Muore Ciro Cirillo: ex presidente della regione Campania sequestrato dalle brigate rosse nel 1981

Il mondo della politica è in lutto per la morte dell'ex esponente della DC, ricordato da tutti per il suo sequestro ad opera delle Brigate Rosse. Ancora l'opinione pubblica attende che vengano svelati i meccanismi e gli accordi che portarono alla sua liberazione

É di qualche ora fa la notizia della morte, a 96 anni, di Ciro Cirillo, protagonista, suo malgrado, con l’episodio del suo rapimento, di quel periodo  di terrore e violenza che paralizzò l’Italia tra gli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 del secolo scorso (i così detti anni di piombo), tra stragi, sequestri e presunte “trattative stato-mafia”.

Impiegato alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura a Napoli, Cirillo fu un esponente della Democrazia Cristiana, al seguito di Antonio Grava, e negli anni ‘60 ricoprì a lungo la carica di segretario provinciale del partito. Nel 1969 divenne presidente della provincia di Napoli e restò in carica fino il 1975. Eletto successivamente presidente della regione Campania nel 1979.

Ricordato per il rapimento del 27 aprile 1981, avvenuto nel garage della sua casa a Torre del Greco, Cirillo venne sequestrato da un comando di cinque uomini appartenenti alle Brigate Rosse capeggiati da Giovanni Senzani. Durante il conflitto a fuoco restarono uccisi l’agente di scorta Maresciallo di P.S Luigi Carbone e l’autista Mario Cancello. Il suo sequestro durato 89 giorni, fu al centro di durissime polemiche: a differenza del sequestro di Moro, infatti, lo Scudo Crociato optò per la trattativa con i terroristi. All’alba del 24 luglio del 1981, Ciro Cirillo venne rilasciato in un palazzo abbandonato a Poggioreale. Il giorno prima le Brigate Rosse comunicarono la liberazione a seguito del pagamento di un riscatto da un miliardo e 450 milioni di lire.

La liberazione avvenne tramite intrecci mai del tutto chiariti, che videro probabilmente anche la mediazione di Francesco Pazienza, faccendiere legato ai servizi segreti e Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata. Vent’anni dopo il sequestro, Cirillo concesse un’intervista al giornalista Giuseppe D’Avanzo in cui affermò d’aver scritto la sua verità sulla sua vicenda e di averla depositata presso il suo notaio con la volontà di volerla rendere nota solo dopo la sua morte cosa poi smentita in un’intervista a Il Mattino di Napoli, inoltre, gli venne chiesto dal suo partito di ritirarsi dalla politica, cosa che egli fece. La vicenda del sequestro di Cirillo è riportata nel romanzo Il camorrista di Giuseppe Marrazzo al quale è ispirato il film omonimo di Giuseppe Tornatore.

L’ultima uscita pubblica risale all’anno scorso, quando decise di festeggiare insieme ai figli, nipoti e gli altri parenti i suoi 95 anni. Era il Febbraio 2016 quando convocò i suoi cari al Circolo Nautico di Torre del Greco per un pranzo al quale presero parte diversi amici politici della vecchia Democrazia Cristiana, in particolare della città vesuviana dove risiedeva. Per l’occasione fu presente anche il sindaco Ciro Borriello.

I funerali dell’ex governatore si svolgeranno Lunedì a Torre Del Greco alle ore 16.30 nella chiesa dei Carmelitani Scalzi a corso Vittorio Emanuele. Lo si apprende da fonti del Comune.

Chissà se ora,  dopo la sua morte, i segreti degli ” anni di piombo” verranno a galla.

Luana Cadeddu

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