Elezioni in UK, May perde la maggioranza

Theresa May ha non vinto. Uk in stallo dopo le elezioni. Corbyn vincitore morale

Maggioranza , ma non assoluta, per la leader britannica conservatrice Theresa May: in una tornata elettorale indetta apposta per ottenere più libertà di movimento, ciò equivale ad una sonora sconfitta.

Il partito laburista di Jeremy Corbyn è infatti stati in grado di ottenere 261 seggi in Parlamento,  il 40,8%, tallonando il 42,40% vinti dai conservatori che per ora contano 315 seggi (ne servono almeno 326 per poter contare su una maggioranza assoluta).

Ma anche la sorpresa è relativa. Lo scorso 18 aprile, May aveva annunciato a sorpresa di voler ricorrere al voto anticipato, forte dei sondaggi che al tempo davano il suo partito come super favorito (21 punti percentuali davanti ai Laburisti). Nel frattempo, però, a raccogliere il guanto della sfida è stato Corbyn e, stupendo i sudditi di Sua maestà, è riuscito a trovare il punto debole di May e a rivoltare la campagna elettorale in suo favore.

Corbyn ha capito che far della Brexit il proprio cavallo di battaglia non avrebbe ripagato. La sua campagna elettorale ha puntato sulle questioni sociali impellenti dei cittadini inglesi – maggiore spesa pubblica, rimodulazione del sistema di tassazione per i più abbienti, politiche del lavoro -, lasciando a May la gran parte dello “sporco lavoro” sulla Brexit. La sua immagine da outsider laburista con nulla da perdere e tutto da guadagnare a livello elettorale, la capacità di ricostruire una base giovane e il suo appeal hanno fatto il resto.

Dal canto suo, chiamando i cittadini alle urne May ha ottenuto esattamente il contrario di quanto prospettato: sperava in una maggioranza più stabile che le coprisse le spalle durante i negoziati per la Brexit, si ritrova con un Parlamento (presumibilmente un hung Parliament,  il cui destino è “appeso” proprio alla collaborazione dei deputati di altri partiti) in cui è costretta a scendere ancora più a compromessi. Con chi? I Liberal Democratici hanno ottenuto 13 seggi, ma non sembrano molto propensi a un’eventuale alleanza: in Europa la May sta portando avanti negoziati per una hard Brexit che invece i Libdem rivedrebbero volentieri.
Si pensa allora a un accordo con i deputati del Partito Unionista Democratico (DUP) dell’Irlanda del Nord, che ha vinto 10 seggi, ma neanche loro sono troppo allettati dalla piega che hanno preso i negoziati per la Brexit. Per lo meno, però, rappresentano un bacino di voti conservatori e di certo propendono più per May che per i laburisti di Corbyn.

Liliana Farello

Aquilana, classe '93, attualmente studio Relazioni Internazionali alla Sapienza di Roma. Nel mio futuro mi piacerebbe vedere cosa c'è dall'altra parte del mondo, ci sto lavorando.

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