Umberto Saba: “Tre momenti”, poesia al gioco del calcio

Umberto Saba (1883-1957), capostipite dell'antinovecentismo, ci regala una meravigliosa poesia dedicata al gioco del calcio

Umberto Saba (1883-1957) poeta ed intellettuale tra i più grandi del ‘900 italiano, fu il fondatore di quella straordinaria tendenza in poesia nota come antinovecentismo, così nominata da P.Paolo Pasolini per le sue caratteristiche profondamente diverse dalla tradizionale produzione del secolo, ispirata a motivi simbolisti e surrealisti. La poesia di Saba è caratterizzata, invece, da una forte prosaicità narrativa ed è una poetica del quotidiano e delle cose semplici con una radicale discesa di tono, che nel caso specifico vede la costante presenza della dimensione di Trieste (città natale di Saba) al centro della sua ispirazione, in particolar modo la città vecchia, con i suoi vicoli malfamati, colorati e vibranti di vita tra il popolo. Tale corrente poetica pur nella sua apparente semplicità, racchiude profondi significati e riflessioni in una ricerca di verità e primordiali istinti, raccontando la vita di tutti i giorni e i suoi miracoli profani.

La poesia scelta oggi, dedicata ad una partita di calcio giocata dalla squadra della sua amata città, dimostra non solo tale “ricerca poetica” ma anche l’amore degli italiani per questo sport, manifestato sino a ieri, con enorme commozione, per l’addio alle scene del capitano Francesco Totti, storico giocatore della Roma.

Credits photo: oilproject.org

Tre momenti

Di corsa usciti a mezzo il campo, date
prima il saluto alle tribune.
Poi,quello che nasce poi,
che all’altra parte rivolgete, a quella
che più nera si accalca, non è cosa
da dirsi, non è cosa ch’abbia un nome.

Il portiere su e giù cammina come sentinella.
Il pericolo lontano è ancora.
Ma se in un nembo s’avvicina, oh allora
una giovane fiera si accovaccia
e all’erta spia.

Festa è nell’aria, festa in ogni via.
Se per poco, che importa?
Nessuna offesa varcava la porta,
s’incrociavano grida ch’eran razzi.
La vostra gloria, undici ragazzi,
come un fiume d’amore orna Trieste.

(da “Il canzoniere” – vol. III, “Parole” 1933-34)

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

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