampante è quello che viene dall’Emilia e prevede l’accesa sfida che si ripete da qualche anno tra il Bologna ed il Sassuolo e le sfide lombarde tra l’Atalanta dei miracoli della passata stagione e le milanesi. La novità è rappresentata dall’inedito derby campano Napoli-Benevento che prende il posto di quello degli anni ’80 con l’Avellino. Da i lupi agli stregoni mai chiamarlo derby a Napoli, che però accoglie con simpatia lo storico debutto in A del Benevento.

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Derby di casa mia

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Ci sono partite che valgono trofei, promozioni e retrocessioni e poi ci soni i derby. Chiamatela retorica se volete ma i suoni, le emozioni e i colori di una stracittadina non saranno mai quelli di una partita qualunque, in palio c’è la conquista della città ed evitare sfottò che andranno avanti per lunghe settimane, è una sfida che ha e avrà sempre il delicato compito di scrivere racconti importanti di giornate speciali da tramandare ai figli.

Perché vincere il derby non è importante, è l’unica cosa che conta.

Giovanni Arrotino

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