Caffè: le origini, il mito, le curiosità ed una poesia inedita

Il rito del caffè è sacro per ogni italiano. Ma quanta storia è racchiusa dentro la vostra tazzina? Leggende, curiosità ed una poesia inedita per celebrare la bevanda più famosa al mondo

Che sia lungo, ristretto, macchiato, decaffeinato o all’americana, il caffè accompagna e scandisce la vita di ogni italiano (e non solo) da quasi cinque secoli.

Diffusosi inizialmente nel mondo arabo, venne introdotto in Italia, per la prima volta, a Venezia (visti i suoi rapporti commerciali con l’Oriente)  nel 1645, anno in cui comparvero le prime botteghe -si ricordi, ad esempio, la celebre commedia di C. Goldoni La bottega del caffè (1750), quivi ambientata- e sempre nel corso del XVII secolo si diffuse anche in Inghilterra e in Francia. Il caffè venne conosciuto dunque in Europa con il nome provvisorio di “vino d’Arabia” e condannato dalla Chiesa come bevanda del diavolo, per le sue proprietà fu per anni (preparato “alla turca”, sciolto nell’acqua) una bevanda da taverna.

Fu soltanto il Secolo dei lumi (‘700) a conferire successo e prestigio alla bevanda importata attraverso, soprattutto, l’istituzione dei celebri Café letterari parigini, luoghi d’incontro di letterati e rivoluzionari che meditavano sui grandi temi del loro tempo, sulla Rivoluzione, su ideali politici, economici e sociali. Questi salotti intellettuali, si affermarono anche in Italia dove, dal pieno clima riformista dell’Illuminismo lombardo ne nacque, addirittura, una rivista: Il Caffè (dal giugno 1764 al maggio 1766), figlia della brillante iniziativa dei fratelli Pietro e Alessandro Verri.

Il fermento culturale e illuminato di quegli anni si sposava perfettamente con le proprietà stimolanti della bevanda che acquisì una funzione socializzante molto interessante. Ancora oggi il caffè è un momento di incontro e di scambio, oltre che un piacere personale.

Dunque, sarà la leggerezza della rima che introdurrà questo breve viaggio nel mondo del caffè, ripercorrendo la storia racchiusa nella vostra tazzina:

Nero il tuo chicco,
embrione del mondo
Frutto proibito
amaro ricordo

Macina aroma
senza padrone
del vecchio Brasile eri il signore

Fertile terra bagnata di sangue
per ogni schiavo eri un diamante

Fonte di riti
pagano peccato
di ogni uomo fai schiavo il palato.

Eccita i sensi
sveglia il piacere
oro pregiato dentro il bicchiere.

La parola caffè deriva dal termine arabo “qahwa”

Qahwa che in italiano sta a significare “eccitante”, in origine identificava una bevanda prodotta dal succo estratto da alcuni semi, che provocava effetti eccitanti. Da qui alla parola turca kahve e all’italiano caffè il passo è stato breve. Ma c’è chi sostiene che il nome in realtà derivi da Caffa, regione dell’Etiopia dove cresce spontaneamente.

Alcune leggende raccontano che i primi ad accorgersi della commestibilità delle bacche del caffè furono dei monaci etiopi verso l’850 d.C. , perché le loro capre le avevano mangiate. Da questi semi ne ricavarono un decotto che gli aiutava a rimanere svegli durante le veglie e le preghiere notturne.

Un’altra narra invece, ad esempio, che un enorme incendio si propagò in un vastissimo territorio dell’Abissinia, coperto da piante spontanee di caffè facendo diffondere a decine di chilometri di distanza l’aroma di quella che fu considerata una gigantesca torrefazione naturale.

Ma accanto ai numerosi miti sull’origine e la diffusione del caffè s’intrecciano le tristi vicende successive alla sua straordinaria diffusione nel mondo occidentale che, a causa della richiesta sempre più alta, ne intraprese un grande progetto di coltivazione intensiva nei territori dell’america latina, in particolar modo in Brasile, perché se c’è un paese nel mondo che può essere a buon diritto chiamato “la nazione del caffè”, quello è il Brasile, che esporta circa il 30% della quantità mondiale.

Credits photo: brasilevacanze. net (Portinari. Il raccoglitore di caffe’)

Il fenomeno del colonialismo tra ‘700/’800 ad opera delle grandi potenze europee è stato improntato sullo sfruttamento dei territori conquistati: dalle risorse minerarie a quelle agricole.

Attraverso una coltivazione intensiva vennero istituite le sterminate piantagioni di caffè di Bahia e di Rio de Janeiro, e le opulente fazendas del XIX secolo, che così sontuose dominano tuttora le dolci vallate coltivate a caffè. Qui vennero impiegati milioni di schiavi neri, importati dal continente africano per la continua e altissima richiesta di manodopera, che determinò la nascita della straordinaria percentuale etnica che ha colonizzato il Brasile, con i suoi riti e le sue tradizioni di ispirazione africana.
Ed ecco che la storia dietro ogni chicco è anche segnata, accanto a secoli di leggende e affascinanti racconti, da storie di sangue, sfruttamento, potere, violenza e uomini dalla pelle color del cacao, almeno fino allo Slave Trade Act, istituito dal Parlamento Inglese, effettivo dal 1º gennaio 1808, con cui venne abolita la tratta degli schiavi, dando inizio al lento processo di abolizione della pratica della schiavitù (guarda il film Amazing Grace, 2006).

 

Credits photo: lesediteurslibres.blogg.org

 

Ma perché il caffè espresso italiano è tanto apprezzato nel mondo?

Senza dubbio è a causa del suo gusto particolare, più intenso e aromatico rispetto ai caffè preparati con altre tecniche (per esempio con filtri).

La macchinetta, ideata in Italia, è costruita in modo che, quando l’acqua inizia a bollire, il vapore sviluppato non può sfuggire, ma viene compresso in uno spazio chiuso sopra all’acqua stessa. Nella preparazione dell’espresso si sfrutta cioè un principio fisico per cui, all’aumentare della pressione esercitata sull’acqua, aumenta anche la temperatura di ebollizione. L’origine del termine “espresso” è incerta, ma forse deriva proprio dal procedimento di preparazione e cioè dai termini extra e pressione.

Molte, insomma, le curiosità sulla bevanda più bevuta nel pianeta (dopo l’acqua): ogni giorno al mondo si consumano infatti quasi 1,6 miliardi di tazze di caffè e l’Italia si trova solo al dodicesimo posto nella classifica, mentre al primo posto troviamo la Finlandia, con 12 kg di caffè l’anno pro-capite.

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

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