Totò Riina: richiesta morte dignitosa per il boss della mafia, l’eco delle risate di Borsellino e Falcone

Il mondo si indigna alle richieste del boss della mafia, ha diritto ad una morte dignitosa. Si tratta di salute o affari esterni?

Il Capo dei Capi di Cosa Nostra, ormai ultra ottantenne, comincia ad avere qualche acciacco di troppo ed ha avuto la straordinaria idea col proprio avvocato di richiedere una sospensione della pena, per una morte dignitosa.

Sì, avete letto bene, dignitosa.
Perché questo povero uomo, non può morire fra le sbarre, ormai ha una certa età e come ogni essere umano ha diritto di morire felice e contento, con tutti i suoi sudditi mafiosi a venerarlo.
Ma vi chiarisco meglio ciò che è successo; la corte costituzionale apre la possibilità di un differimento della pena o della concessione degli arresti domiciliari per Totò Riina, in relazione alle sue condizioni di salute. La Cassazione ritiene che si debba affermare l’esistenza del diritto a morire dignitosamente. Infatti, si legge nella relazione dell’ospedale di Parma depositata nel processo, che il capo di Cosa Nostra rischia la morte improvvisa, causata da una forma di cardiopatia di cui soffre il boss. Così la difesa di Riina, rappresentata dall’avvocato Mirko Perlino, richiede di valutare le sue condizioni di poter stare in giudizio. Da quello che vien dichiarato però, si sostiene che non sia in grado di esprimersi, che non è in gradi di prendere una cornetta del telefono in mano perché gliela deve tenere  un agente della polizia penitenziaria. La difesa ha chiesto la sospensione quindi del processo in accusa al capo di Cosa Nostra. Richiesta respinta dai giudici che sostengono che Riina ha la “Piena capacità di intendere e di volere”.

Tutto ciò, mi ha fatto ricordare le tragedie, il sangue, le morti indette da quest’ uomo. Allora mi sono posta molte domande: come si può umanamente, ma anche giuridicamente parlando, richiedere l’annullamento di una pena per motivi di salute, quando all’interno del carcere c’è l’assistenza medica e in casi gravi il trasferimento in ospedale. Si è parlato di dignità e questo è quello che personalmente mi ha colpito di più; primo, perché ci sono altri detenuti che muoiono dietro le sbarre e magari per reati meno gravi, quindi non capisco perché Riina debba avere dei privilegi speciali (forse perché soffre ancora di mania del potere). Secondo, per rispetto di tutti coloro che hanno lottato tutti questi anni, per liberarci dalla mafia e per portare un pò di giustizia in Italia. Mi sono venute in mente le morti di Falcone e Borsellino e per quanto fossero delle morti orribili e crudeli, loro sono morti con DIGNITÀ e ciò che deve capire il capo di Cosa Nostra e che lui non potrà averla mai, né dentro e né fuori dal carcere, perché un essere come lui la dignità non l’ha mai posseduta.

Sperando che questa vicenda ricordi a tutti noi, quante e quali belle persone hanno perso la vita per poter avere la propria libertà e che hanno permesso di arrivare al maxi processo, così chiamato il processo penale avvenuto a Palermo per i crimini di mafia. Non permettiamo di annullare tanti anni di lavoro e sacrifici da parte non solo dei giudici ma anche di chi senza paura, tra civili, poliziotti, scorte e di chi ogni giorno denuncia il pizzo, fa sentire la propria voce.

Luana Cadeddu

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