Libano, sale la tensione dopo l’ultimo fine settimana di fuoco

In questi giorni ci si interroga sul futuro del Medio Oriente, dopo le dimissioni a sorpresa del presidente libanese Saad Hariri sabato scorso e l'escalation di tensione tra Iran e Arabia Saudita

È stato un fine settimana di tensione quello che è trascorso in Libano.
Sabato 4 novembre il primo ministro libanese Saad Hariri ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni in diretta ad al Arabiya mentre si trovava in viaggio a Riyad. La seconda visita in cinque giorni nel regno saudita.
L’ex primo ministro libanese sunnita ha giustificato la scelta dichiarando di temere per la propria vita e di essere assassinato, sorte che toccò al padre nel 2005, rimasto ucciso in un attentato.
Hariri ha poi puntato il dito contro il movimento sciita libanese Hezbollah, braccio armato di Teheran e fondamentale alleato del presidente siriano Bashar al-Assad, accusandolo di ingerenza negli affari interni libanesi e a di destabilizzare il mondo arabo insieme all’Iran.

L’Arabia Saudita è stata accusata di aver spinto Hariri a dimettersi, mentre dal suo canto scende in campo anche il primo ministro israeliano Netanyahu , definendo l’episodio ”un campanello di allarme per la comunità internazionale.”
Il Leader di Hezbollah Nasrallah ha invece respinto ogni accusa, affermando che sono i sauditi a muovere Hariri e definendo l’accaduto una dichiarazione di guerra.
Un colpo secco che potrebbe compromettere gli equilibri già precari che caratterizzano il Libano, attraversato da fratture settarie e religiose.
Tutto ciò va ad inserirsi in un contesto in cui si fanno sempre più aspre le tensioni tra Israele e le milizie sciite libanesi.
Negli ultimi mesi Israele ha più volte espresso il timore che Teheran possa espandere la propria influenza in Siria.

Alle dimissioni dell’ex presidente libanese ha fatto seguito, nella giornata di domenica, il lancio di un missile balistico proveniente dallo Yemen e subito intercettato ed abbattuto dall’esercito saudita nei pressi dell’aeroporto di Riyad. Il missile è stato rivendicato dai ribelli houthi, sciiti alleati dell’Iran contro l’Arabia Saudita, impegnati da anni nella terribile guerra civile che sta dilaniando lo Yemen, che continua a mietere la sua dose giornaliera di morti e feriti.
L’episodio è stato subito definito dal ministro degli esteri saudita ‘’un atto di guerra.’’
A seguito dell’accaduto le autorità saudite hanno chiuso ogni frontiera con lo Yemen, impedendo così il rifornimento di generi alimentari e medicinali da parte Onu al paese mediorientale – che, oltre ad essere dilaniato dalla guerra civile, sta vivendo l’emergenza colera ed una terribile carestia alimentare.

Sempre nella giornata di sabato alcuni ministri, ex ministri e principi sono stati arrestati in Arabia Saudita da una commissione anticorruzione istituita dall’erede al trono Mohammed bin Salem, vicepremier e ministro della difesa. Tra le ipotesi dell’epurazione, il fatto che il re Salam abbia incoraggiato il figlio ad accelerare la corsa alla successione. Motivazione che avrebbe quindi ben poco a che fare con l’affermazione di una modernizzazione del tradizionalista regno saudita, ma che va invece ad inserirsi in una vera e propria lotta per il potere.

Intanto ieri il presidente francese Emmanuel Macron si è recato in visita a Riyad per discutere di temi quali cooperazione e lotta al terrorismo, mentre l’Arabia Saudita chiede ai propri cittadini in Libano di lasciare il territorio libanese.

Giornate incandescenti quindi quelle che sono appena trascorse in Medio Oriente, tra lanci di missili, dimissioni ed arresti.
Il Libano ora potrebbe rischiare una grave crisi e crescono le preoccupazioni per le tensioni che attraversano il paese.
Il piccolo ma strategico Libano si trova al centro di un gioco di potere tra Iran, culla dell’Islam sciita e Arabia Saudita, bastione del wahabismo, la versione più rigida del sunnismo.
Si apre uno scenario inquietante che rischia una escalation di tensione ed una prolungata paralisi politica dopo le dimissioni di Saad Hariri.

 

 

 

 

Federica Antonecchia

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