“Prima di domani”, la recensione del nuovo teen-drama

Prima di domani, il nuovo teen drama presentato al Giffoni Film Festival, esorta le persone ad essere se stesse

“Se dovessi morire oggi, tirando le somme, che impatto avrebbero avuto le tue azioni sul mondo?”

È questo l’interrogativo che viene in mente dopo aver guardato Prima di domani (Before I fall in lingua originale). Tratto dall’omonimo best-seller, diretto da Ry Russo-Young, Prima di domani è la storia di una ragazza dal comportamento discutibile, Sam (interpretata da Zoey Deutch), che, il giorno di San Valentino, tornando da una festa con le amiche, muore in un incidente stradale. L’indomani è ancora il giorno di San Valentino e la protagonista si accinge a vivere la prima di una lunga serie di ripetizioni e variazioni del suo ultimo giorno di vita. Il drammatico film per adolescenti è stato presentato in anteprima il 18 luglio al Giffoni Film Festival ed è uscito nelle sale italiane il 19 luglio.

Prima di domani: la trama

Prima di domani potrebbe sembrare il classico teen-drama: Sam è una ragazza popolare, scorbutica con i genitori e la sorella piccola, fidanzata con il ragazzo più bello della scuola, sempre in compagnia delle sue migliori amiche, anche loro belle e popolari. Insomma, personaggi stereotipati e situazioni già viste. Potrebbe sembrare, dunque, tutto scontato, ma è proprio grazie a questi personaggi-tipo che è possibile immedesimarsi nella storia e farla propria. D’altronde, quella raccontata è la vita di tutte le persone che, per essere accettate, agiscono inconsapevolmente trascinate dal branco. Così, Sam, la protagonista, guarda le persone che la amano senza vederle, agisce senza pensare e causa dolore senza neanche rendersene conto. Tutto cambia quando un incidente pone fine alla sua vita e a quella delle sue amiche. Da questo momento in poi, la protagonista entra in un loop senza fine, una specie di inferno personale in cui è costretta a rivivere ogni minuto di quel fatidico ultimo giorno. Dopo la paura e la rabbia iniziali, dopo svariati tentativi di cambiare gli eventi della giornata, Sam realizza che non può impedire la propria morte, ma forse c’è qualcos’altro che può ancora cambiare.

Diventa chi sei

Prima di domani sfrutta il tema già conosciuto della ripetizione infinita del medesimo giorno, entrata nell’immaginario comune grazie a film come “Ricomincio da capo” e “Senza un domani”, per inviare un messaggio molto importante al giovane pubblico: le azioni compiute portano con sé la responsabilità delle conseguenze causate. La pellicola tratta temi comuni nel mondo adolescenziale (bullismo, suicidio, omofobia), già trattati ultimamente in serie tv come 13 Reasons why, in una maniera che non lascia spazio alle giustificazioni. Questo è un film che accusa chi non si impegna per cambiare le cose, chi resta impassibile di fronte alle cattiverie e chi emargina senza pietà coloro che non rientrano nei canoni della “normalità”. Soprattutto, è un film che esorta le persone ad essere se stesse, a togliere la maschera imposta dalla società – anche quando è in scala ridotta come quella scolastica – e ad agire consapevolmente.

“Diventa chi sei” si legge spesso durante la visione della pellicola ed è proprio questo l’unico modo per uscire dal loop, che sia il loop temporale in cui è bloccata Sam o un loop di azioni negative come quello in cui tutti, almeno una volta, sono finiti per compiacere gli altri.

 

Chiara Giovannone

Laureanda in Editoria e Comunicazione, grande lettrice, allieva attrice e "binge watchatrice" seriale.

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