WhatsApp down, quanto poco basta per sentirsi tagliati fuori

WhatsApp down e le sue implicazioni

Ora che scrivo, di prima mattina, ci sono ancora tanti aggiornamenti di stato su Facebook che ne parlano, decine di tweet, e così via. Qualora non si fosse capito, tra ieri sera e stamattina c’è stato un WhatsApp down a livello globale, con servizio non funzionante per ignoti motivi. Analizziamo dunque il possibile motivo del malfunzionamento, le perdite di utenza che ne possono conseguire, e anche le implicazioni che possono esserci a livello sociale.

WhatsApp down, è il momento delle chat in evidenza?

Ne abbiamo parlato alla fine di aprile, e ora potrebbero effettivamente essere in arrivo le chat in evidenza sul servizio di messaggistica. Può capitare infatti che, nel cercare di rendere disponibile una nuova funzione, il servizio riscontri dei problemi nel funzionamento. Sono stati in diversi ad ipotizzare che il down dell’applicazione sia legato all’introduzione di novità, su tutte la già citata possibilità di impostare conversazioni fissate in alto. È possibile, ma non una certezza assoluta.

La cosa però che più mi colpisce è come la gente venga risvegliata da questo tipo di problemi, generando una marea di contenuti a tema. Anche il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha risposto con un commento sul disservizio, sottolineando come i tecnici fossero già al lavoro per ripristinarlo.

whatsapp down

Fonte immagine: Facebook

E se le alternative fossero migliori?

I sostenitori di Telegram (e presumibilmente anche di altre app concorrenti) hanno ovviamente approfittato del down per cercare di convertire gli utenti WhatsApp – come si può vedere nel post di seguito.

Visto che #WhatsApp è down potreste dare un'occasione a #Telegram e spostarvi con i vostri migliori amici lì

تم نشره بواسطة ‏‎Patryk Rzucidło‎‏ في 3 مايو، 2017

Effettivamente non c’è momento migliore di quello in cui il servizio leader non funziona, per insidiare la leadership dello stesso. Approfittare delle cadute degli altri, è la base della concorrenza. Per non parlare dell’effetto che ha tale comportamento se portato avanti direttamente, in maniera spontanea, dagli utenti. In questo senso potrebbe essere sensato avere pronti, sul proprio smartphone o tablet, dei servizi alternativi. Non funziona WhatsApp? Avere già Telegram è un risparmio di tempo, una tutela.

Attenzione però, perché ad utilizzare un servizio diverso da quello principale, potreste accorgervi che spesso principale non significa migliore. Potreste accorgervi che (in questo caso Telegram, ma non solo) il più utilizzato è più arretrato rispetto alla concorrenza. Un esempio molto semplice: già da tempo su Telegram è possibile fissare in alto una conversazione, mettere una chat in evidenza insomma, funzionalità che dovrebbe arrivare presto su WhatsApp.

WhatsApp down e ricerca di solidarietà

Al di là della caduta di WhatsApp, che può essere interessante sino ad un certo punto di per sé, quello che è estremamente interessante è come il mondo abbia reagito al fatto. Per qualche ora WhatsApp non è stato utilizzabile: d’un tratto il mondo sembrava essere tornato all’età della pietra. Chi semplicemente si lamenta, chi “bacchetta” i dirigenti, chi fa battute (giustamente).

A prescindere dal contenuto pubblicato, fa riflettere che la risposta a WhatsApp down sia stata una creazione di contenuti di massa. Un tweet, un commento, una frase, una vignetta comica. Una potenza di fuoco che raramente si riscontra sui social media. Fa riflettere come veramente, e profondamente, come WhatsApp (così come Facebook, Messenger e gli altri servizi con tantissimi utenti) sia diventato una nostra estensione, qualcosa che se c’è è percepito come naturale, ma se non c’è diventa come un arto fantasma, qualcosa che fa parte di noi in maniera permanente e d’un tratto sparisce.

Andrea Careddu

Ho 22 anni e studio Comunicazione alla Carlo Bo di Urbino. Scrivo di Tech e Social Media. Racconto gli eventi dall'interno. Amo la fotografia. Studio Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono @acareddu ovunque o quasi.

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