Met Gala 2017, anche le star scelgono abiti low cost

La nuova era del low cost raggiunge anche gli eventi mondani. Sul red carpet del Met Gala 2017 hanno sfilato abiti firmati H&M e Top Shop

Il Met Gala è uno degli eventi mondani più attesi nel fashion system. Organizzato da Anna Wintour in una location suggestiva come il Metropolitan Museum di New York, è considerato dagli americani come il “Super Bowl della moda”.  A dare un pizzico di brio è la scelta del tema annuale. Quest’anno il tema dell’evento è stato Art of the In-Between per celebrare la stilista giapponese Rei Kawakubo di Comme des Garçons, a cui è stata dedicata una retrospettiva all’interno del Met.

Tra avanguardie, eleganza e trasparenze very hot, il Met Gala 2017 verrà ricordato anche per la sua apertura all’economy. Infatti accanto ai luxury brand, che con i loro abiti di alta moda ogni anno infiammano il red carpet, hanno sfilato anche i low cost, come i look firmati Top Shop ed H&M che ben si confondevano tra quelli delle maison più importanti.

 Behati Prinsloo ha indossato un lungo abito bianco Top Shop con incrocio sulla schiena, stesso brand è stato scelto da Joan Smalls, che ha sfilato con un abito rosso dallo spacco vertiginoso, e Sophia Richie che ha scelto il lamé. E poi ancora modelle in H&M tra cui la neo mamma Candice Swanepoel, in un romantico abito nero con lo scollo a cuore, Ashley Graham, che ha optato per un modello a sirena, e Stella Maxwell in una pioggia di frange di perle. La più estrosa? Nicki Minaj in un look black and red di H&M, mentre Joe Jonas ha indossato un elegante tailleur bordeaux con righe nere del colosso svedese.

Il red carpet del Met Gala non è stato l’unico a vedere sfilare abiti realizzati dai brand low cost. È successo anche per la notte degli Oscar e durante il royal wedding del principe Carl Philip, quando la principessa Vittoria, erede al trono di Svezia, si è presentata al matrimonio del fratello in H&M .

 

Viviana Guglielmino

Studentessa di lettere moderne, assidua collezionista di Vogue e amante della storia della moda. Scrivo per passione e leggo per diletto. Credo ancora nel giornalismo, nel sapere e nell'informazione quella vera

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