Il Giro d’Italia numero 100 parla olandese: vince Dumoulin

Vittoria meritata dell'olandese, dopo la crisi della tappa di Bormio. Nibali buon terzo.

Se non fosse stato per quell’attacco di dissenteria che lo ha sorpreso a 25 km dall’arrivo del tappone di montagna Rovetta-Bormio, forse Tom Dumoulin avrebbe ipotecato la vittoria del Giro d’Italia del centenario ben prima di arrivare alla cronometro conclusiva con passerella in quel di Milano. E forse non avrebbe acceso le speranze di Vincenzo Nibali e di Nairo Quintana che, negli ultimi giorni della corsa a tappe, quelli delle vette più alte e delle salite più impervie, quelli in cui la classifica generale si può rivoluzionare, hanno creduto di poter portare a casa la maglia rosa tanto ambita che, invece, è tornata su quello che, per costanza di rendimento, è il vincitore più giusto di questo Giro. Oltretutto è il primo olandese ad aver vinto la corsa a tappe italiana.

E proprio Quintana la vittoria al Giro l’ha subodorata, anzi l’ha proprio assaggiata: venerdì 26 si è preso la maglia rosa dopo la diciannovesima tappa da San Candido a Piancavallo e l’ha indossata anche nell successiva giornata, la penultima. Il colombiano dalla faccia triste, quindi, si è presentato da numero uno alla partenza della cronometro individuale di Monza, l’ultima passerella che portava dritti dritti sotto l’Arco della Pace di Milano. Troppo forte Dumoulin nelle corse contro il tempo, troppa la differenza tra uno specialista come l’olandese e uno scalatore puro come Nairo che, comunque, il Giro d’Italia l’aveva vinto nel 2014. Il corridore della Sunweb si è classificato secondo nell’ultima tappa, a 15 secondi dal connazionale Jos van Emden, staccando Quintana di 1’14”; Vincenzo Nibali è arrivato a 54″ dal vincitore della corsa a tappe in rosa.

Proprio lo Squalo di Messina, terzo nella classifica finale, merita comunque un plauso da parte dei tifosi e degli appassionati italiani. Fantastica la sua vittoria a Bormio, proprio nel giorno della crisi di Dumoulin, quando ha rifilato 12″ a Quintana in salita; e soprattutto la continua conferma del suo livello altissimo in tutte le corse a tappe: quando va male, Nibali sale sul podio. Al Tour o al Giro, con la stessa sicurezza e dando sempre la sensazione di essere protagonista e consapevole del proprio valore.

“Più di questo davvero non potevo fare, le energie erano proprio al lumicino – ha dichiarato Nibali alla Gazzetta dello Sport -. In fondo le cronometro sono state l’ago della bilancia di questo Giro. Io purtroppo ho avuto due giornate no, sul Blockhaus e a Oropa, quando mi sono mancate le gambe e ho un po’ sbagliato la gestione”.

Tom Dumoulin, nato l’11 novembre 1990 a Maastricht, è alla prima vittoria di una grande corsa a tappe: prima del trionfo al Giro d’Italia numero 100, infatti, l’olandese ha conquistato due tappe al Tour de France, due alla Vuelta e ha conquistato la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio 2016.

Emanuele Giulianelli

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