Roma: puoi sorridere, questo è solo l’inizio

Ripartire da Londra per continuare il percorso di crescita della squadra di Di Francesco

A Roma si sa, è estremamente facile passare dall’esaltazione alla desolazione. Sembra essere diventato un luogo comune, ma non è altro che la realtà di una piazza calda, passionale, ma anche estremamente complessa e difficile da gestire. Basti pensare a quello che è successo nel giro di due settimane: vittoria a San Siro con il Milan, tifosi entusiasti e pronti ad andare alla caccia di grandi obiettivi e trionfi; sconfitta contro il Napoli ed ecco qua le critiche che non risparmiano nessuno, dall’allenatore ai giocatori, dai dirigenti allo staff tecnico, con conseguenti proclami di stagione da buttare, ormai finita, senza alcun obiettivo possibile da raggiungere. E’ vero, la Roma ora è al quinto posto in classifica e ci rimarrà con o senza i 3 punti di Genova nella partita da recuperare contro la Sampdoria, ma all’ottava giornata di campionato, con 30 giornate ancora da disputare i toni non possono essere quelli esasperati di questa prima parte di settimana, anche se alcune cose vanno analizzate.

Fonte: Adige.it

Gli infortuni e la sfortuna

Questo mix sta rappresentando probabilmente la più grande debolezza della Roma di questa prima parte di stagione. Andiamo per numeri: con lo stop di Manolas contro il Napoli, sono ben 14 finora i guai muscolari dei giallorossi, come nessun altro in Serie A. Stessa cosa con i pali, con i capitolini che in 7 partite giocate, ne hanno colpiti ben 9. Sicuramente però, l’aspetto su cui c’è più curiosità e voglia di sapere la verità è quello riguardanti la condizione fisica dei calciatori di Di Francesco. In tanti si chiedono: come è possibile che una squadra accusi così tanti infortuni muscolari ad ottobre? In realtà il tecnico ex Sassuolo aveva già lanciato un campanello d’allarme prima dell’inizio della stagione, sottolineando più volte come la preparazione estiva della Roma, è come se non ci sia mai stata. Partiamo da Pinzolo: Nazionali in vacanza visti gli impegni di giugno e ritiro in montagna con un paio di titolari e tanti giovani della Primavera. Non il massimo per un nuovo allenatore, che viene a contatto per la prima volta con una nuova ed importante realtà. Tornati da Pinzolo, si rivedono i ‘big’ che però sono costretti subito a partire per la tournée americana, con match ogni due giorni, non potendo quindi andare a forzare eccessivamente i carichi di lavoro. Finita qui? Assolutamente no, perché una volta tornati dagli States, i giallorossi hanno preso la volta della Spagna, per gli impegni contro Celta Vigo e Siviglia, da cui tra l’altro sono usciti con le ossa rotte, tornando solo a due giorni dall’inizio del campionato. Viaggi in continuazione, muscoli sotto stress continuo senza adeguati allenamenti e momenti di lavoro alle spalle: un cocktail perfetto per poter poi accusare problemi muscolari.

E i nuovi acquisti?

E’ una domanda che si fanno in molti, visto che fino a questo momento, gli acquisti estivi della prima campagna acquisti targata Monchi, si sono visti ben poco, con Gonalons che non ha pienamente convinto quando è sceso in campo e Moreno che per ora, non sembra ancora pronto per calcare i campi del nostro campionato. E soprattutto, non abbiamo ancora praticamente mai visto, le punte di diamante dell’operato del ds spagnolo: Rick Karsdorp e Patrik Schick. Situazioni, che hanno fatto spazientire e non poco i tifosi, desiderosi di vedere questi due grandi talenti di cui si parla un gran bene tra gli addetti ai lavori. Per l’olandese ci dovremmo quasi essere, convocato sia contro il Napoli che per l’impegno contro il Chelsea, si attende solo l’occasioni giusta per permettergli di acquisire minutaggio e quindi ritmo partita. Sull’ex Sampdoria, pagato 42 milioni di euro l’acquisto più costoso della storia della Roma, c’è ancora del mistero. Qualcuno parla di un rientro vicino, ma c’è chi addirittura paventa un ritorno per gennaio. Chi vivrà vedrà, ma se questo è un motivo per cui storcere il naso, può rappresentare anche senza dubbio una ragione di sollievo: vi immaginate una squadra, già forte sulla carta come quella giallorossa, a cui vengono aggiunti due elementi così importanti? Se Di Francesco, saprà trovare la giusta collocazione tattica per il ceco, la sensazione è che la squadra capitolina ha tra le maniche due armi che possono veramente rappresentare la chiave di volta per un’annata che fin qui è senza dubbio convincente, ma non lo è pienamente.

Fonte: fantagazzetta

Perché sorridere?

Innanzitutto, occorre ricordare che nello stesso periodo dell’anno, nel 2016 la squadra allenata da Luciano Spalletti, veniva ripresa incredibilmente dal Cagliari, prendeva sonore sveglie a Torino con Belotti e Boye in versione Messi-Suarez e metteva nella collezione di brutte figure europee uno scialbo pareggio a Plzen ed un improbabile rimonta dell’Austra Vienna dallo 3-1 al 3-3 all’Olimpico. Inoltre, come scritto poche righe fa, la Roma ancora non ha espresso totalmente il suo potenziale, a causa degli infortuni dei vecchi ed anche e soprattutto dei nuovi arrivati. A sprazzi i ragazzi di Di Francesco, si rendono protagonisti di alcuni lampi e momenti di gioco veramente entusiasmanti, che fanno pensare come una rosa del genere può solo crescere, sotto ogni punto di vista. Senatori come Nainggolan e Strootman sono rimasti, convinti che anche in questa piazza sia possibile vincere. Con l’arrivo di Karsdorp, il rientro di Florenzi e soprattutto l’acquisto di Kolarov, le fasce quest’anno sembrano essere un punto di forza, invece che debole come nei passati anni. Tra l’altro, è vero che può rappresentare un handicap, ma i capitolini hanno già affrontato numerosi big match, il che però può essere anche un vantaggio: non c’è modo migliore per formare una rosa con molti elementi nuovi che quello di sottoporla a test probanti, sia sotto il punto di vista del gioco che dal punto di vista del carattere e delle motivazioni. Adesso è l’ora del Chelsea, a Stamford Bridge: da una partita così difficile, passa il futuro della Roma in Champions League. Entrambe vorranno riscattarsi visto che, anche il team di Conte è stato incredibilmente sconfitto nel week-end dal Crystal Palace, fino a quel momento ultimo in classifica con 0 gol e 0 punti. Ripartire è la parola chiave, se non con il risultato, almeno con una prestazione convincente che faccia capire che questa nuova Roma è pronta a far vedere la sua personalità ed il suo gioco, in qualunque posto e con qualunque avversario sia chiamata a giocare. Stavolta, la convocazione è di quelle che possono far tremare le gambe e farti sentire debole. Ma ora è tempo di sentirsi forti ed al pari dei grandi, è arrivata l’ora in cui essere ambiziosi deve essere un obbligo da portare avanti per tutto il corso dell’anno e non un sentimento da avvertire in qualche notte di mezza estate.

 

Alessandro Tagliaboschi

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