Kennedy, Trump pronto a svelare tutta la verità

In un tweet il presidente americano ha annunciato che gli ultimi documenti secretati sull'assassinio del presidente verranno resi pubblici

Donald Trump l’aveva annunciato, in pochi ci avevano creduto ed ecco il colpo di scena: verranno resi pubblici gli ultimi documenti segreti riguardo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. La notizia dell’intenzione da parte del presidente era già arrivata inaspettata, in un periodo particolare per la politica americana e oltretutto via Twitter direttamente da Trump. Il New York Times aveva subito richiesto un commento ufficiale alla Casa Bianca ma l’appello era rimasto inascoltato. Fino alla decisione finale. Perché allora rivelare una simile intenzione giocando d’anticipo?

JFK Records Act

A dirla tutta il momento è storico: secondo una legge del 1992, il JFK Records Act, tutti i documenti sulla morte del presidente Kennedy avrebbero dovuto essere resi pubblici entro il 26 ottobre di quest’anno. Tale legge era stata approvata con l’intenzione di placare le mille teorie complottiste che tutt’ora esistono e si alimentano di continuo. Una clausola però rimetteva nelle mani del presidente in carica la decisione di rendere pubblico quanto ancora non lo era: se un qualsiasi elemento avesse potuto nuocere alla sicurezza nazionale, veniva data piena facoltà al mister president di posticipare la data del rilascio di tali documenti all’infinito. Evidentemente per Trump questo pericolo non sussiste.

fonte foto: nydailynews.com

I custodi dei documenti top secret

Non è dunque tutta farina del sacco del presidente. Si parla di una mole impressionante di documenti che riguardano l’omicidio di Kennedy. Basti considerare che dal 1994 al 1998 sono stati declassificati, quindi rilasciati, ben 60.000 documenti. I top secret, quelli che dovranno essere resi noti, sono circa 5.000 pagine. Documenti raccolti negli anni e archiviati dalla National Archives and Records Administration (NARA) provenienti dalle agenzie di intelligence ma anche da comuni cittadini. Ben 3.000 documenti: ma saranno veramente utili al caso?

Tra preoccupazione e ricerca della verità

Se da una parte la notizia è stata accolta con entusiasmo, dall’altra ha suscitato preoccupazioni. Queste sono riconducibili, secondo l’intelligence, al fatto che in questi documenti ci sarebbero elementi troppo recenti che rivelerebbero il modus operandi delle indagini, alcune delle quali condotte dalla C.I.A. e relativamente recenti poiché risalenti agli anni 90. L’opinione pubblica è divisa: chi si schiera scettico e allarmato dalla parte del segreto e chi invece invoca e pretende dopo anni, la verità “o almeno di sapere di cosa sono stati tenuti all’oscuro dal governo per tutti questi anni” ha commentato Larry Sabato.

fonte foto: espresso.repubblica.it

Il momento storico non è dei migliori per gli USA: la segretezza prevarrebbe così come la prudenza. Forse quello di Trump è stato un modo per distogliere l’attenzione degli americani offrendogli un argomento molto caro su cui chiacchierare? La reticenza dell’intelligence potrebbe rivelare indirettamente qualcosa. Saranno sicuramente il tempo e le analisi dei più esperti a dirlo. E c’è da scommettere che in molti obietteranno che probabilmente i documenti più scottanti saranno stati distrutti nottetempo. Il fascino del mistero, delle dietrologie, delle cospirazioni che hanno ispirato e affascinato per anni il mito di Kennedy, potrebbe spegnarsi a breve. O continuare ad auto alimentarsi comunque, senza dare troppo peso a quella mole di documenti che aspetta silente di essere spolverata.

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

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