Sarahah: cos’è, come funziona e perché è di tendenza

Tra anonimato e assenza di dialogo

Negli ultimi giorni potreste aver notato una nuova parola rimbalzare tra i post sui social e le classifiche delle app più popolari: Sarahah. Parola, spesso, affiancata da termini come anonimato, rischi, viralità e abusi. Mi sono così chiesto cosa sia Sarahah e perché sia in questo momento oggetto di interesse da parte di milioni di persone in tutto il mondo. Così ho scaricato l’applicazione sul mio iPhone (QUI il link per il download su App Store e QUI quello su Google Play) e mi sono registrato.

Come funziona Sarahah

Sarahah richiede semplicemente la scelta di un nome utente (differente da quelli già esistenti) e di un nome per il profilo, e l’inserimento di un indirizzo email. Tutto può essere inventato, visto che è un’app appositamente pensata per proteggere l’identità degli utenti. Il fine è quello – come si legge anche negli account social dell’app stessa – di inviare messaggi costruttivi e di valore per gli altri utenti. La piattaforma è nata a livello aziendale in Arabia Saudita, prima come solo sito internet, poi trasformata in applicazione mobile, e qui è stato il boom di utenti.

Ovviamente la mission aziendale è molto differente dall’utilizzo che le persone possono fare – e fanno – di uno strumento di questo tipo. L’occasione fa l’uomo ladro, l’anonimato lo rende crudele. È logico, avviene da anni, soprattutto in rete, dove l’anonimato e i nickname sono un elemento costante sin dalle origini. Non dovrebbe essere così, l’anonimato non dovrebbe essere sinonimo di cattiveria e di offesa, ma è così. Che sia l’invidia o qualunque altro sentimento a guidare i commenti offensivi, questi sono su servizi di questo tipo inevitabili. Poi è ovvio che non si vedano solo questo tipo di messaggi, ma provando ad effettuare una ricerca all’hashtag #Sarahah su Twitter si vedono tanti commenti sessuali, mentre immaginiamo quelli offensivi e che non sia bellissimo renderli pubblici.

Tornando al funzionamento di Sarahah, l’app consente di sincronizzare i contatti presenti sul proprio dispositivo con quelli iscritti sulla piattaforma, oppure di cercare gli utenti uno per uno inserendo nella apposita schermata di ricerca il loro username – molti lo hanno nella loro bio social. Dopodiché è possibile inviare un messaggio ad un utente, messaggio che resterà anonimo e al quale non è possibile rispondere. Personalmente un sistema che non apprezzo tantissimo. O almeno, non in ottica social – che poi è come gli utenti vogliono utilizzare un servizio del genere. È possibile segnalare messaggi sgradevoli, e spesso viene ricordato di inviare messaggi “costruttivi”. L’applicazione finisce qui.

Era meglio Ask

Il paragone che mi viene da fare è con Ask.fm. Era quella la tendenza per gli insulti, i messaggi d’amore molto spinti, i complimenti, gli approcci, tutto quello che anonimamente si faceva qualche anno fa, quando ero sulla soglia dei 18 anni. Non che tutto fosse bello, anzi, in molti casi si superava il limite della decenza, ma forse Ask.fm era (ed è, visto che esiste ancora) migliore di Sarahah. Almeno su Ask.fm erano rese pubbliche le risposte che si sceglieva di dare ad alcune domande. Con Sarahah invece i messaggi ricevuti vengono pubblicati con screenshot su altre piattaforme, e trovo questo un percorso abbastanza scomodo.

Il problema – di Ask.fm come di Sarahah – è la totale mancanza di trasparenza. Ovviamente non ci può essere chissà quale trasparenza su piattaforme basate sull’anonimato, ma diciamo che l’utente ha molto potere, può plasmare l’immagine di sé che desidera. Senza pensare all’invio di messaggi fasulli, basta anche solo rispondere e pubblicare solo i messaggi piacevoli, filtrando a proprio piacimento ed eliminando i contenuti scomodi. Questo è ciò che non mi è mai piaciuto di questo tipo di servizi, che permettono di creare un’immagine fasulla di sé senza dare modo agli altri utenti di smascherare questa stessa pratica.

Mi spiace, Sarahah: per me è no.

Andrea Careddu

Ho 22 anni e studio Comunicazione alla Carlo Bo di Urbino. Scrivo di Tech e Social Media. Racconto gli eventi dall'interno. Amo la fotografia. Studio Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono @acareddu ovunque o quasi.

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