Una stampante 3D del MIT costruisce un edificio in 14 ore

Una gigantesca stampante 3D del Massachusetts Institute of Technology riesce a costruire lo scheletro di un edificio in 14 ore.

La tecnologia è ovunque. Si può pensare alla tecnologia come un settore per smanettoni, per esperti, ed in un certo senso magari può anche essere comprensibile questa sua accezione. In realtà però, la tecnologia è molto di più, la tecnologia è qualcosa che ha cambiato la vita di tutti, che la sta cambiando oggi, che ancora di più la cambierà domani. Un esempio è la stampa 3D. Non solo per la creazione di oggetti in maniera più rapida, una stampante 3D può essere molto di più, può essere (e secondo me sarà) il metodo con cui le case di – in un domani nemmeno troppo lontano – saranno costruite.

Una stampante 3D gigante al Massachusetts Institute of Technology

Il MIT è uno degli istituti universitari di ricerca più importanti ed innovativi al mondo, e lo si è confermato, nei giorni scorsi, quando ha pubblicato un report su una stampante 3D gigante, in grado di costruire una casa in 14 ore. Come riportato anche da TechCrunch, quello della costruzione di edifici utilizzando la tecnologia della stampa 3D non è una novità assoluta, è anzi una tecnica che è già stata testata diverse volte. La diversità nel progetto del MIT è nell’eliminazione della modularità, ovvero che la costruzione avviene in un’unica fase, in un unico step.

L’enorme robot è composto da un grande braccio industriale che, alla fine, ne presenta uno più piccolo e dunque controllabile con maggiore precisione. Questo consente alla stampante 3D di avere un’ampia libertà di movimento rispetto ad una piccola e standard. Dopo diversi test, nelle scorse ore il dispositivo è stato mostrato in funzione durante la stampa di un edificio di tre metri e mezzo composto da una combinazione di schiuma e calcestruzzo, mantenendo lo spazio per l’inserimento di tubi e cavi sul fianco.

Non solo costruzione

Il responsabile del progetto Steven Keating, che ha recentemente completato il dottorato in ingegneria meccanica, comunica nel suo paper del MIT tutto il suo entusiasmo, prevedendo di poter utilizzare macchinari di questo tipo, in futuro, anche per le costruzioni su altri pianeti. Lo stesso Keating non si riferisce alla struttura come una stampante 3D, ma come una piattaforma, con lo scopo di creare un sistema robotico in grado di compiere differenti funzioni per costruire strutture e scavare, oltre alla stampa.

Un progetto estremamente interessante, un futuro che trovo più vicino di quanto possa sembrare, almeno considerando la velocità e la sempre maggiore efficienza che i robot come la Digital Construction Platform (questo il suo nome) mostrano.

Andrea Careddu

Ho 22 anni e studio Comunicazione alla Carlo Bo di Urbino. Scrivo di Tech e Social Media. Racconto gli eventi dall'interno. Amo la fotografia. Studio Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono @acareddu ovunque o quasi.

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