#Maipiùunbancovuoto, il corto per combattere il cyberbullismo

Fare x bene onlus ha lanciato una campagna social attraverso un video dedicato al ricordo della giovanissima Carolina Picchio per riaccendere i riflettori sul problema del cyberbullismo, una piaga dell’era digitale

Federico Brugia lancia l’iniziativa #maipiùunbancovuoto con il suo corto realizzato da Fare X Bene Onlus  dedicato ad una storia vera, quella della quattordicenne Carolina Picchio. La ragazza, vittima di un feroce episodio di cyberbullismo, si lanciò dal terzo piano della sua abitazione nel 2013, dopo che alcuni dei suoi compagni diffusero in rete un filmato a sfondo sessuale mentre lei era incosciente.
Un cortometraggio capace di toccare la sensibilità di chi lo guarda, dedicato al ricordo di quei giovani ragazzi e ragazze vittime dell’ultima deriva cui ha portato un uso sbagliato dei nuovi mezzi di comunicazione.
L’iniziativa mette in luce un problema estremamente complesso e delicato, assai difficile da risolvere, che sporadicamente torna al centro dell’attenzione per le tragiche conseguenze a cui può portare chi ne finisce vittima.

Nell’era digitale tutti possediamo uno smartphone e le nuove generazioni sono capaci di usarlo sin da piccoli, ma molto spesso pochissimi di loro conoscono l’enorme potere della rete. Se a ciò va aggiungendosi  la carenza di empatia verso l’altro, le conseguenze sono deleterie. Infatti l’assenza di reazioni visibili da parte della vittima non consentono al cyberbullo di vedere gli effetti delle proprie azioni, e ciò ostacola ancora di più la possibilità per lui di provare empatia per ciò che ha fatto.
Basti ricordare l’ignobile gioco ”inganna il maiale”, una delle ultime mode della violenza social, per cui un gruppo di amici poteva dilettarsi a scegliere la vittima, di solito una ragazza insicura, da sedurre con complimenti e parole dolci, per poi metterle alla gogna sul web.

Nel maggio del 2017 la Camera approvò in via definitiva una legge contro le molestie online e il cyberbullismo dedicata a Carolina Picchio. Il testo, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”,  fu approvato all’ unanimità.
La legge definisce “bullismo telematico ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata sul web contro minori. Definito come cyberbullismo è anche diffondere contenuti online per isolare il minore tramite un attacco o un abuso.” Inoltre: ”Il minore che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) può rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media per ottenere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet che deve essere eseguita entro 48 ore dall’ istanza”. Se il titolare non provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore.

Viviamo in un’epoca in cui sempre più spesso le aggressioni si spostano sui social network, con una rapidità e superficialità tale da fare progressivamente a pezzi la nostra umanità.
Il cyberbullismo è la manifestazione in rete del fenomeno del bullismo, avviene su dispositivi digitali, dove le persone possono visualizzare, partecipare e condividere i contenuti negativi, dannosi, falsi, attraverso la diffusione in rete di foto, video,commenti e  informazioni personali e private che in pochi secondi possono essere visualizzati da estranei e conoscenti, provocando umiliazione e imbarazzo. Tutti quelli che partecipano anche solo con un like o un commento diventano di fatto corresponsabili delle azioni del cyberbullo, che ha la possibilità di restare anonimo.

I fenomeni del bullismo e del cyberbullismo hanno progressivamente creato una vera e propria emergenza sociale, a cui genitori e insegnanti non riescono ancora a far fronte, soprattutto se sono gli stessi insegnanti ormai a ritrovarsi vittime di atti di bullismo.
La diffusione di materiale tramite internet è incontrollabile e non conosce limiti temporali né spaziali. Il cyberbullismo può avvenire ovunque e a qualsiasi ora, penetrando anche gli spazi personali della vittima che si vede privata perfino di uno spazio-rifugio dove ripararsi.
Molto spesso i ragazzi che si trovano a vivere questa condizione di disagio si sentono soli, incapaci di affrontare il problema, anche perché paralizzati dal senso di umiliazione, e possono arrivare a compiere gesti estremi.

Fare x Bene Onlus, attraverso il suo corto, ha voluto riproporre il problema del cyberbullismo, riaccendendo i riflettori sull’ importanza della prevenzione e della sensibilizzazione in ogni ambito della società.

Federica Antonecchia

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