Alexander McQueen, l’animo gotico e ribelle della moda

Nel corso della sua carriera Alexander McQueen ha portato in passerella collezioni sbalorditive, sempre in netto contrasto con i canoni dell'Alta Moda, ma che oggi rimangono una testimonianza indelebille del genio creativo di questo stilista dall'anima ribelle ed irrequieta

Sono passati sette anni dalla scomparsa di Alexander McQueen, morto suicida nella sua abitazione di Londra all’età di 40 anni, eppure ancora oggi nessuno è riuscito a riempire quel vuoto tra il gotico e il trasgressivo lasciato dallo stilista inglese.

Anima ribelle e irrequieta, sempre in contrasto con i diktat della Couture, Alexander McQueen si fece notare per le sue creazioni dal sapore gotico e provocatorie che gli procurarono l’appellativo di hooligan. Sempre alla costante ricerca del bello oltre le sue forme, quasi “unconventional”, trasportò le sue inquietudini all’interno degli abiti scultorei da lui realizzati dando vita a capolavori di alta sartoria dal forte impatto emotivo. McQueen considerava la moda una forma d’arte tout court (strettamente collegata alla storia e al teatro) tuttavia non uniforme e armonica nelle forme, ma piuttosto eclettica, non convenzionale e oltre i limiti dell’estro creativo. Il costante bisogno di superamento dei limiti portò alla realizzazione di creazioni fuori dal comune, mai viste prima, ancora oggi ammirate ed apprezzate per la loro eleganza trascendentale.

Alexander McQueen, l'animo gotico e ribelle della moda

 

Alexander McQueen, l'animo gotico e ribelle della moda

Figlio di un tassista e di un’insegnante, Lee Alexander McQueen lasciò all’età di 16 anni gli studi per dedicarsi alla sua grande passione. Appena ventenne si trasferì a Milano dove lavorò per Romeo Gigli, tornato a Londra nel 1992 completò la sua formazione presso la Saint Martin’s School of Art e lanciò la sua prima linea di moda. Quattro anni dopo prese il posto di John Galliano come capo disegnatore di Givenchy, ruolo che ricoprì fino al 2001 quando -lasciata la maison Givenchy- lanciò il marchio che porta il suo nome. Nel corso della sua breve, ma intensa, carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui stilista inglese dell’anno, per ben quattro volte, e stilista dell’anno dal consiglio Fashion Designer Awards nel 2003.

Nel 2013 il Victoria and Albert Museum di Londra gli dedicò una mostra “Savage Beauty” in cui vennero esposte più di duecentoquaranta accessori e abiti realizzati dallo stilista nel corso della sua carriera, dalla prima linea realizzata durante il Master alla Saint Martin’s School of Art a “Platos Atlantis” sua ultima collezione prima del suicidio.

 

La sua morte sconvolse il mondo della moda lasciando un vuoto ancora oggi incolmabile. Durante gli anni della sua sfavillante carriera, Alexander McQueen ha portato in passerella collezioni sbalorditive, scultoree e irriverenti, sempre in netto contrasto con i classici canoni dell’Alta Moda, ma che oggi rimangono una testimonianza importante ed essenziale del genio creativo di questo giovane stilista dall’anima ribelle ed irrequieta.

 

Viviana Guglielmino

Studentessa di lettere moderne, assidua collezionista di Vogue e amante della storia della moda. Scrivo per passione e leggo per diletto. Credo ancora nel giornalismo, nel sapere e nell'informazione quella vera

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