Cara Lazio, sei diventata grande

Gli acquisti importanti di Leiva e Nani, tanti giovani, e la consacrazione dei pezzi pregiati dello spogliatoio

Anni di critiche, contestazioni, grandi colpi di mercato, qualche trofeo e (per dovere di cronaca) innumerevoli scommesse perse. Acquisti non sempre all’altezza delle aspettative dei tifosi, e una presidenza che nel tempo sicuramente non ha fatto molto per tendere la mano nei confronti dei tanti supporter biancocelesti.

La passata stagione per Lazio era iniziata tra le polemiche e lo sconforto generale, il mancato arrivo di Bielsa e un Inzaghi richiamato quando era praticamente già con un piede a Salerno hanno contribuito a rendere l’ambiente nei dintorni di Formello un vero e proprio focolare di proteste.

Poi una svolta con nome e cognome ben precisi: quel Simone Inzaghi arrivato in punta di piedi e che con il sudore della fronte si è preso in braccio una piazza calda come quella laziale. Una stagione fatta di grinta, cuore e ottimi risultati ottenuti. Il tutto conclusosi con la qualificazione in Europa League e la finale di Coppa Italia, persa poi contro i campioni d’Italia e vice Campioni d’Europa della Juventus. Una stagione da incorniciare insomma, ma che visti i precedenti non lasciava presagire nulla di positivo per la stagione che doveva cominciare qualche settimana più tardi.

Una campagna acquisti da impostare e un’ambiente che non lascia molte possibilità di errore.

Finalmente grandi

Milinkovic Savic

The Sun

Il nuovo anno per la Lazio è iniziato nel migliore dei modi, un trofeo alzato al cielo proprio contro la Juventus e una campagna acquisti che finalmente dopo tanto tempo ha lasciato (quasi) tutti soddisfatti. Le cessioni di Hoedt, Biglia e Keita sono state un capolavoro, per come sono arrivate e per i soldi entrati nella casse della Lazio.

Lucas Leiva e Nani hanno portato quell’esperienza internazionale e quei valori tecnici di cui si aveva bisogno da tanto, e l’innesto mirato di alcuni giovani prospetti ha messo nelle mani di mister Inzaghi una Lazio che, almeno sulla carta, può lottare per un posto nell’Europa che conta.

Unico neo la difesa, la non cessione di De Vrij è già un’ottimo colpo, ma tecnico e tifosi avrebbero preferito l’arrivo in rosa di un colpo importante dopo la partenza di Hoedt verso la Premier League. A gennaio comunque dovrebbe arrivare un altro giocatore d’esperienza e sostanza come Caceres, solamente a quel punto potremmo definire completa l’opera.

La consacrazione

La passata stagione è stata fondamentale per mettere i mostra le doti dei tanti gioiellini in rosa. Un rinato Immobile e uno straordinario Milinkovic-Savic su tutti a trascinare la squadra nei momenti di difficoltà. Unica nota, forse, non proprio intonatissima è stata Felipe Anderson, sicuramente il giocatore più tecnico in rosa, ma che ancora non è riuscito a fare il salto di qualità dal punto di vista della mentalità e della continuità in campo.

Anche in Europa

La partita in Europa League, giovedì in casa del Vitesse, squadra ricca di talenti, ha sancito quella definitiva consacrazione di cui si aveva bisogno. Una squadra che non molla mai, in grado di recuperare due volte uno svantaggio e che riesce a mettere sotto pressione l’avversario per 90 minuti. Il tutto condito da una buona sorte che spesso è mancata su quella sponda del Tevere, e che ora sembra aver trovato la via di Formello.

Squadra matura e che ha imparato a soffrire. Non più una sorpresa ma una realtà di cui tutti parlano. Ora non è più possibile sbagliare.

Tommaso Calascibetta

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