The Town of Light: quando le emozioni sono trasposte in un videogioco

La LKA annuncia il remastered per console, presentando l'horror psicologico, The Town of Light

Dal 1952 ad oggi abbiamo assistito ad un’evoluzione rapida del videogioco. Si è passati dal primo Tetris ai vari Horizon, Super Mario e Destiny. Le case produttrici hanno fatto carte false pur di accaparrarsi la miglior apparecchiatura e i migliori sviluppatori. Fortunatamente non bisogna passare sempre per case affermate e plurimilionarie per poter apprezzare un gioco. Difatti negli ultimi anni, grazie soprattutto ai particolari meccanismi che si sono innescati nel mercato videoludico e nella cosiddetta “Console War” – in parole povere la guerra nella produzione della miglior console con esclusive videoludiche annesse – si è sviluppata una politica che ha permesso a case indipendenti di poter proporre con più facilità nuovi progetti. Solitamente sono case gestite da ragazzi appassionati che propongono format di videogames più o meno innovativi.

The Town of Light è un videogioco particolare, poiché rientrando nel genere Horror Psicologico è in grado di innescare un susseguirsi di emozioni che lasciano spazio ad ampie riflessioni, oltre alla ricerca partecipativa per ricucire i fili della storia. Pochi sono stati gli esempi di tale format fino ad oggi, anzi possiamo dire che sia il secondo a entrare in questa categoria. Ovviamente tutte le novità devono essere provate, prima di essere giudicate. Quello in questione è un videogioco che sa veramente emozionare, grazie alla trama e soprattutto ai dettagli. Quando ci si ritrova dinanzi ad una storia del genere, che riesce a creare un’esperienza unica, non si può far altro che apprezzare.

The Town of Light è capace di trasmettere i conflitti interiori, in questo caso di Renée, rivivendo la sua storia. In breve il game, come detto, entra a far parte della categoria Horror Psicologico, nella quale primeggia Slender, del 2012. La trama del gioco è basata su ampie ricerche e si ispira a fatti realmente accaduti. La vicenda ha luogo nell’ex manicomio di Volterra (PI). Qui la protagonista Renée, un tempo paziente, torna per scoprire la verità che si nasconde in quel luogo.

Uscito a Febbraio 2016 per PC, ha raccolto non pochi apprezzamenti, tanto da farlo diventare, nel giro di un anno, disponibile per console. La pubblicazione è prevista per il 6 giugno. In realtà sono ben pochi i videogiochi che riescono a generare un’immersione totale. Ciò che si apprezza fin da subito di questo titolo è la trama coinvolgente. Non a caso è inserita in un particolare frammento di esclusione sociale e reclusione soprattutto, il manicomio. In quei luoghi la vita era totalmente annullata; il passato non esisteva. L’essere umano veniva spogliato delle sue storie, della sua vita e della sua essenza di essere sociale.

The Town of Light sa generare soprattutto un’unione totale tra il giocatore e la protagonista, grazie anche alla sua giocabilità in prima persona. Questo tipo di esperienza è venuta a mancare negli ultimi cinque o sei anni, in cui si è data troppa importanza alla grafica e ai dettagli minimi, come le ombre,  dei quali abbiamo fatto a meno per oltre un decennio. Prima di dare sentenze definitive bisognerà attendere qualche settimana. Ai videogiocatori l’ardua sentenza.

Enzo Auriemma

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